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Repressione nei tre mesi estivi 2006
[04_11_06] Durante questi tre mesi dell'estate 2006, si è assistito all'aumento della repressione delle donne in Iran. Ogni anno in occasione della stagione calda, la dittatura religiosa se la prende con le donne e il loro modo di vestire. Questo regime misogino usa come pretesto un'infrazione al codice del vestiario che chiamano "il velo", e lancia la caccia "alle donne mal-velate".
Da un lato le interpellanze con interrogatori e irruzioni sul posto, gli arresti, le frustate e la prigione si moltiplicano.
D’altra parte, i "crimini d'onore" sono legittimati, i suicidi e le immolazioni per futili motivi, come altre tragedie sociali che spingono le donne e le ragazze a sfuggire dall’ambito familiare o anche, disperate e non sopportando più l’umiliazione legale si tolgono la vita.
1- Esecuzioni e pene di morte
- Durante questi tre mesi estivi, c’è stato un caso di lapidazione nella prigione di Mashad, riportato dall'agenzia di stampa ufficiale Kouroch il 4 luglio.
- D'altra parte durante questo stesso periodo, 15 donne sono state condannate a morte.
2- Le manovre repressive
- Il piano "cartellino giallo e rosso" lanciato il 10 giugno ed anche a luglio, ha ripreso a partire dal 6 luglio una dimensione giudiziaria (giornale Entekhab, 9 luglio)
- Il piano di sicurezza sociale lanciato verso la fine del mese di giugno, mira a lottare contro le infrazioni al codice del vestiario, le serate miste e le deviazioni culturali (agenzia di stampa Fars, 8 giugno)
- Le donne che non rispettano la "tuta islamica" nonostante molti avvertimenti, saranno suscettibili ad ammende come la fustigazione e la prigione (agenzia di stampa Fars, 5 agosto)
- Lancio del "piano pudore" contro i dipendenti "mal-velate" nelle amministrazioni (giornale Aftab il 10 giugno)
- Il piano di riduzione in ordine dal modo di vestirsi adottato a maggio al Parlamento è stato messo in atto quest' estate per fare la selezione tra gli abiti islamici ed altri capi (località Aftab, 10 agosto).
Questi piani si sono svolti in molte province come Fars (sud), Golestan (nord), Isfahan (centro), Semnan (nord) ed a altri ancora. I piani di sicurezza sociale sono stati applicati in tutto il paese.
Conseguenze di questi piani per le donne:
Arresti: più del 1950
Aperture di fascicoli giudiziari: 462
Interrogatorie stradali: 234 089
Confisca del veicolo per essere "male velata": 1152.
Confisca del veicolo per essere "male velata" per il solo mese di settembre: 1149.
Impegno per il rispetto del codice del vestiario: 454.287 (per il solo mese di settembre: 63.963)
Vengono posati sigilli su luoghi dove i valori della dittatura religiosa non sono stati rispettati: 1000 (per la sola Teheran).
3- Le catastrofi sociali
Durante questi tre mesi estivi, ci sono stati 15 crimini d'onore, due suicidi (di cui quello di una bambina di 12 anni), 20 immolazioni col fuoco (fra cui una giovane ragazza di 16 anni), 7 assassini di donne.
4- La sofferenza delle donne in Iran attraverso le cifre.
- Il numero delle fughe raggiunge almeno 300.000 donne. L’ 86% delle ragazze che fugge per la prima volta, è costituito da vittime d’aggressioni sessuali (agenzia di stampa ILNA, 24 giugno)
- Le vittime della corruzione e della prostituzione nella sola città di Teheran ammontano a 8000 (agenzia di stampa Ilna, 24 giugno).
- 54 giovani donne iraniane dai 16 ai 25 anni vengono vendute tutti i giorni a Karachi in Pakistan (agenzia di stampa Ilna, 24 giugno)
- Nella provincia di Kohguilouyeh e Boyer Ahmad (nel sud-ovest) il 98,1% del suicidio di donne in questa provincia, è costituito da immolazioni. Comparata con il suicidio degli uomini, questa cifra è tre volte più elevata in qualsiasi parte nel mondo (agenzia di stampa Ilna, 4 luglio).
- Secondo un consigliere del governatore della provincia d’Ilam (ovest dell'Iran) - che conta il più gran numero di suicidi del paese - si contano nell'anno in corso circa 400 casi di suicidi, di cui 220 donne, in questa provincia di 580.000 abitanti. La maggioranza di queste donne sceglie immolarsi col fuoco (giornale Rouz, 14 luglio).
- Il tasso di suicidio in Iran è più elevato che in ogni parte del mondo ed ogni anno, 7000 persone si suicidano di cui la maggior parte sono le donne (agenzia di stampa Ilna il 24 giugno).
- Più di 8 milioni di donne in Iran vivono nella miseria più totale. La maggior parte dei giovani che soffrono per problemi mentali variano dagli 8 a 10 milioni di cui la maggioranza è formata dalle ragazze (agenzia di stampa Ilna il 24 giugno).
- Secondo le cifre pubblicate dall'organizzazione carceraria, su un insieme di 5.185 donne detenute in Iran, il 40% è per problemi con la droga. Il 54% delle donne sono sposate. Altre cifre del centro di lotta contro la droga, segnalano che la metà delle donne sono state almeno una volta violentate(shahrzad News, 10 agosto).
Tratto da "Donne Democratiche Iraniane in Italia".
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