[Preghiera]
Resta con me, dolce Gesù, e allora
incomincerò a risplendere come tu risplendi:
a risplendere così da essere luce per gli altri.
La luce, Gesù, verrà tutta da te.
Nessun raggio partirà da me,
né io vi avrò merito alcuno:
sarai tu che risplenderai sugli altri per mezzo mio.
Lascia che io ti glorifichi nel modo che tu preferisci,
risplendendo così su tutti coloro che mi circondano!
Da’ la tua luce anche a loro come a me;
accendili di te, attraverso me.
Insegnami a mostrare la tua gloria,
la tua verità, la tua volontà.
Fa’ sì che io ti predichi senza predicare,
non con le parole ma con l’esempio,
con la carica vitale che attira,
con la simpatica influenza dell’azione;
per la mia somiglianza con i tuoi Santi,
e con la evidente pienezza d’amore
che il mio cuore riceve da te.
Amen.
[In Meditazioni e preghiere]
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Segni nei cieli.
Un giorno le luci del cielo saranno segni; un giorno anche i fatti delle nazioni saranno segni. Perché, allora, è superstizione guardare ad essi? Non lo è. Può darsi che ci sbagliamo riguardo ai dettagli su cui ci basiamo, e può darsi che, nel fare questo, mostriamo la nostra ignoranza. Ma non c’è nulla di ridicolo o di disprezzabile nella nostra ignoranza e nella nostra vigilanza. È meglio sbagliare nel vigilare che non vigilare affatto. Non ne consegue nemmeno che i cristiani sbagliassero, anche nelle loro attese particolari, anche se Cristo non venne benché loro dicessero che vedevano i suoi segni. Forse erano suoi segni, ma egli li ritirò. Non esiste qualcosa come la revoca di un comando? Non capita forse che persone abili di questo mondo facciano a volte delle previsioni che si rivelano poi sbagliate, e non diciamo comunque che avrebbero dovuto avere ragione? Il cielo minaccia e poi si rischiara di nuovo. Qualche capo militare ordina ai suoi uomini di avanzare e poi, per qualche ragione, li richiama: diremo che gli informatori che hanno portato la notizia che stava muovendo si sbagliavano? Bene, in un certo senso Cristo sta sempre facendo avanzare gli eserciti del cielo e continuamente li ferma. I segni dei cavalli bianchi appaiono continuamente e continuamente svaniscono (Ap 6, 2 ss.). «Dopo la pioggia ritornano le nubi» e i suoi servi non sbagliano nell’indicarle e nel dire che il tempo sta cambiando, anche se non cambia, dato che è sempre mutevole.
Dobbiamo notare un’altra cosa, e cioè che se anche i cristiani sono sempre stati in attesa di Cristo, hanno sempre additato i suoi segni, non hanno mai detto che egli fosse venuto. Hanno detto solo che stava per venire, che quasi veniva. E così era ed è. Persone zelanti, settarie, estremamente presuntuose, costoro hanno detto che Cristo era davvero venuto o hanno indicato l’anno esatto e il giorno della sua venuta. Non così gli umili seguaci, che non lo hanno né annunciato né cercato nel deserto o nelle stanze segrete, e neppure hanno cercato di stabilire « il tempo e il momento, che il Padre ha tenuto in suo potere ». Essi non hanno fatto altro che aspettare. Quando egli verrà veramente, essi non mancheranno di riconoscerlo e, fino a quel momento, non diranno nulla. Essi vedono solo i suoi precursori.
[In Meditazioni e preghiere
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[...] Anzitutto, la dottrina del maestro infallibile deve iniziare da una vibrata protesta contro lo stato attuale dell'umanità. L'uomo si è ribellato al suo Creatore. [...] La Chiesa deve denunziare la ribellione come il più grave di tutti i mali possibili. Non può scendere a patti se vuole essere fedele al Suo Maestro, deve bandirla e anatematizzarla.[...] La Chiesa Cattolica pensa sia meglio che cadano il sole e la luna dal cielo, che la terra neghi il raccolto e tutti i suoi milioni di abitanti muoiano di fame nella più dura afflizione per quanto riguarda i patimenti temporali, piuttosto che una sola anima, non diciamo si perda, ma commetta un solo peccato veniale [...] Credo che il principio ora enunziato sia il puro e semplice preambolo delle credenziali ufficiali della Chiesa Cattolica [...] Quel preambolo dà un senso alla posizione della Chiesa nel mondo, e dà una chiave per interpretare tutto il suo insegnamento e la sua condotta attraverso i secoli.
[In
Apologia pro vita sua ]
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