Ghost (Fantasma).
Regia: Jerry Zucker; interpreti: Patrick Swayze (Sam Wheat), Demi Moore (Molly Jensen), Whoopi Goldberg (Oda Mae Brown), Tony Goldwyn (Carl Bruner), Rick Avres (Willie Lopez), Susan Breslav (Susan), Martina Degnan (Rose), Phil Leeds, Angelina Estrada; sceneggiatura: Bruce Joel Rubin; musica: Maurice Jarre; Paramount Pictures; origine: Stati Uniti; anno: 1990; durata; 121'.

         
       

Sam e MollySam Wheat e Molly Jensen che vivono insieme a New York, hanno appena deciso di sposarsi, quando una notte, in una strada solitaria, vengono affrontati da uno sconosciuto rapinatore armato, che uccide Sam. Molly è disperata e ignora che accanto a lei c'è sempre la costante e amorosa presenza del fantasma di Sam: non lo vede e non sente le sue parole.
Sam frattanto scopre presto con dolore che il suo assassino, il portoricano Willie Lopez è stato appositamente pagato dal suo migliore amico e collega Carl Bruner per impedirgli di scoprire in banca un intrigo da lui combinato. Sam comprende che anche la vita di Molly è in pericolo.
Non potendo comunicare direttamente con lei, trova una medium di colore, Oda Mae Brown. Alla fine, dopo aver rischiato di essere uccisa da Carl e Willie Molly è salva.
Willy e poi Carl muoiono incidentalmente, e le loro anime vengono subito ghermite dai neri spiriti del male. Sam, invece, dopo aver finalmente potuto comunicare con Molly, per mezzo di Oda, e averle detto tutto il suo amore, deve lasciarla per sempre, e viene accolto dai luminosi spiriti del bene.
Il film affronta le tematiche dell'amore, della perdita e della morte con fine equilibrio.
La colonna sonora, nel contesto, è molto appropriata. Sempre commovente le indimenticabile "Unchained Melody".

       
         
     

What dreams may come (Al di là dei sogni).
Regia: Vincent Ward, interpreti: Robins Williams (Chris Nielsen), Annabella Sciorra (Annie Nielsen), Cuba Gooding Jr. (Albert), Wilma Bonet (Angie), Paul P. Card IV (Infermiere), Rosalind Chad (Leona), Jessica Brooks Grant (Marie Nielsen), Werner Herzog (Face), Lucinda Jenney (signora Jacobs), June Lomena (donna nell'incidente stradale), Maggie MacCarthy (Stacey Jacobs), Josh Paddock) (Ian Nielsen) Matt Salinger (reverendo Hanley), Carin Sprague (Cindy), Cindy Max von Sydow (Tracker), soggetto: dal romanzo What dreams may come di Richard Matheson, sceneggiatura: Ronald Bass, fotografia: Eduardo Serra, musiche: Michael Kamen, montaggio: David Brenner, Maysie Hoy, scenografia: Eugenio Zainetti, costumi: Yvonne Blake, Produzione: Stephen Simon e Barnet Bain per Metafilmics/Interscope Communications, distribuzione: Warner Bros Italia (1998) - Universal Polygram, origine: Stati Uniti, anno: 1998, durata: 106'.

         
       

E' la storia d'amore, tratta dall'omonimo libro What Dreams May Come di Richard Matheson, tra il dottor Chris Nielsen e sua moglie Annie oltre i confini della morte.
Chris Nielsen e sua moglie Annie sono legati da un amore illimitato. Hanno due figli che sono la loro gioia continua. Una mattina, come tutte le mattine, i due bambini salgono con la baby-sitter sulla macchina che li conduce a scuola. Ma stavolta non arrivano a destinazione: un incidente e i due ragazzi muoiono. Rimasti soli, Chris e Annie provano a continuare a vivere. Ma niente è più come prima. Annie perde l'equilibrio mentale ed è ricoverata in manicomio, poi faticosamente i due recuperano un certo equilibrio. Ma un giorno anche Chris muore, e trova ad attenderlo Albert, un giovane di colore, che lo guida nell'aldilà e gli dice: "Tu non sei scomparso, sei solo morto". Chris è felice di vedere che per lui il Cielo consiste nell'esistenza in uno dei magnifici dipinti di Annie. Gode della stupenda maestà di questo Mondo dipinto, pieno dei romantici ricordi che aveva diviso con lei. E, mentre pensa questo, ne sente la mancanza, vorrebbe averla ancora con sé. Viene a sapere che anche Annie è morta, ma si è suicidata e quindi per loro non c'è speranza di tornare insieme. Annie è andata all'inferno. Ma Chris non rinuncia, è deciso ad andare verso l'inferno e porta con sé il Tracker, filosofo e saggio dai comportamenti ambigui. Chris entra nell'inferno, passa sopra le teste dei condannati, ritrova infine Annie. La sua costanza ha avuto il premio. Nell'aldilà marito e moglie si riuniscono e capiscono che è il momento di ricominciare daccapo sulla Terra. Ecco allora un bambino e una bambina che si avvicinano e giocano nella grande New York.

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Meet Joe Black (Vi presento Joe Black).
Regia: Martin Brest, interpreti: Interpreti: Brad Pitt (Joe Black), Anthony Hopkins (William Parrish), Claire Forlani (Susan Parrish), Jake Weber (Drew Marcia), Gay Harden (Allison) Jeffrey Tambor (Quince), David S. Howard (Eddie Sloane), June Squibb (Helen), sceneggiatura: Ron Osborn, Jeff Reno, Kevin Wade, Bo Goldman, soggetto: Ron Osborn, Jeff Reno, Kevin Wade, Bo Goldman, montaggio: Joe Hutshing, Michael Tronick, fotografia: Emmanuel Lubezki, scenografia: Dante Ferretti, musica: Thomas Newman, produzione: City Light Films, distribuzione: Columbia Tristar, origine: Stati Uniti, anno: 1998, durata:180.

         
       

Bill Parrish ha tutto quello che un uomo può desiderare: successo, salute, potere, una bellissima figlia, magnate della comunicazione, ricchissimo e potente, un esempio straordinario di uomo del XX secolo concepito in chiave positiva. Nonostante l'ingente ricchezza, è un uomo rimasto sensibile e integro, ancorato a saldi principi profondamente innamorato della moglie scomparsa. Proprio lui, l'uomo di potere rispettato e amato, una notte scopre la fragilità, spaventato da un leggero attacco di cuore e dal presentimento chiaro di stare per morire. E' così che entra nella sua vita il misterioso uomo di nome Joe Black che ha il volto bello, ma che pochissimo somiglia ad un angelo della morte di Brad Pitt il quale è arrivato per prendersi Parrish e per capire come funzioni il mondo degli uomini. I due fanno un patto e Parrish accetta di guidare la morte Joe Black alla conoscenza della sua vita, dei suoi affetti.
Nel suo 65° compleanno riceve una visita da uno straniero misterioso. Joe Black che non tarda a rivelare la sua identità: la morte. In cambio di un po' più di tempo in vita Bill si offre di fargli da guida sulla terra; ma rimpiangerà la sua scelta quando all'improvviso Joe si innamora di sua figlia. L'avvicinamento tra i due avviene sotto gli occhi composti e increduli di William Parrish che adora la figlia e in qualche modo stima Joe che comunque deve portare a termine la sua "missione".

       
         
     

The Mothman Prophecies (Voci dall'ombra).
Regia: Mark Pellington, interpreti: Richard Gere (John Klein), Laura Linney (Ingrid Cold), Debra Messing (Mary Klein), Will Patton (Gordon Smallwood), Bob Tracey (Cyrus Bills), Alan Bates (Alexander Leek), David Eigenberg, Ron Emanuel, Tom Stoviak, Yvonne Erickson, Scott Nunnally, Harris Mackenzie, Will Patton, Lucinda Jenney, Tom Tully, Zachary Mott, Ann McDonough, Shane Callahan, Nesbitt Blaisdell, fotografia: Fred Murphy, sceneggiatura: Richard Hatem (tratto dal libro The Mothman Prophecies di John Keel), scenografia: Richard Hoover, musiche: Tom Hajdu, Tony Lash, Andy Milburn, Daniel Riddle costumi: Susan Lyall, montaggio: Brian Berdan - Art Direction: Troy Sizemore, effetti speciali: Cinesite, Fantasy II Film Effects, formato: Color DeLuxe prodotto da: Tom Rosenberg, Gary Lucchesi, Gary Goldstein, origine: Stati Uniti, anno: 2002, durata: 119',

         
       

John KleinLa storia vera del giornalista del Washington Post John Klein che indaga sull'identità di una strana figura alata che molte persone dichiarano di aver visto. Riuscendo a decifrare i criptici segnali l'uomo comprende che le inquietanti apparizioni sono l'orrendo presagio di una incombente tragedia.
John A. Keel, l'autore del libro The Mohtman Prophecies, esperto di Ufo e paranormale, affronta tutta una serie di fenomeni razionalmente inspiegabili avvenuti nella seconda metà degli anni Sessanta nelle colline del West Virginia, dall’atterraggio di astronavi alla presenza di giganteschi uomini falena (mothmen, appunto), da manomissioni sospette di nastri e conversazioni telefoniche a presagi di sventure sfasate nel tempo ma poi sempre accadute.

John Klein (Richard Gere) è la miglior penna del Washington Post.
La sera di Natale è in macchina con la moglie: l'asfalto è ghiacciato, la macchina sbanda e impatta contro una villetta. Mary (Debra Messing) è in coma e in pochi giorni muore. John si salva e trova un taccuino con dei disegni fatti dalla moglie agonizzante. Un'immagine si ripete ad ogni pagina: un ombra, un uomo alato, che unito alle parole, le ultime, che Mary gli ha detto: "L'hai visto?" lo tormenta, sino a quando non decide di partire per Richmond.
In viaggio ha un guasto, ma quando, dopo un'ora, si ferma si trova in un paese distante 6.000 miglia da dove era partito e la popolazione, che, con in testa il bel sergente Cold (Laura Linney), ammette di essere vittima di aggressioni e visioni di un uomo, simile all'ombra disegnata dalla moglie di John.

       
         
     

The Stone Council (Il Concilio di Pietra).
Regia: Guillaume Nicloux, interpreti: Monica Bellucci (Laura Siprien), Catherine Deneuve, Moritz Bleibtreu, Sami Bouajila, Elsa Zylberstein, Nicolas Thau, Lorenzo Balducci, Nicolas Jouhet, Peter Bonke, Laurent Grevill. Feature film, Fiction, Thriller, Fantasy
Language(s) : French, anno: 2006, durata:1h 43mn.

         
       

Un thriller-intimista con rivolti esoterici ambientato tra Parigi e la Mongolia. Il regista Guillaume Nicloux non nega che sia stato un progetto ambizioso quello di trasporre sullo schermo l'omonimo romanzo di Jean Christophe Grangé, un best seller in Francia, preso con molta cautela e molte libertà. Monica Bellucci è affiancata da Catherine Deneuve confidente, ma a sua insaputa una delle organizzatrici del rapimento del figlio.

Alla domanda se dopo questo film è cambiato il suo modo di porsi nei confronti dell'esoterismo o comunque dei fenomeni paranormali, Monica Bellocci ha risposto: “Credo che tutti abbiamo dentro di noi le potenzialità di cogliere dei segnali. Alcuni hanno sviluppato queste capacità più di altri. Una mia amica, quando aspettavo mia figlia senza saperlo, mi ha telefonato chiedendomi "Monica, ma tu aspetto un bambino?" Ho fatto le analisi ed ero incinta, ma posso considerarla una strega? Non credo, come invece accade nel film, che le persone possono materializzarsi in bestie spaventose, questo no”.

       
         
   

   

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