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Infibulazione - Rassegna stampa
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Quanta ipocrisia sull'infibulazione
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31|01|2004|Il Resto del Carlino| 

Quanta ipocrisia sull'infibulazione
di Aldo Forbice

Non era mai accaduto, almeno in Italia, che su un tema come l'infibulazione si scatenasse una bagarre di così grandi dimensioni. Per anni denunce di qualche giornale o campagne di programmi radiofonici, come "Zapping", hanno incontrato reazioni tiepide, se non di indifferenza, nei media, nei partiti, nelle istituzioni, nella stessa opinione pubblica. In fondo, si diceva, quelle 50 mila donne infibulate, che vivono nel nostro paese, e quei 6000 interventi sulle bambine, eseguite da mammane e praticone, sembrava non interessasse nessuno. «Del resto, quelle donne — diceva qualche femminista — sono un mondo a parte e bisogna rispettare le loro culture». Qualche politico aggiungeva cinicamente: «Sono immigrate che non votano e quindi perché dovremmo occuparci anche di questi problemi ?».
Ma è bastata la proposta di un medico somalo, Omar Abdulkadir, che opera da anni all'ospedale Careggi di Firenze, per scatenare un putiferio di reazioni. Tutte (o quasi negative). Conosciamo Omar da anni. E possiamo testimoniare che questo chirurgo è stato il primo in Italia ad effettuare interventi di infibulazione, quando i medici italiani non sapevano neanche cosa fossero le mutilazioni sessuali. Si raccontano i tanti ginecologi, anche illustri e carismatici (con parcelle da star) che, di fronte a un caso di una donna "cucita", si limitavano solo a fotografarne la parte del corpo interessata per poi studiarne il caso con i propri colleghi e assistenti. Il ginecologo somalo, sfidando l'indifferenza, la disinformazione (e, talvolta, anche il razzismo di tanti operatori della sanità), ha attuato centinaia di interventi di "ricostruzione", cercando di recuperare la normalità di una donna, dal punto di vista sessuale e soprattutto favorendo tutte le possibilità di procreare. Il ginecologo di Firenze ora — con la sua, forse ingenua, proposta — è stato messo in croce e c'è mancato poco che non lo cacciassero dall'ospedale, ignorando o dimenticando tutti i suoi meriti (che sono tanti ). Il "povero" dottor Omar si è limitato a fare un ragionamento: visto che anche in Italia continuano ad essere praticate migliaia di mutilazioni sessuali nell'indifferenza generale, visto che ancora oggi non esiste una legge che punisca le infibulazioni (quella che si discute alla Camera da anni dovrebbe punire i responsabili sino a 12 anni), visto che ancora tante famiglie africane non riescono a superare questo rito millenario da praticare alle bambine di 6-8 anni, perché non adottiamo una sorta di "cerimonia simbolica" che serve a sottolineare la transizione dalla fase dell'infanzia a quella dell'adolescenza di una bambina. E per "accontentare e famiglie" Omar ha proposto, non certo l'amputazione del clitoride e delle piccole e grandi labbra, ma semplicemente una puntura di spillo, con anestesia, in modo da provocare la fuoruscita di due-tre gocce di sangue. Tutto quì. Insomma un rito ,non alternativo o soft,come è stato scritto da tutti i giornali (dico tutti, di destra, di sinistra, anche estrema). L'ondata di reazioni è stata gigantesca, assurda, abnorme: il povero dottor Omar, il Comune di Firenze e tutta la Regione toscana (una regione che, notoriamente, è sempre stata in prima linea nella tutela dei diritti umani) sono stati subissati dalle accuse di voler "legalizzarel'infibulazione" o di voler aprire "la via italiana all'infibulazione",ecc. Al coro hanno partecipato esponenti dei partiti di destra, leghisti, di sinistra moderata ed estrema, con femministe storiche, associazioni, come l'Aidos e altre, anche di immigrate, la ministra Prestigiacomo, Emma Bonino e persino la senatrice Rita Levi Montalcini.
La stragrande maggioranza di questi interventi negativi partono da una base di informazione sbagliata (e qui certi giornali, che hanno "lanciato" per primi la notizia, hanno pesanti responsabilità): tutti parlano di alternativa all'infibulazione, mentre nelle intenzioni di Abdulkadir si trattava solo di un rito simbolico e nient'altro. Forse, se si fosse semplicemente discusso nel "merito" della proposta di Firenze, si sarebbe evitata una polemica che ha solo provocato invettive, rigurgiti di inutile femminismo d'annata e pregiudiziali ideologiche senza senso. C'è mancata solo una nuova crociata antiBerlusconi, poi il quadro delle disinformazioni e pregiudizi ideologi e politici sarebbe stato completo. Il risultato di questa bagarre è che tutto, purtroppo, rimarrà come prima. E, in attesa della legge, le mutilazioni sessuali nel mondo (135 milioni di donne in 28 paesi) e in Italia (6 mila) ogni anno continuano. Sarebbe stato meglio, forse, adottare come suggerimento il titolo di un articolo di Luigi Manconi (il più equilibrato fra tutti quelli letti): "Infibulazione, il coraggio di riflettere".

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