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Annalisa Durante
 

Nel diario l'annuncio della sua morte.
[02-04-04] "Vivo e vivrò sempre, anche se questa vita non è quella che vorrei io. Ma so che una parte di me sarà immortale. E presto andrò in Paradiso".
Così Annalisa Durante, la quattordicenne uccisa sabato a Napoli nel rione Forcella, preannuncia la sua morte, in un diario, con un cuore rosso sulla prima paginala.
La scoperta del diario è avvenuta su indicazione di Annalisa apparsa in sogno ad una vicina di casa. "Una vicina - racconta il padre di Annalisa - ieri è venuta a bussare alla nostra porta. Mi ha detto che le era apparsa mia figlia in sogno e le aveva detto di cercare un cuore rosso e una penna. Da quel momento, io, mia moglie e l'altra figlia Manuela, ci siamo messi a rovistare tra le cose di Annalisa. Fino a quando abbiamo trovato questo piccolo diario, con in prima pagina un cuore rosso".
E fra le altre riflessioni anche: "Papà, sarò sempre accanto a te" e una piccola poesia, che aveva dedicato all'amica più cara: "Il giorno in cui verrà la fine del mondo, non avere paura perché non sarà altro che Dio che è venuto a prendere i suoi angeli più belli: io e te". (Nino Farina, Nel diario segreto premonizione choc "Andrò in Paradiso", in "il Resto del Carlino", 2 aprile 2004, pag. 13 e Fulvio Bufi, Napoli. Quel presagio nel diario di Annalisa, in "Il corriere della sera", 2 aprile 2004 in:
http://www.corriere.it

 
 

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Ostaggi liberati
 

Liberi gli ostaggi ... ma Carmelina e William sapevano.
[08-06-04] "Sammichele di Bari ... L'aveva indovinata. Carmelina. La nipotina di Umberto Cupertino sapeva che quella di oggi era la data decisiva. Tanto che, sul calendario nella casa di Umberto, aveva scritto a stampatello la parola "liberi", proprio in corrispondenza alla giornata di martedì. La piccola è figlia di Francesco Cupertino, il fratello di Umberto che in in questi 55 giorni ha svolto il compito di portavoce della famiglia. "A raccontarlo mi sembra quasi un miracolo - riferisce la madre -, non riusciamo a capire né quando Carmelina abbia scritto quella frase sul calendario, né perché l'abbia fatto".
La bambina, candida, risponde alla curiosità della mamma e dei cronisti: "Quando sono tornata dalla visita al santuario di Padre Pio, mi sono avvicinata al calendario di casa della nonna per scrivere il nome di un frate, frà Cosimo, sul datario, come mi aveva chiesto di fare papà. E ho sentito dentro di me una voce che mi diceva di scrivere la parola "liberi" in corrispondenza con il giorno 8 giugno. Ero certa che zio Umberto sarebbe stato liberato oggi, me lo sentivo".
Frà Cosimo è il religioso di San Giovanni Rotondo che il 31 maggio ha accolto i Cupertino nel convento di Padre Pio e ha celebrato una messa per chiedere la liberazione dei tre ostaggi.
Ancora più precisa la predizione di William Stefio. Il piccolo ha indovinato data e orario: "Papà domani torna dal lavoro, alle 13 sarà a casa". Il bambino, infatti, non sapeva che il padre era stato rapito dai terroristi e la mamma Emanuela lo aveva portato a Catenanuova in provincia di Enna, dove abitano i suoi genitori ...

( Nino Farina, Padre Pio mi aveva detto tutto, in "Il Resto del Carlino", 8 giugno 2004, pag. 6).

 
 

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Marisa e Massimo Boldi
 

Massimo Boldi rivela che la moglie gli parla "dall'aldilà".
[06-07-04] Massimo Boldi il popolare attore comico ha rivelato che sta vivendo una esperienza paranormale dopo la morte della moglie Marisa avvenuta il 28 aprile 2004 per cancro.
"Mia moglie Marisa non c'è più: un male terribile, due mesi fa, me l'ha portata via. Ma non è andata lontano; perché la vedo, la sento e le parlo tutti i giorni. E non sono il solo. Tanti sentono la sua presenza: Marisa ci dona il suo amore anche dall'aldilà". (In Orio Buffo, Boldi: mia moglie mi ha già scritto dall'aldilà, in "Dipiù", 12 luglio 2004, pp. 102-104).
Maria Teresa Selo (detta Marisa) era nata a Napoli il 25 giugno 1956. Nel 1973 aveva sposato Massimo Boldi
Massimo Boldi parla anche di una lettera scrittale da sua moglie, dopo la morte, guidandogli la mano.Si trova pubblicata nel sito web www.marisaboldi.it
"... La vita e la morte - è scritto nella lettera - sono e rimarranno un mistero per tutti, buoni o cattivi, non c'è didtinzione; tutta l'umanità non ha mai avuto una risposta, solo la Fede ti può aiutare, la Fede in Cristo nostro Signore.La Fede. Quella che io ho sempre avuto e che mi ha aiutato a superare tutti quei momenti disperati della malattia attendendo la 'grazia'. Ma forse la 'grazia' l'ho ottenuta, Sì andandomene, piano piano, in silenzio, ascoltando e seguendo gli Angeli che mi accompagnavano per mano verso il Padre"
Nello stesso sito si può trovare una biografia di Marisa e una serie di messaggi che la ricordano.
Dopo la morte è nata anche l 'Associazione amici di Marisa Boldi'.

 
 

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Rita Cutolo
 

Le "mani di luce" di Rita Cutolo.
[23-09-04] E' un ritorno alla vita per le decine di persone che si recano a Saludecio, in provincia di Rimini, a trovare Rita Cutolo. Le testimonianze si moltiplicano ogni giorno.. Molti sostengono di essere stati guariti anche da malattie incurabili e di aver trovato un grande conforto nell'anima.

 
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Auto in burrone
 

Auto in un burrone: salvata da un'amica medium.
[12-10-04] Una diciassettenne scomparsa il 2 ottobre scorso nello stato di Washington è stata trovata viva, tra i rottami della sua vettura, sul fondo di un crepaccio. A salvare Laura Hatch, uscita di strada in una zona boscosa nei pressi di Redmond, un'amica che fa parte insieme a lei di una congregazione cristiana, Sha Norh, che ha raccontato di avere avuto una visione che l'ha condotta fino alla ragazza.
La vittima, che non ha mangiato o bevuto per otto giorni, è stata ricoverata in ospedale in gravi condizioni. La donna che ha avuto la visione ha raggiunto con la sua vettura il punto esatto dove Laura era uscita di strada, ha attraversato un tratto fitto di bosco e 50 metri sotto il livello della strada e ha individuato la Toyota e la ragazza stesa nel sedile posteriore.
La donna ha chiamato col telefonino i soccorsi e ha dato poi ai genitori di Laura la notizia ormai insperata: la ragazza era ancora viva. "Ormai l'avevamo data per morta", ha detto la madre ad una TV di Seattle.
La notte della scomparsa di Laura, lo scorso 2 ottobre, la "medium" aveva sognato una zona boscosa e il giorno dopo aveva deciso di prendere l'auto e andarci. "Le ho detto che le persone la stavano cercando e che l'amavano - ha aggiunto - E lei ha risposto, credo di essere in ritardo per il coprifuoco".
Tratto da : http://www.tgcom.it

 
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Il telefono che capisce le emozioni
 

Un telefono che capisce gli stati d'animo.
[16-01-05] Immaginate un telefono che riconosce il tono della voce di chi ci chiama, ne capisce le emozioni e ci avvisa, quando siamo fuori, se ci sono comunicazioni urgenti.
È quello che potrebbe succedere tra poco con Emotive Alert, un sistema sviluppato al MIT (Massachusetts Institute of Technology) da Zeynep Inanoglu e Ron Caneel. Applicato ai risponditori automatici e alle segreterie telefoniche è capace di “capire” le emozioni dell'interlocutore e catalogare il tipo di messaggio in arrivo.
Un telefono sensibile. Nei primi dieci secondi, il software riconosce il volume, il tono e il ritmo del discorso. Poi confronta il messaggio vocale ricevuto con otto esempi o “impronte” acustiche che corrispondono a otto diversi stati emotivi.
Una volta classificato il tipo di comunicazione, il sistema invia immediatamente un messaggio di testo alla mailbox, con una faccina (emoticon) corrispondente al tipo di chiamata ricevuta: urgente, non urgente, formale, informale, felice, triste, eccitata, serena.
Problemi di lingua. Non tutte le tipologie di telefonata sono facili da individuare però: durante i test il software ha avuto difficoltà a riconoscere le chiamate formali e informali e quelle urgenti e non urgenti. Mentre la gioia e la tristezza sono individuabili dal solo suono della voce, gli stati d'animo più controllati si possono riconoscere solo dal significato delle parole o dalle sfumature del discorso.
Una soluzione potrebbe essere, secondo gli scienziati, quella di programmare il software per il riconoscimento della sintassi, per esempio l'uso di molte negative, significa una telefonata formale e urgente.
Anche se in questo modo si perde uno dei vantaggi del software: l'abilità di catalogare emozioni espresse in qualsiasi lingua.
http://www.focus.it

 
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Dervio
 

Medium fa ritrovare cadavere
[12-09-05] Un cadavere è stato individuato in un'auto trovata nel lago di Como, alla profondità di 122 metri, di fronte a Dervio (Lecco). L'ipotesi è che possa trattarsi del corpo di Chiara Bariffi, una 30enne di Bellano, scomparsa in circostanze misteriose mentre tornava a casa la notte fra il 30 novembre e l'1 dicembre 2002. Il luogo del ritrovamento era stato indicato da una medium interpellata dai genitori della ragazza.
La certezza che si tratti di Chiara e della sua auto, si avrà comunque solo quando saranno eseguiti tutti gli esami del caso. Che si tratti di lei ne sono invece già convinti sia i genitori della ragazza sia la sensitiva bresciana, Mariarosa Busi, ai quali i parenti si erano rivolti mesi fa per aver aiuto. A individuare l'auto in fondo al lago è stata un'associazione di volontari della Protezione civile, il Gruppo soccorso Sebino. "Ci siamo rivolti a loro quando abbiamo capito che i carabinieri non avrebbero preso in considerazione le nostre indicazioni", ha spiegato Luciana Bariffi, la madre della ragazza. La sensitiva aveva indicato il luogo dove doveva trovarsi l'auto, nella primavera scorsa.

 
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Rianimazione
 

Morto per 35 minuti, "resuscita"
[13-10-05] "Stavamo già preparando il funerale, per noi è un miracolo che mio padre si sia ripreso". Questo il racconto della figlia di un pensionato 74 anni mantovano dato per morto dopo un infarto e ripresosi improvvisamente 35 minuti dopo che i medici ne avevano constatato il decesso. Ora l'uomo, che si trova nel reparto di cardiologia dell'ospedale Carlo Poma di Mantova, sta bene.
Tutto è iniziato mercoledì mattina quando il pensionato, già ricoverato per altre patologie, è stato colpito da infarto: immediatamente sono intervenuti i cardiologi e dei rianimatori con un massaggio cardiaco durato 25 minuti. Tutto inutile. Il cuore non ne voleva sapere di ripartire; nessuna attività elettrica veniva rilevata dal monitor a cui il paziente era collegato.
I medici hanno così constatato il decesso dato che il pensionato non dava più segni di attività cerebrale né cardiaca. Come prescrive la legge, l'uomo, che abita a Castel d'Ario, è rimasto altre due ore sul lettino dell'unità coronarica, collegato al monitor. Ed è proprio su quel lettino che, 35 minuti dopo che le macchine dell'unità conarica avevano decretato la morte dell'anziano, è avvenuto il miracolo: il monitor ha lanciato i primi segnali. L'attività cardiaca, seppur molto lentamente, era ripresa e il paziente si era mosso. Sono riprese subito le pratiche rianimatorie, che questa volta hanno avuto successo. L'anziano si è ripreso e ha cominciato a pronunciare qualche parola, dimostrando di non aver riportato alcun danno a livello cerebrale.
Ora l'uomo ha ripreso a respirare autonomamente e a parlare regolarmente e ha persino consumato un pasto leggero. "Casi inusuali ma che fanno parte della medicina" ha commentato il primario ospedaliero Roberto Zanini.
Una vicenda che ha dell'incredibile come spiega ancora incredula la figlia dell'uomo:" In un'ora siamo passati dal dolore alla felicità. Però, che incubo! Adesso speriamo che si riprenda del tutto".

 
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Il beato don Luigi Telamoni
 

"Mi ha riportato nel mio corpo"
[09-11-06] Il 18 gennaio del 2005 Elena Curano, una ragazza di 22 anni dell’hinterland milanese, viene ricoverata in ospedale, con una diagnosi terribile: meningite meningococcia di tipo C, fulminante. Le sue condizioni sono gravissime, la ragazza viene incubata, ma i medici sono molto pessimisti. “In casi come il suo – racconta il primario Stefano Orfei – c’è appena il 2-3% di possibilità di salvarsi, e di solito i pazienti non si riprendono del tutto”. Il medico, un diacono molto devoto a monsignor Telamoni, uno dei gli ultimi beati proclamati da papa Woitila, prima di morire, ricorda: “La ragazza peggiorava velocemente, erano già subentrate polmonite, pneumotorace, problemi di coagulazione. Il cuore si arrestò e dovemmo sottoporla a quattro scariche di defibrillatore”.
Mentre le ore scorrono disperate, il medico si rivolge alle suore Misericordie, un istituto fondato proprio da Telamoni che si occupa di assistenza ai malati. Le suore iniziano a pregare, E la ragazza si salva, in maniera inspiegabile.
Il racconto di Elena, che non aveva mai sentito parlare di Telamoni e pur essendo cattolica non va a messa tutte le domeniche, è sconvolgente, simile a quello dia altre persone che si sono ritrovate a un passo dalla morte: “Ho visto una luce e una scala a chiocciola, volevo salire a tutti i costi, poi mi hanno trascinato di nuovo nel mio corpo. E ho ricominciato a vivere”.

In Dario Crippa, Elena ringrazia don Telamoni. “Mi ha riportato nel mio corpo”, in "Il Resto del Carlino", (Monza), 8 novembre 2006, p. 5.

 
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Dalila Di Lazzaro con il figlio
 

L'angelo della mia vita, piccoli miracoli intorno a me
[10-02-08] Dalila Di Lazzaro torna al suo pubblico con un secondo libro L'angelo della mia vita, piccoli miracoli intorno a me (edito da Piemme). Un'altra testimonianza di vita dove questa volta protagonista non è il dolore cronico - di cui soffre dal '97 - ma il figlio Christian, perso nel '91 in un tragico incidente stradale a soli 22 anni.
La ex sex symbol del cinema italiano racconta in questa biografia come ha trovato la forza di andare avanti: "La vita segue un disegno invisibile, fatto di segni e di tanto, tanto amore ... Ho sognato mio figlio Christan solo due volte dal giorno della sua scomparsa. Nel sogno rivivi la persona come se fosse viva, reale, ed è stato emotivamente molto forte".
Quando va a dormire e spegne la luce spera di incontrare nuovamente suo figlio in sogno? "No. Fa troppo male e questo lui lo sa – sorride - A me bastano i cuori che incontro lungo la strada". Sì, i cuori. Dalila Di Lazzaro ne incontra tantissimi. Sono nelle forme degli oggetti che vede per caso, nell'ombra di una tenda, nella schiuma del caffé, nei sassi portati dal mare … Sono i segni che dimostrano che esiste una dimensione "oltre" quella terrena, che le fanno capire che le persone scomparse sono sempre vicine, come tanti angeli custodi che vegliano su chi li ha amati.

In "Corriere della Sera", 22 gennaio 2008 di Francesca Del Rosso.

 
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I ghostbusters di Chicago
 

Ghostbusters a Chicago
[21_02_10] Ron Fabiani ricevette la chiamata che avrebbe cambiato la sua vita una sera di sette anni fa. Veterano della squadra anti-crimine della polizia di Chicago, Fabiani all’inizio reagì con scetticismo, ma fece lo stesso il suo dovere: «Era il proprietario di un negozio e sosteneva di vedere una strana forma nel suo ufficio, quando si fermava a lavorare di notte tardi. Sembrava molto nervoso, così andammo. Non c'era nulla, ovviamente, ma il tipo appariva sconvolto, così mi incuriosii. Tornammo, questa volta con una videocamera. Feci una ripresa di circa mezz’ora. E quando vidi il filmato, c'era una massa nera, tridimensionale, che si muoveva avanti e dietro. Una cosa inspiegabile. Così cominciai a indagare su altri casi simili ».
Il poliziotto chiamò due colleghi di altre zone della città, Austin Weinstock e Pete Schleich, chiedendo la loro collaborazione. Il trio aprì un sito Internet. Le prime segnalazioni cominciarono a fioccare dall’intera area metropolitana. Qualche tempo dopo un altro poliziotto, Tom Froelich, e anche un esperto di grafica computerizzata, Scot Ziarko, si unirono a loro. Erano nati i Chicago Paranormal Detectives, forse il primo nucleo investigativo al mondo specializzato in attività paranormali.
Uno scherzo? Neanche per idea. Quando vengono chiamati per assistere persone alle prese con fenomeni irrazionali, Fabiani e i suoi, fra i quali da qualche anno c'è anche Moriah Rhame, una medium che ha anche combattuto con l'esercito americano nel Golfo, applicano tutte le loro conoscenze e abilità professionali: «La gente si rivolge a noi quando ha paura e non sa assolutamente cosa fare», spiega il poliziotto. Le loro attrezzature sono impressionanti: rivelatori di campi magnetici, sensori termici, videocamere ad alta definizione, registratori ad alta fedeltà, più tutti gli aggeggi tipici della polizia scientifica, nastro adesivo colorato, polveri reagenti, evidenziatori speciali.
Il gruppo nel frattempo ha anche uno show televisivo: l'ultima puntata di Paranormal Cops per questa stagione è andata in onda martedì scorso e raccontava il caso (vero) di due spiriti, che si aggiravano nel seminterrato di una caserma dei pompieri di Chicago. Ma la celebrità mediatica non deve ingannare. E' solo un modo di finanziare la caccia ai fantasmi, visto che Fabiani & C. non accettano denaro quando prendono un caso: «Ne va della nostra credibilità ».
Non è infatti che ne accettino molti. Anche perché l'attività paranormale la svolgono fuori dall’orario di lavoro. I loro superiori al Chicago Police Department sono al corrente di questa passione per l’occulto. Così, spiega Pete Schleich, l'85% delle richieste che ricevono viene rifiutato: «Accettiamo soltanto quando c'è urgenza e chi ci chiama è in crisi. E lavoriamo solo nell’area urbana».
L'etica professionale è rigorosissima: «Fondamentalmente rimaniamo scettici — spiega Fabiani —, non ci affrettiamo a giungere alla conclusione che siamo in presenza di fenomeni paranormali. Ci sforziamo di essere oggettivi. Ci vogliono prove, senza prove non c'è caso». Ma i casi ci sono eccome. Ognuno dei Detectives afferma di aver avuto almeno un incontro con un'entità paranormale. E che ci crediate o meno, che li consideriate o no dei ciarlatani, a loro importa poco. «Si può credere in queste cose e non essere creduloni —dice Fabiani —, ci sono fenomeni più grandi noi, che non riusciamo a spiegare. A noi importa verificarne la presenza. Ricordatevi che la definizione di paranormale è non normale ». Come suggeriva la celebre vocina: «Ai confini della realtà».

In www.corriere.it, 21 febbraio 2010, articolo di Paolo Valentino

 
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Voyager
 

'Bambini indaco'
[31_05_10] Nella puntata del 31 maggio 2010 Voyager di Rai2 ha dedicato un servizio ai cosiddetti “bambini indaco”. Ma chi sono i bambini indaco?
La definizione "Indaco" è stata usata per la prima volta da Nancy Ann Tappe, che nel 1982 scrisse un libro sull'argomento (Capire la vostra vita attraverso il Colore). Nancy, scrittrice, sensitiva e terapeuta, è in grado di vedere quelli che lei chiama "i colori della vita" ed ha un metodo personalissimo per "leggere" questi colori. Alla fine degli anni settanta, Nancy incominciò a notare una trasformazione nei colori vitali, con alcuni colori, come il fucsia o il rosso cremisi, che tendevano ad affievolirsi o a scomparire. Tuttavia la sua ricerca iniziò soltanto negli anni ottanta, quando alcuni genitori, preoccupati per il comportamento anomalo, "fuori dagli schemi" dei loro bambini, si rivolsero a lei per esseri aiutati. Con sorpresa Nancy si accorse che il colore vitale di tutti questi bambini tendeva all'azzurro violaceo. Di qui la definizione "Bambini Indaco".
Lee Carroll e Jan Tober nel loro libro "The Indigo Children" spiegano:
"...Un Bambino Indaco è una creatura che possiede attributi psicologici insoliti e particolari e che ha un modello comportamentale diverso da quelli a cui siamo abituati. Di conseguenza, molto spesso i genitori di questi bambini si trovano spiazzati ed impreparati nel difficile compito di educare i loro figli. Ignorare questi nuovi modelli significa creare squilibrio e frustrazione nella mente di questi preziosi bambini".

 
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Le mani della Cappella Sistina
 

Pranoterapeuta, non guaritore
[13_06_10] Per la Procura della Repubblica di Pesaro, il pranoterapeuta Pietro Gabriele di 62 anni di Marotta di Fano che qualcuno chiamava "mago", non era convincente. Tanto che nell'aprile scorso gli avevano sequestrato lo 'studio' per esercizio abusivo della professione medica. Due mesi di indagini e il pm Maria Letizia Fucci ha chiesto e ottenuto l'archiviazione non essendoci gli estremi di alcun tipo di reato.
Le quaranta testimonianze raccolte, oltre ad avere parole di ringraziamento e rispetto, hanno tutte confermato di non aver mai ricevuto richieste di denaro e che il pranoterapeuta non ha mai detto di avere lauree o addirituura di essere medico.
Il vescovo emerito di Fano monsignor Mario Cecchini, affetto da una trombo flebite, ha dichiarato al magistrato:"Pietro mi ha toccato con le mani ed ho sentito subito un gran calore e dopo poche sedute sono guarito completamente. Anche la vista, che avevo notevolmente annebbiata, dopo alcune sedute, mi è tornata regolare. Gli stessi miei medici che mi seguivano per la trombo flebite e per la vista, sono rimasti molto meravigliati".
Le sedute di pranoterapia sono riprese regolarmente

[20_06_10] Fra le numerose testimonianze di apprezzamento e riconoscenza ricevute da Pietro Gabriele, pubblichiamo uno stralcio di una lunga lettera dei coniugi dott. Fabio Cangiotti e Luciana Giannone :
"... A suo merito voglio anche aggiungere che siamo venuti da lei con una robusta dose di sano scetticismo, in quanto non disponibili a cedere a suggestioni o condizionamenti magici o esoterici, fenomeni che rifiutiamo o aborriamo, per fede e per cultura (lo scrivente è laureato in Farmacia, mia moglie è diplomata); abbiamo provato con lei perché i trattamenti medici da me effetuati in precedenza non avevano dato risultati positivi.
L'esattezza delle sue diagnosi e l'effetto delle sue applicazioni ci hanno convinto che lei non è né un mago né tantomeno un fanfarone, ma che dispone innegabilmente di poteri non comuni e di capacità di ricevere e trasferire flussi di energia (come, non lo sappiamo) ..."
Per informazioni dirette vai al sito web:
www.pietrogabriele.it

 
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Metafonia
 

Nel registratore la parola ' mamma'
[20_04_11] Margherita ci ha inviato una lettera-testimonianza che ha accettato di pubblicare con queste parole rispondendo anche al nostro incoraggiamento e partecipazione::"Tutto ciò non basta per recuperare la serenità perduta, ma è una boccata d'ossigeno ... sono d'accordo se lo credete potete pubblicare queste mie righe e spero che servano a qualcuno che così disperato da non sapere come riuscire a continuare a vivere ... si aggrappi ad un sogno ... ad una illusione e capisca che tutto questo forse non è così lontano da noi ma solo su un altro piano ..."

Ma ecco la lettera di Margherita:
"Buona sera,
è molto difficile continuare su questa strada, scoraggiante perché da un anno ormai i risultati sono praticamente nulli, ma ancor più difficile è abbandonare tutto e arrendersi, perché buona parte di quello che mi ha sorretto fino ad oggi sta nei risultati ,sempre scarsi, ma per me eccezionali, che ho ottenuto. L’ho ritrovato, l’ho sentito è stato un soffio…ma c’era….un piccolo e meraviglioso saluto…la gioia di sentirmi ancora chiamare “ mamma” proprio da Lui che è volato via quasi 5 anni fa.
Da scettica materialista mi sono avvicinata a questo mondo,
per necessità . Ora non ho la certezza, ma ho raggiunto la convinzione che c’è molto di più di quello che la scienza può dimostrare e che la nostra coscienza è calata in un involucro con dei limiti materiali molto grandi…quindi tutto può essere fuori da questo nostro corpo visto cheè vera la voce che mi chiamava “mamma” che è rimasta incisa sul mio registratore, mentre sola in casa, nel silenzio totale cercavo disperatamente di ingoiare le mie lacrime di rabbia. Penso che sarebbe molto bello se si potesse parlare liberamente di tutto questo, e ricercare intorno a questa cosa che rigurada l’umanità intera…..ma è un argomento tabù talmente pieno di luoghi comuni e di personaggi ambigui da escludere l’argomento da qualsiasi ricerca seria almeno qui da noi",

 
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