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Una lettera di Emma La Spina
Ecco la lettera che Emma la Spina ha scritto a Marzia del Gruppo di ricerca di www.angelisullapelle.com:
Ciao Marzia,
spero di non annoiarti,
vorrei testimoniare della mia prima infanzia e dell'adolescenza vissuta in vari orfanotrofi della mia città. Da bambina e da ragazza credevo che la vita fosse quella che conducevo: e cioè continue sevizie fisiche e psicologiche, ignoranza dei più elementari fatti della vita, miseria profonda. A tal proposito ho scritto “Il Suono Di Mille Silenzi”, la biografia dei miei primi diciotto anni. E' un libro – verità, in quanto tutto ciò di cui ho parlato è vero, anzi, per pudore, ho taciuto alcuni degli episodi più duri. Gli esterni, “gli altri”, così diversi, mi sembravano alieni. Pian piano ho capito che la “diversa” ero io. Le mie vicende, e quelle delle mie compagne di sventura, sembra siano accadute nel lontano passato, al massimo sul finire del XIX secolo, sembrano invenzioni frutto di una mente perversa, e invece... è tutto vero. Ho scritto anche per le mie compagne di collegio, che hanno uno strano pudore e paura a parlare della loro sofferenza, come se esse stesse fossero le carnefici piuttosto che le vittime. Narro della Chiesa che crea personaggi incredibili: Madre Ranno, ad esempio, capace di portare alle estreme conseguenze le sue frustrazioni di donna. Tormentata dalla gelosia nei confronti delle ragazze più belle, invidiosa delle fresche risate delle adolescenti a lei affidate, si abbandona ai più gratuiti atti di violenza. Parlo dei bambini trasformati in autentici mostri; dei funzionari della pubblica amministrazione che sfrutta e tortura coloro che la pietà ha loro affidato; delle “brave” persone che si battono il petto, che fanno progetti di aiuto per mondi lontani, ma ciechi, non vedono la sofferenza di chi gli sta accanto, nella ipocrita convinzione che qui vada tutto bene. Mi sostiene la speranza di riunire e mettere in comunicazione il mondo sotterraneo degli abusi e quello della trasparenza e del rispetto.
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