Dai poco se doni le tue ricchezze,
ma se dai te stesso, tu doni veramente.
Vi sono quelli che danno con gioia e la gioia è la loro ricompensa.
Nelle loro mani Dio parla
e dietro i loro occhi
Egli sorride alla terra.
E’ bene dare se ci chiedono,
ma è meglio capire
quando non ci chiedono nulla.
E per chi è generoso,
cercare il povero è una gioia più grande che donare
poiché, chi è degno di bere al mare della vita
può riempire la coppa alla tua breve corrente.
E voi che ricevete – e tutti ricevete – 
non lasciate che la gratitudinevi opprima
per non creare un giogo in voi e in chi vi ha dato.
Piuttosto, i suoi doni
siano le ali
su cui volerete insieme.

(Gibran Khalil Gibran)

Ciò che conta è la vita:
non la gioia o il dolore,
la felicità o l’infelicità.
Vivi la tua vita e sarai sincero amico degli uomini.
Io sono diverso ogni giorno
e quando avrò ottant’anni
starò ancora sperimentando e cambiando.

Credo vi siano al mondo
gruppi di persone e individui
che sono affini
indipendentemente dalla razza.
Dimorano nello stesso regno della coscienza.
E’ questa la parentela, semplicemente questa.

Mia madre non cucinava
e non lavava
e non spolverava per me.
Ma ciò che ricordo
è il suo essermi madre:
madre della mia interiorità.

Bisogna essere in due per parlare.
Dev’esserci un orecchio che oda;
dev’esserci qualcosa che ti lasci parlare.

Una stanza,
o una casa,
diventa sempre simile a chi vi abita.
Perfino la grandezza di una stanza
varia a seconda della grandezza
del cuore.

Se riuscirò ad aprire
un angolo nuovo
nel cuore di un uomo,
per lui
non sarò vissuto invano.

C’è molta gioia dolorosa
nella vita,
e anche molto dolce dolore.

Quando la mano della Vita pesa
e la notte non canta,
è il momento di amare e confidare.
E come diventa leggera la mano della Vita
e sonora la notte,
quando si ama e ci si abbandona.

Se tutti gli altri abitanti della terra
credessero
che l’anima dell’individuo
perisce con la morte,
ciò non mi spingerebbe di un millimetro
a dar loro ragione,
perché so
che la mia anima non perirà.

I difetti di un uomo
si possono guarire solo amandolo.
Possiamo amare qualcosa di acerbo
a tal punto da farlo maturare,
o amare colui che possiede
o patisce
un certo difetto
fino a produrre in lui quella maturità
che è in grado di sviluppare.
Non possiamo certo ottenere lo stesso effetto
con il rimprovero o con il timore.

E una donna che aveva al petto un bambino disse: Parlaci dei Figli.
Ed egli disse:
I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie che la Brama della vita ha di sé.
Essi non provengono da voi, ma per tramite vostro,
e benché stiano con voi non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri,
perché essi hanno i propri pensieri.
Potete alloggiare i loro corpi ma non le loro anime,
perché le loro anime abitano nella casa del domani,
che voi non potete visitare,
neppure in sogno.
Potete sforzarvi d'esser simili a loro, ma non cercate di renderli simili a voi.
Perché la vita non procede a ritroso e non perde tempo con ieri.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli sono lanciati come frecce viventi.
L'Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell'infinito,
e con la Sua forza vi tende affinché le Sue frecce vadano rapide e lontane.
Fatevi tendere con gioia dalla mano dell'Arciere;
perché se Egli ama la freccia che vola, ama ugualmente l'arco che sta saldo.

E un astronomo disse: Maestro, che sai dirci del Tempo?
Ed egli rispose:
Voi vorreste misurare il tempo, che è misurato e immisurabile.
Vorreste conformare la vostra condotta, e perfino guidare il corso dello Spirito, secondo le ore e le stagioni.
Vorreste fare del tempo una corrente, sulle cui rive sedervi a guardarla fluire.
Eppure ciò che in voi è senza tempo, sa che la vita è senza tempo.
E sa che ieri e domani non sono che il ricordo ed il sogno dell'oggi.
E che quello che in voi medita e canta, vive tuttora nei confini di quel primo momento che seminò le stelle nello spazio.
Chi di voi non avverte che il suo potere d'amare è senza limiti?
E non è il tempo, come è l'amore, indiviso ed immoto?
Ma se dovete nella vostra mente scandire il tempo in stagioni,
lasciate che ogni stagione cinga tutte le altre,
e che l'oggi abbracci il passato col ricordo, ed il futuro col desiderio.

Allora Almitra disse: Parlaci dell'Amore.
Ed egli sollevò il capo e guardò il popolo, e una gran pace discese su di loro. E a voce alta disse:
Quando l'amore vi fa cenno. seguitelo,
Benché le sue strade siano aspre e scoscese.
E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui,
Benché la spada che nasconde tra le penne possa ferirvi.
E quando vi parla, credetegli,
Anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni come il vento del nord lascia spoglio il giardino.
Perché come l'amore v'incorona così vi crocifigge. E come per voi é maturazione, così é anche potatura.
E come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri che fremono al sole,
Così discenderà alle vostre radici che scuoterà dove si aggrappano con più forza alla terra.
Come fastelli di grano, vi raccoglierà.
Vi batterà per denudarvi.
Vi passerà al crivello per liberarvi della pula.
Vi macinerà fino a farvi farina.
Vi impasterà fino a rendervi plasmabili.
E poi vi assegnerà al suo fuoco sacro, perché possiate diventare il pane sacro nei sacri conviti di Dio.
Tutto questo farà in voi l'amore, affinché conosciate i segreti del cuore, e in quella conoscenza diventiate un frammento del cuore della vita.
Ma se avete paura, e cercherete soltanto la pace dell'amore ed il piacere dell'amore,
Allora é meglio che copriate le vostre nudità, e passiate lontano dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni dove potrete ridere, ma non tutto il vostro riso, e piangere, ma non tutto il vostro pianto.
L'amore non dà nulla all'infuori di sé, né prende nulla se non da se stesso.
L'amore non possiede né vuol essere posseduto,
Perché l'amore basta all'amore.

Allora Almitra parlò di nuovo e disse: Che cosa puoi dirci del matrimonio, maestro?
Ed egli rispose dicendo:
Voi siete nati insieme e dovrete sempre stare insieme.
Starete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
Sì, starete insieme anche nella memoria silenziosa di Dio.
Ma che ci siano spazi nel vostro stare insieme,
e che i venti del cielo danzino tra voi.
Amatevi vicendevolmente, ma il vostro amore non sia una prigione:
Lasciate piuttosto un mare ondoso tra le due sponde delle vostre anime.
Riempitevi la coppa l'uno con l'altro, ma non bevete da una sola coppa.
Scambiatevi a vicenda il vostro pane, ma non mangiate dallo stesso pane.
Cantate insieme e danzate e siate allegri, ma che ciascuno sia solo.
Come le corde di un liuto, che sono sole, anche se vibrano per la stessa musica.
Datevi il vostro cuore, ma non lo date in custodia l'uno dell'altro,
poiché solo la mano della Vita può contenere i vostri cuori.
E state insieme ma non troppo vicini:
poiché le colonne del tempio sono distanziate,
e la quercia e il cipresso non crescono l'una all'ombra dell'altro.

No, non ho cercato la solitudine per pregare e per vivere da eremita . . . poiché la preghiera, che è il canto del cuore, giunge alle orecchie di Dio anche se confusa in mezzo alle grida e ai lamenti di migliaia di voci. Vivere da recluso vuol dire torturare il corpo e l'anima e mortificarne le inclinazioni, è un tipo di esistenza che mi ripugna, poiché Dio ha edificato i corpi come templi dello spirito, ed è nostro compito cercar di meritare e di conservare la fiducia che Dio ha riposto in noi.
No, fratello mio, non ho cercato la solitudine per motivi religiosi, ma unicamente per evitare le persone e le loro leggi, i loro insegnamenti e le loro tradizioni. le loro idee, il loro chiasso e i loro lamenti. Ho cercato la solitudine per non vedere i volti di uomini che si vendono e comprano allo stesso prezzo cose che sono spiritualmente e materialmente inferiori a loro.
Ho cercato la solitudine per non incontrare quelle donne che camminano con alterigia, con mille sorrisi sulle labbra, mentre in fondo ai loro mille cuori non c'è che un unico fine.
Ho cercato la solitudine per nascondermi dagli individui compiaciuti di sé che, nei loro sogni, vedono lo spettro della conoscenza e credono di aver raggiunto il loro scopo.
Sono fuggito dalla società per evitare coloro che, al loro risveglio, vedono soltanto il fantasma della verità, e gridano al mondo di aver acquisito totalmente l'essenza della verità stessa.
Ho abbandonato il mondo e ho cercato la solitudine perché mi sono stancato di rendere omaggio alle moltitudini che credono che l'umiltà sia una sorta di debolezza, e la compassione una specie di viltà, e lo snobismo una forma di forza.
Ho cercato la solitudine perché la mia anima non ne può più di avere rapporti con chi crede sinceramente che il sole, la luna e le stelle non sorgano se non nei loro scrigni e non tramontino se non nei loro giardini.
Sono scappato via da coloro che aspirano a cariche pubbliche, che danneggiano la sorte terrena della gente gettandogli polvere d'oro negli occhi e riempendogli le orecchie con discorsi senza senso.
Mi sono allontanato dai sacerdoti che non vivono conformemente a ciò che dicono nei loro sermoni, e che pretendono dagli altri ciò che non chiedono a loro stessi.
Ho cercato la solitudine perché non ho mai ottenuto gentilezza da un essere umano senza pagarne l'intero prezzo col mio cuore.
Ho cercato la solitudine perché detesto quella grande e terribile istituzione che la gente chiama civiltà, quella simmetrica mostruosità innalzata sulla perpetua disgrazia delle razze umane.
Ho cercato la solitudine perché in essa lo spirito, il cuore e il corpo possono trovare pienezza di vita. Ho trovato le praterie sconfinate dove riposa la luce del sole, dove i fiori esalano il loro profumo nello spazio e dove i ruscelli cantano durante la loro corsa verso il mare. Ho scoperto le montagne su cui ho trovato il fresco risveglio della Primavera, la brama piena di colore dell'Estate, i profondi canti dell'Autunno e lo stupendo mistero dell'Inverno. Sono venuto in questo remoto angolo del dominio divino perché desideravo ardentemente di conoscere i segreti dell'Universo e avvicinarmi al trono di Dio.

 

 



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