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Quello
che . . .
Quello che ci siamo sentiti dire da bambini:
stai fermo, muoviti, fai piano, sbrigati, non toccare, stai attento,
mangia tutto, lavati i denti, non ti sporcare, ti sei sporcato, stai
zitto, parla t'ho detto, chiedi scusa, saluta, vieni qui, non starmi
sempre intorno, vai a giocare, non disturbare, non correre, non sudare,
attento che cadi, te l'avevo detto che cadevi, peggio per te, non
stai mai attento, non sei capace, sei troppo piccolo, lo faccio io,
ormai sei grande, vai a letto, alzati, farai tardi, ho da fare, gioca
per conto tuo, copriti, non stare al sole, sta al sole non si parla
con la bocca piena.
Quello che avremmo voluto sentirci dire da bambini:
ti amo, sei bello, sono felice di averti, parliamo un po' di te, troviamo
un po' di tempo per noi, come ti senti, sei triste, hai paura, perché
non hai voglia, sei dolce, sei morbido e soffice, sei tenero, raccontami,
che cosa hai provato, sei felice, mi piace quando ridi, puoi piangere
se vuoi, sei scontento, cosa ti fa soffrire, che cosa ti ha fatto
arrabbiare, puoi dire tutto quello che vuoi, ho fiducia in te, mi
piaci, io ti piaccio, quanto non ti piaccio, ti ascolto, sei innamorato,
cosa ne pensi, mi piace stare con te, ho voglia di parlarti, ho voglia
di ascoltarti, quando ti senti più infelice, mi piaci come
sei, è bello stare insieme, dimmi se ho sbagliato.
Ci sono accanto a te molte persone adulte che ancora aspettano le
parole che avrebbero voluto sentire da bambini.
Tormentando il manico della borsetta, una donna diceva: "So che
mio marito sa essere tenero e affettuoso. Con il cane si comporta
così".
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