Senza tailleur

  Donne spezzate
 
  Testimonianze

 

  Copertina del libro 'Il suono di mille silenzio'

Emma La Spina, Il suono di mille silenzi, Milano, Edizioni Piemme, 2009, pp. 224.

Sua madre - una donna fredda e dura, che lei ha visto solo in rare occasioni ha partorito e abbandonato undici figli.
Emma è la decima. Trascorre la sua infanzia in collegio, un luogo di deprivazione e di autentico terrore.
La vita delle bambine è completamente contingentata e del tutto priva di amore, di un qualsiasi gesto di affetto.
Alle punizioni corporali si aggiungono più sottili tormenti e vessazioni psicologiche. Nell'istituto - i famigerati "collegi" menzionati come spauracchio a generazioni di bambini - le bimbe non hanno alcun contatto con l'esterno. Sono mille silenzi.

 

 

    E' accaduto anche a te ?
Soltanto poche tra le donne che hanno sofferto
riescono a raccontare. Ma tu fallo.
Può servire alle altre.
Scrivici

 

 


 

Una lettera di Emma La Spina  

Ecco la lettera che Emma la Spina ha scritto a Marzia del Gruppo di ricerca di www.angelisullapelle.com:

Ciao Marzia,
spero di non annoiarti,
vorrei testimoniare della mia prima infanzia e dell'adolescenza vissuta in vari orfanotrofi della mia città. Da bambina e da ragazza credevo che la vita fosse quella che conducevo: e cioè continue sevizie fisiche e psicologiche, ignoranza dei più elementari fatti della vita, miseria profonda. A tal proposito ho scritto “Il Suono Di Mille Silenzi”, la biografia dei miei primi diciotto anni. E' un libro – verità, in quanto tutto ciò di cui ho parlato è vero, anzi, per pudore, ho taciuto alcuni degli episodi più duri. Gli esterni, “gli altri”, così diversi, mi sembravano alieni. Pian piano ho capito che la “diversa” ero io. Le mie vicende, e quelle delle mie compagne di sventura, sembra siano accadute nel lontano passato, al massimo sul finire del XIX secolo, sembrano invenzioni frutto di una mente perversa, e invece... è tutto vero. Ho scritto anche per le mie compagne di collegio, che hanno uno strano pudore e paura a parlare della loro sofferenza, come se esse stesse fossero le carnefici piuttosto che le vittime. Narro della Chiesa che crea personaggi incredibili: Madre Ranno, ad esempio, capace di portare alle estreme conseguenze le sue frustrazioni di donna. Tormentata dalla gelosia nei confronti delle ragazze più belle, invidiosa delle fresche risate delle adolescenti a lei affidate, si abbandona ai più gratuiti atti di violenza. Parlo dei bambini trasformati in autentici mostri; dei funzionari della pubblica amministrazione che sfrutta e tortura coloro che la pietà ha loro affidato; delle “brave” persone che si battono il petto, che fanno progetti di aiuto per mondi lontani, ma ciechi, non vedono la sofferenza di chi gli sta accanto, nella ipocrita convinzione che qui vada tutto bene. Mi sostiene la speranza di riunire e mettere in comunicazione il mondo sotterraneo degli abusi e quello della trasparenza e del rispetto.

 


    

 

Emma La Spina: una donna bambina 

[30_05_10] Emma La Spina, Mille volte niente, Milano, Edizioni Piemme, 2010, pp.279

Emma la Spina ha quarantanove anni e vive in Sicilia. Questo nuovo libro per riprendere la sua storia da dove l'aveva lasciata con il suo primo volume del 2009.
" Le mie vicende - scrive - sembrerebbero accadute in un passato lontanissimo, oppure in paesi remoti e imperscrutabili, e invece non è così. Possono sembrare invenzioni, eppure è tutto terribilmente vero. Ho cambiato i nomi dei personaggi, quasi tutti anvora viventi. Solo il mio nome non ho cambiato, il nome che mi fu imposto. Quel nome è la bandiera della mia sofferenza e della mia riscossa. Ho scritto tutto questo per spalancare porte per troppo tempo rimaste chiuse, per illuminare camere buie, per far crollare muri cementati con l'indifferenza e l'ipocrisia. Ma soprattutto, ho scritto tutto questo perché non sono mai riuscita a urlarlo prima. Sono una delle mille bambine in silenzio nelle grandi stanza di un istituto".

 
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