Tragedie femminili d'0riente

Una semplice gioia quale è il canto può condurre in carcere, un amplesso può portare alla lapidazione pubblica o alla morte per mano dei familiari. Il debito di un padre può essere estinto con la vendita di una figlia. Sono le tragiche storie di donne in Oriente nel Terzo Millennio, di milioni di donne condannate alla schiavitù sin dalla nascita. Donne per le quali il riscatto, quando è possibile, passa attraverso gesti piccoli eppure rivoluzionari, come togliersi il velo e guardare in faccia degli estranei oppure guidare un taxi per le vie di Teheran. Gesti che le donne in Occidente - anch'esse spesso prigioniere, ma di gabbie più sottili e suadenti - hanno ormai assimilato, gesti che i giornali europei e americani non raccontano, aprendo le loro pagine alle tragedie femminili d'Oriente soltanto nelle giornate di stanca in cui la "civiltà" dei consumi non offre altri spunti per le storie di copertina.

 

Lapidata in carcere

[30_08_02] Una donna iraniana di 35 anni, è stata condannata e lapidata, il 21 maggio, nel carcere di Evin a Teheran per aver preso parte a filmini pornografici e averli distribuiti.
Lo ha raccontato il quotidiano conservatore "Entekhab". L'esecuzione, aggiunge il quotidiano, è avvenuta davanti al giudice che aveva emesso la sentenza, poi confermata dalla Corte suprema. I fatti risalgono a otto anni fa.
I filmini erano girati nella casa della giovane, a Teheran, che fu riconosciuta dalla polizia attraverso i numeri di un contatore dell'acqua che appariva in una scena. L'imputata, che come gli altri attori partecipava alle scene con il volto coperto, ha respinto ogni accusa. I giudici però, scrive "Entekhab", erano in possesso di sufficienti "documenti e testimonianze oculari" e l'hanno condannata.
Le lapidazioni sono rare in Iran, sebbene sia questa la pena prevista dalla legge islamica anche per l'adulterio, e addirittura rarissime a Teheran.
 La notizia potrebbe quindi avere un forte impatto negativo sull'opinione pubblica. Non è chiaro, tra l'altro, perché l'esecuzione sia avvenuta soltanto dopo otto anni.

 

"Tassinare" a Teheran

[30_08_04] Di fronte a queste tragedie, le poche notizie positive non bastano certo a equilibrare il peso della morte e del dolore, ma rappresentano comunque raggi di luce in uno scenario tenebroso.
Ora anche le donne potranno diventare "tassinare"; diventerà, infatti, operativo dall'autunno a Teheran un servizio di taxi per sole donne conducenti, a condizione che, come prevede il bando di concorso, le donne imparino a difendersi seguendo tra l'altro un corso di arti marziali.

 

Assassinata a Mashad

Quando il chador si trasforma da strumento di sottomissione femminile a uno di morte. In Iran un gruppo di fanatici religiosi continua ad uccidere in nome di Allah, strangolandole e avvolgendole in un chador nero, le donne "disonorate", "quelle che fanno commercio del proprio corpo contravvenendo alla legge".
Il cadavere di una prostituta, è stato ritrovato nella città  santa iraniana di Mashad.
La donna assassinata era una giovane di 25 anni; il suo corpo, completamente avvolto in un nero chador (il velo islamico), è stato ritrovato in un quartiere di Mashad, la seconda città  dell'Iran, dove si sta creando una vera e propria psicosi. Ormai è una strage. La ragazza uccisa a Mashad è l’ultima di una lunga lista di sangue iniziata esattamente un anno fa.
Con una continuità ossessiva, meticolosa, sono state ammazzate tutte nella stessa maniera. Tutte con il foulard stretto intorno alla gola. Tutte ricoperte, senza essere state nemmeno sfiorate, dal lungo chador. I killer non violentano le loro vittime: per loro sarebbe una sporcizia immonda. Vogliono semplicemente eliminarle, depurare la società da un elemento blasfemo: le donne, di età compresa fra i 25 e i 50 anni, avevano in comune questo particolare. Precedenti di prostituzione o droga.

 

 

Prostituzione in Iran

Dalla caduta dello Scià, i 24 anni della Repubblica islamica degli ayatollah in Iran, non hanno vinto la prostituzione: i guardiani della rivoluzione, con i loro divieti coranici, che nel 1979 avevano messo al bando i "luoghi della perdizione" si ritrovano, oggi, a constatare che la prostituzione non è stata distrutta.
I dati diffusi dalle autorità di Teheran sono eloquenti:
ogni mese vengono scoperti in Iran oltre cento bordelli; negli ultimi dieci mesi sono stati chiusi 1. 080 "centri di corruzione" con 6. 700 persone arrestate. E addirittura anche in Iran molte prostitute, in larga parte giovanissime, esercitano anche in strada in pieno giorno come accade anche in altri paesi non islamici.
Alla prostituzione si accompagna il consumo di alcool e le feste danzanti dando luogo a un fenomeno che si diffonde con scarse possibilità di controllo.

 

 

Ritorno all'ortodossia

[14_07_05] La polizia di Teheran ha annunciato misure più severe nel controllo dell'abbigliamento islamico delle donne e nella repressione di tutti i comportamenti giudicati "portatori di corruzione" morale. L'avvertimento, lanciato dal generale Chamani, vice comandante della polizia della capitale, arriva due settimane dopo l'elezione a presidente della Repubblica dell'ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad.
L’annuncio proviene direttamente dalle colonne del quotidiano 'Etemad'. Chamani, responsabile delle forze dell'ordine per gli "affari sociali", ha voluto sottolineare che è stato preparato un "piano per affrontare coloro che sono simboli della corruzione, nei luoghi pubblici di Teheran e sulle strade vicine" alla capitale, a cominciare da quella per Chalus, sul Mar Caspio, che in questi mesi estivi è frequentata da molti vacanzieri.
Gli agenti prenderanno in particolar modo di mira "le automobili e gli autobus con a bordo donne che non rispettano l'hejab (l'abbigliamento islamico)" ha sottolineato l’alto ufficiale. Intolleranza zero anche verso coloro che verranno ritenuti colpevoli di "vizi sociali", come ad esempio "l'inquinamento acustico” causato dalla diffusione dalle autoradio di musiche e canzoni ritenute non consone all'Islam. Provvedimenti saranno inoltre presi contro "luoghi pubblici e associazioni che non prestino attenzione alle norme islamiche" (Ansa) .

 

 

Essere bambina in Iran

[24_11_05] Le bambine possono di fatto essere comperate o vendute con il consenso dei loro tutori maschi. L’articolo 1041 del codice civile prevede che “il matrimonio prima della pubertà è proibito. Il matrimonio contratto prima di raggiungere la pubertà con il consenso del tutore, é valido a condizione che gli interessi del bambino sotto tutela siano debitamente osservati”. Ma la vendita di bambine o il farle sposare a uomini molto più anziani é diventata una pratica comune in Iran. La situazione verificata dal quotidiano governativo Ressalat il 15 dicembre del 1991 é questa: a causa dell’estrema povertà, la gente del Khorasan settentrionale vende le sue bambine per un massimo di 33 dollari. Nelle provincie del Sisran e del Balucistan (sud-est dell’Iran) le bambine da 8 a 10 anni sono vendute dai loro sciagurati genitori per 4 dollari.
La nota(1) dell’articolo 1210 del codice civile stabilisce: “L’età della pubertà per un ragazzo é di 15 anni lunari compiuti e per una ragazza é di 9 anni lunari compiuti”. L’articolo 48 del codice penale dei 1991 prevede che i bambini sono liberi da responsabilità penali. La nota (1) dello stesso articolo definisce un bambino come una persona che non ha raggiunto l’età della pubertà legale. Ciò significa che una bambina di 9 anni può essere punita come un adulto con la fustigazione, giustiziata e perfino lapidata.

 

 

Ucciso uno stupratore: 17enne condannato a morte

[07_01_06] Una ragazza iraniana è stata condannata a morte in Iran per avere ucciso, all'età di 17 anni, un giovane che voleva violentarla. Nel marzo scorzo, nei pressi di Karaj, la ragazza e sua nipote erano state attaccate da tre giovani uomini mentre si trovavano in un'area isolata. Per difendersi dal tentativo di stupro, Nazanin ha estratto un coltello che teneva in tasca e ha colpito uno degli aggressori, uccidendolo.

 

 

Iran: aumenta la repressione contro le donne

[16_05_06] Contemporaneamente all’introduzione di un provvedimento per combattere il mal-costume in estate al Majlis (Parlamento), il regime dei mullah si è imbarcato in nuova ondata di repressioni emanando un severo provvedimento contro le donne ed i giovani. Questa mattina, il più grande Brig. Gen. delle Forze di Sicurezza di Stato di Teheran (SSF), il comandante Morteza Talaei ha annunciato che 50 delle "unità delle SSF” perlustreranno le Talaei.
Queste unità si concentreranno sul controllo della musica ascoltata nelle automobili, su qualunque attrezzatura installata su automobili, sui parabrezza colorati, su graffiti e disegni sulle automobili ed in qualunque cosa che possa interrompere l'ordine e la sicurezza pubblica. Inoltre oggi, il portavoce giudiziario ha riferito che, "per controllare il mal-costume non c’è necessità di un ordine giudiziario e le forze dell’ordine sono autorizzate ad agire indipendentemente." Secondo le agenzie ed i media di Stato, negli ultimi giorni "gli ufficiali delle Plainclothes e delle SSF che si fanno chiamare Forze Giudiziarie, hanno iniziato ad accanirsi sui giovani. Attaccano, picchiano ed arrestano i ragazzi per l'uso di semplici camicie e le ragazze per l'uso di vestiti dai colori accesi." "Durante i giorni scorsi durante una festa notturna ad Arak, 37 tra ragazzi e ragazze sono stati arrestati dalle Forze Giudiziarie", IRNA citando le SSF, Aprile 17. Queste azioni repressive riflettono il timore dei mullah per la diffusa insoddisfazione pubblica e i loro sforzi per intimidire e terrorizzare il popolo per controllare la agitata condizione della società iraniana.

 

 

Repressione nei tre mesi estivi 2006

[04_11_06] Durante questi tre mesi dell'estate 2006, si è assistito all'aumento della repressione delle donne in Iran. Ogni anno in occasione della stagione calda, la dittatura religiosa se la prende con le donne e il loro modo di vestire. Questo regime misogino usa come pretesto un'infrazione al codice del vestiario che chiamano "il velo", e lancia la caccia "alle donne mal-velate".
Da un lato le interpellanze con interrogatori e irruzioni sul posto, gli arresti, le frustate e la prigione si moltiplicano.
D’altra parte, i "crimini d'onore" sono legittimati, i suicidi e le immolazioni per futili motivi, come altre tragedie sociali che spingono le donne e le ragazze a sfuggire dall’ambito familiare o anche, disperate e non sopportando più l’umiliazione legale si tolgono la vita.

1- Esecuzioni e pene di morte
- Durante questi tre mesi estivi, c’è stato un caso di lapidazione nella prigione di Mashad, riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Kouroch il 4 luglio.
- D'altra parte durante questo stesso periodo, 15 donne sono state condannate a morte.

2- Le manovre repressive
- Il piano "cartellino giallo e rosso" lanciato il 10 giugno ed anche a luglio, ha ripreso a partire dal 6 luglio una dimensione giudiziaria (giornale Entekhab, 9 luglio)
- Il piano di sicurezza sociale lanciato verso la fine del mese di giugno, mira a lottare contro le infrazioni al codice del vestiario, le serate miste e le deviazioni culturali (agenzia di stampa Fars, 8 giugno)
- Le donne che non rispettano la "tuta islamica" nonostante molti avvertimenti, saranno suscettibili ad ammende come la fustigazione e la prigione (agenzia di stampa Fars, 5 agosto)
- Lancio del "piano pudore" contro i dipendenti "mal-velate" nelle amministrazioni (giornale Aftab il 10 giugno)
- Il piano di riduzione in ordine dal modo di vestirsi adottato a maggio al Parlamento è stato messo in atto quest' estate per fare la selezione tra gli abiti islamici ed altri capi (località Aftab, 10 agosto).
Questi piani si sono svolti in molte province come Fars (sud), Golestan (nord), Isfahan (centro), Semnan (nord) ed a altri ancora. I piani di sicurezza sociale sono stati applicati in tutto il paese.

Conseguenze di questi piani per le donne:
Arresti: più del 1950
Aperture di fascicoli giudiziari: 462
Interrogatorie stradali: 234 089
Confisca del veicolo per essere "male velata": 1152.
Confisca del veicolo per essere "male velata" per il solo mese di settembre: 1149.
Impegno per il rispetto del codice del vestiario: 454.287 (per il solo mese di settembre: 63.963)
Vengono posati sigilli su luoghi dove i valori della dittatura religiosa non sono stati rispettati: 1000 (per la sola Teheran).

3- Le catastrofi sociali
Durante questi tre mesi estivi, ci sono stati 15 crimini d'onore, due suicidi (di cui quello di una bambina di 12 anni), 20 immolazioni col fuoco (fra cui una giovane ragazza di 16 anni), 7 assassini di donne.

4- La sofferenza delle donne in Iran attraverso le cifre.
- Il numero delle fughe raggiunge almeno 300.000 donne. L’ 86% delle ragazze che fugge per la prima volta, è costituito da vittime d’aggressioni sessuali (agenzia di stampa ILNA, 24 giugno)
- Le vittime della corruzione e della prostituzione nella sola città di Teheran ammontano a 8000 (agenzia di stampa Ilna, 24 giugno).
- 54 giovani donne iraniane dai 16 ai 25 anni vengono vendute tutti i giorni a Karachi in Pakistan (agenzia di stampa Ilna, 24 giugno)
- Nella provincia di Kohguilouyeh e Boyer Ahmad (nel sud-ovest) il 98,1% del suicidio di donne in questa provincia, è costituito da immolazioni. Comparata con il suicidio degli uomini, questa cifra è tre volte più elevata in qualsiasi parte nel mondo (agenzia di stampa Ilna, 4 luglio).
- Secondo un consigliere del governatore della provincia d’Ilam (ovest dell'Iran) - che conta il più gran numero di suicidi del paese - si contano nell'anno in corso circa 400 casi di suicidi, di cui 220 donne, in questa provincia di 580.000 abitanti. La maggioranza di queste donne sceglie immolarsi col fuoco (giornale Rouz, 14 luglio).
- Il tasso di suicidio in Iran è più elevato che in ogni parte del mondo ed ogni anno, 7000 persone si suicidano di cui la maggior parte sono le donne (agenzia di stampa Ilna il 24 giugno).
- Più di 8 milioni di donne in Iran vivono nella miseria più totale. La maggior parte dei giovani che soffrono per problemi mentali variano dagli 8 a 10 milioni di cui la maggioranza è formata dalle ragazze (agenzia di stampa Ilna il 24 giugno).
- Secondo le cifre pubblicate dall'organizzazione carceraria, su un insieme di 5.185 donne detenute in Iran, il 40% è per problemi con la droga. Il 54% delle donne sono sposate. Altre cifre del centro di lotta contro la droga, segnalano che la metà delle donne sono state almeno una volta violentate(shahrzad News, 10 agosto).

Tratto da "Donne Democratiche Iraniane in Italia".

 

 

Bici per donne islamiche

[20_05_07] Presto le iraniane potranno pedalare più serenamente. Teheran ha infatti annunciato che a breve verranno fabbricate delle biciclette islamiche solo per donne. Ideate per dissimulare il più possibile le forme, le speciali dueruote al femminile comprendono una "cabina" in grado di coprire metà del corpo della ciclista e di nascondere le gambe durante la marcia.

Annunciata dal quotidiano governativo Iran, l'idea è stata avallata per incrementare e allargare in tutto il Paese l'utilizzo delle biciclette, finora confinato ai soli uomini. "La bicicletta islamica per donne - ha precisato uno dei responsabili del progetto, Elaneh Sofali - permetterà anche di incoraggiare lo sport femminile".

A Teheran le donne hanno iniziato ad andare in bici verso la metà degli anni Novanta, grazie all'impegno di Faezeh Hashemi, presidente della Federazione sportiva femminile e figlia dell'ex presidente pragmatico Akbar Hashemi Rafsanjani. L'obiettivo venne raggiunto solo dopo una dura lotta per garantire anche alle ragazze il diritto ad utilizzare le dueruote, ma in molti si erano schierati contro l'iniziativa, anche con la forza. Alcuni gruppi di integralisti arrivarono anche ad aggredire fisicamente giovani donne che pedalavano in un parco di Teheran, e la stessa Faezeh fu insultata apertamente.

 

Torna al sommario    

Torna all'inizio

 

 

Home | Fuori onda | My way | Le nostre immagini | Quarti di luna
Racconti on line | Senza tailleur | Spiritualità | La voce dell'ombra | Angeli