La preghiera è
amicizia ...
A chi batte il cammino della preghiera giova molto un buon libro
Per molti anni, a meno che non fosse dopo la Comunione, io non osavo
cominciare a pregare senza libro.
L'orazione mentale non è altro, per me, che un intimo rapporto
di amicizia, un frequente trattenimento, da solo a solo, con Colui
da cui sappiamo d'essere amati.
La porta per cui mi vennero tante grazie
fu soltanto l'orazione. Se Dio vuole entrare in un'anima per prendervi
le sue delizie e ricolmarla di beni, non ha altra via che questa,
perché Egli la vuole sola, pura e desiderosa di riceverlo.
Per me bastava anche la vista dei campi, dell'acqua, dei fiori:
cose che mi ricordavano il Creatore, mi scuotevano, mi raccoglievano,
mi servivano da libri.
Pensate di trovarvi innanzi a Gesù Cristo, conversate con
Lui e cercate di innamorarvi di Lui, tenendolo sempre presente ...
Chiedetegli aiuto nel bisogno, sfogatevi
con Lui e non lo dimenticate quando siete nella gioia, parlandogli
non con formule complicate ma con spontaneità e secondo il
bisogno.
La continua conversazione con Cristo aumenta l'amore e la fiducia.
Certo bisogna imparare a pregare. E a pregare si impara pregando,
come si impara a camminare camminando ...
nel cominciare il cammino dell'orazione si deve prendere una risoluzione
ferma e decisa di non fermarsi mai, né mai abbandonarla.
Avvenga quel che vuole avvenire, succeda quel che vuole succedere,
mormori chi vuole mormorare, si fatichi quanto bisogna faticare,
ma piuttosto di morire a mezza strada, scoraggiati per i molti ostacoli
che si presentano, si tenda sempre alla méta, ne vada il
mondo intero.
Cercate di comprendere quali siano le risposte di Dio alle vostre
domande. Credete forse che Egli non parli perché non ne udiamo
la voce? Quando è il cuore che prega, Egli risponde.
Fate il possibile di stargli sempre
accanto. Se vi abituerete a tenervelo vicino ed Egli vedrà
che lo fate con amore e che cercate ogni mezzo per contentarlo,
non solo non vi mancherà mai, ma, come suol dirsi, non ve
lo potrete togliere d'attorno ... L'avrete
con voi dappertutto e vi aiuterà in ogni vostro travaglio.
Credete forse che sia poca cosa aver sempre vicino un così
buon amico?
Buon mezzo per mantenersi alla presenza di Dio è di procurarvi
una sua immagine o pittura che vi faccia devozione, non già
per portarla sul petto senza mai guardarla, ma per servirsene ad
intrattenervi spesso con Lui ed Egli vi suggerirà quello
che gli dovete dire ... Se parlando
con le creature le parole non vi mancano mai, perché vi devono
esse mancare parlando con il Creatore? Non temetene: io almeno non
lo credo!
Poiché Gesù vi ha dato un Padre così buono,
procurate di essere tali da gettarvi fra le sue braccia e godere
della sua compagnia ... E chi non farebbe di tutto per non perdere
un tal Padre? Quanti motivi di consolazione! Li lascio alla vostra
intuizione! In effetti, se la vostra mente si mantiene sempre tra
il Padre e il Figlio, interverrà lo Spirito Santo ad innamorare
la vostra volontà col suo ardentissimo amore.
Non siate così semplici da non domandargli nulla!
Quelli che sanno rinchiudersi nel piccolo cielo della loro anima,
ove abita Colui che la creò e che creò pure tutto
il mondo, e si abituano a togliere lo sguardo e a fuggire da quanto
distrae i loro sensi, vanno per buona strada e non mancheranno di
arrivare all'acqua della fonte ... Essendo
vicinissimi al focolare, basta un minimo soffio dell'intelletto
perché si infiammino d'amore, già disposti come sono
a ciò, trovandosi soli con il Signore, lontani da ogni oggetto
esteriore.
Per cominciare a raccogliersi e perseverare nel raccoglimento, si
deve agire non a forza di braccia ma con dolcezza. Quando il raccoglimento
è sincero, l'anima sembra che d'improvviso s'innalzi sopra
tutto e se ne vada, simile a colui che per sottrarsi ai colpi di
un nemico, si rifugia in una fortezza ... dovete
saper che questo raccoglimento non è una cosa soprannaturale,
ma un fatto dipendente dalla nostra volontà e che noi possiamo
realizzare con l'aiuto di Dio.
Sapevo benissimo di avere un'anima, ma non ne capivo il valore,
né chi l'abitava, perché le vanità della vita
mi avevano bendati gli occhi per non lasciarmi vedere ... Se
avessi inteso, come ora, che nel piccolo albergo dell'anima mia
abita un Re così grande, mi sembra che non l'avrei lasciato
tanto solo ... e sarei stata più diligente per conservami
senza macchia.
Non si creda che nuoccia al raccoglimento il disbrigo delle occupazioni
necessarie ... Dobbiamo ritirarci in noi stessi, anche in mezzo
al nostro lavoro, e ricordarci di tanto in tanto, sia pure di sfuggita,
dell'Ospite che abbiamo in noi, persuadendoci che per parlare con
Lui non occorre alzare la voce ... Il
Signore ci conceda di non perdere mai di vista la sua divina presenza!
Quando un'anima ... non esce dall'orazione fermamente decisa a sopportare
ogni cosa, tema che la sua orazione non venga da Dio.
Quando un'anima si unisce così intimamente alla stessa misericordia,
alla cui luce si riconosce il suo nulla e vede quanto ne sia stata
perdonata, non posso credere che non sappia anch'essa perdonare
a chi l'ha offesa ... Siccome le grazie
ed i favori di cui si vede inondata le appariscono come pegni dell'amore
di Dio per lei, è felicissima di avere almeno qualche cosa
per testimoniare l'amore che anch'ella nutre per lui.
E' troppo bella la compagnia del buon Gesù per dovercene
separare! E' altrettanto si dica di quella della sua Santissima
Madre.
La preghiera non è qualcosa di statico, è un'amicizia
che implica uno sviluppo e spinge a una trasformazione, a una somiglianza
sempre più forte con l'amico.