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Il piacere breve
La breve euforia che sperimentiamo gratificando i sensi è molto vicina
a quel che il tossicomane prova quando indulge nel suo vizio.
Il provvisorio sollievo sarà presto seguito dalla brama di averne ancora.
E proprio nello stesso modo in cui assumere droghe alla fine causa
soltanto problemi, così anche quando decidiamo decidiamo di soddisfare
i desideri immediati dei sensi. Bisogna riconoscere che non ci può essere speranza di appagamento permanente dei sensi.
Nel migliore dei casi, la felicità che si deriva da un buon pasto
può durare soltanto finché non si è affamati di nuovo.
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L'esperienza della felicità
Il problema non è il materialismo in quanto tale, ma piuttosto l'implicita
convinzione che che la piena soddisfazione possa derivare solo dalla
gratificazione dei sensi. A differenza degli animali, la cui ricerca della felicitàè limitata alla sopravvivenza e all'immediata gratificazione dei sensi,
noi esseri umani abbiamo la capacità di sperimentare la felicità a un livello più profondo che, una volta raggiunto,
può sommergere l'esperienza dell'infelicità.
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La semplicità deterrminante
Se la propria vita è semplice, si sarà contenti
La semplicità è determinante per conseguire.
La felicità è essenziale per avere pochi desideri.
Essere soddisfatti del cibo che ci basta per nutrirci,
degli abiti per vestirci e di un tetto per proteggerci
dagli agenti esterni.
Vi è, infine, un'intensa delizia
nell'abbandonare gli stati mentali erronei.
E nel coltivare quelli utili nella meditazione.
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La vecchiaia e la morte
Puoi anche considerare la vecchiaia
e la morte
come cose negative,
indesiderabili e semplicemente
provare a dimenticartene.
Ma alla fine sono cose
che arriveranno comunque.
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Sperimentare la felicità
Il problema non è il materialismo in quanto tale.
Piuttosto, è il presupposto di fondo che la piena soddisfazione
possa risultare solo dalla gratificazione dei sensi.
Diversamente dagli animali, la cui ricerca della felicità è limitata
alla sopravvivenza e alla soddisfazione immediata dei desideri sensoriali,
noi esseri umani abbiamo la capacità di sperimentare la felicità
a un livello più profondo che, una volta raggiunto,
può sovrastare le esperienze infelici.
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Ci sono solo due giorni all'anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l'altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere.
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Ma credo che, a poco a poco, possiamo operare cambiamenti positivi.
Ogni giorno, quando ci alziamo, cerchiamo di orientare bene i nostri intenti, pensando: Vivrò questa giornata in maniera più positiva. Non devo sprecarla.
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Non abbiamo altro in nostro potere che giustizia, verità, sincerità.
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Trovo inaccettabile che la violenza costituisca la base di alcune delle nostre abitudini alimentari.
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 Il mio suggerimento o consiglio è molto semplice ed è quello di avere un cuore sincero.
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 Se riuscite a coltivare stati mentali salutari prima di andare a dormire e permettete loro di perdurare durante il sonno senza distrarvi, allora anche il sonno diverrà salutare.
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 Senza amore non potremmo sopravvivere. Gli esseri umani sono creature sociali e prendersi cura gli uni degli altri a vicenda è la base stessa della nostra vita.
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 La compassione, l’altruismo, il buon cuore non sono unicamente nobili sentimenti di cui trae vantaggio il nostro prossimo. Sono stati mentali, condizioni mentali di cui beneficiamo anche noi stessi. Una persona altruista e compassionevole è in genere una donna o un uomo più felice, più sereno.
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 Un’attenta riflessione dimostra che, nella nostra vita, la sofferenza non è creata da cause esterne, ma da eventi interiori come il sorgere delle emozioni perturbatrici. Quindi il miglior antidoto contro la sofferenza è migliorare la nostra capacità di gestire queste emozioni. Se l’umanità deve sopravvivere, la felicità e l’equilibrio interiore sono di importanza fondamentale; altrimenti è molto probabile che le vite dei nostri figli e dei loro figli siano infelici, disperate e brevi.
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 La pace si trova dentro se stessi – “La violenza provoca sofferenze, la pace si ottiene non pregando, ma si genera all’interno di se’ e poi nella propria famiglia”.
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 Gli uomini perdono la salute per fare soldi, e poi perdono i soldi per tentare di recuperare la salute. Pensano tanto ansiosamente al futuro dimenticando di vivere il presente. Così facendo, non riescono a vivere né il presente né il futuro. Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto.
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 Nella realtà odierna l'unico modo di risolvere le divergenze è il dialogo ed il compromesso, la comprensione umana e l'umiltà. Dobbiamo capire che la pace vera nasce dalla comprensione reciproca, dal rispetto, dalla fiducia. I problemi della società umana dovrebbero essere risolti in modo umano, e la nonviolenza fornisce un approccio adeguato.
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L'Io esiste anche se non riuscite ad identificarlo.
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 Nessuno è nato sotto una cattiva stella; ci sono semmai uomini che guardano male il cielo.
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Dormire è la miglior meditazione.
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Senza amore non potremmo sopravvivere. Gli esseri umani sono creature sociali e prendersi cura gli uni degli altri a vicenda è la base stessa della nostra vita.
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Noi viviamo molto vicini. Quindi il nostro scopo della vita è aiutare gli altri. E se non potete aiutarli, almeno non fate loro del male.
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Vivi una vita buona e onorata. Così quando invecchierai e penserai al passato, sarai capace di goderne una seconda volta.
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 Condividi la tua conoscenza. E' un modo per raggiungere l'immortalità.
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Sii gentile con la terra.
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Valuta il tuo successo da quello che devi lasciare allo scopo di ottenerlo.
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 La mia fiducia nella Scienza poggia sulla convinzione che sia il Buddhismo sia il pensiero scientifico
tentino di comprendere la realtà attraverso un’analisi critica: se la ricerca scientifica dovesse dimostrare
senza ombra di dubbio che alcune affermazioni del Buddhismo sono errate,
dovremmo accettare questo fatto e abbandonarle.
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 La spiritualità deve essere arricchita dalla consapevolezza delle scoperte scientifiche.
Se ignorassimo i progressi della Scienza, la nostra pratica spirituale ne soffrirebbe notevolmente
e potremmo perfino diventare preda del fondamentalismo. Ecco una delle ragioni per cui incoraggio
i miei fratelli buddhisti a studiare la Scienza, in modo da poter integrare le sue scoperte
all’interno della visione buddhista del mondo.
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 Sia il Buddhismo sia la Scienza condividono la fondamentale attitudine a portare avanti una ricerca volta
ad appurare la verità attraverso mezzi empirici e ad abbandonare antiche convinzioni e certezze.
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Nel Buddhismo non si postula nulla di simile a un’anima peculiare agli esseri umani. Dalla prospettiva
della coscienza, la differenza tra umani e animali è solo questione di differenti livelli.
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 Ritengo che la teoria darwiniana dell’evoluzione, arricchita dai contributi della moderna genetica,
ci fornisca una coerente spiegazione dell’evolversi della vita umana sulla Terra.
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 Una delle emozioni più forti che abbia mai sperimentato fu destata da una fotografia della Terra ripresa
dallo spazio. L’immagine di un pianeta blu fluttuante nel cosmo mi convinse ancor più che siamo tutti parte
della medesima famiglia che divide la stessa piccola casa. Compresi quanto futili fossero gli attaccamenti
alle differenze che ci dividono. Da questa prospettiva si può sentire la fragilità, la vulnerabilità del nostro pianeta e anche quanto piccola sia la sua orbita schiacciata tra Venere e Marte nell’immensità dello spazio infinito
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Credo quello per affrontare la sfida del secolo venturo, gli esseri umani dovranno sviluppare un maggiore senso di responsabilità universale. Ciascuno di noi deve imparare a lavorare non solo per sé, per la sua famiglia o la sua nazione, ma a favore di tutta l'umanità.
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 La breve euforia che sperimentiamo gratificando i sensi è molto vicina a quel che il tossicomane prova quando indulge nel suo vizio. Il provvisorio sollievo sarà presto seguito dalla brama di averne ancora. E proprio nello stesso modo in cui assumere droghe alla fine causa soltanto problemi, così anche quando decidiamo decidiamo di soddisfare i desideri immediati dei sensi. Bisogna riconoscere che non ci può essere speranza di appagamento permanente dei sensi. Nel migliore dei casi, la felicità che si deriva da un buon pasto può durare soltanto finché non si è affamati di nuovo.
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L'odio può essere il massimo impedimento allo sviluppo della compassione e della felicità. Se riusciste a imparare ad essere tolleranti e pazienti nei confronti dei vostri nemici, allora le cose si semplificherebbero assai: la compassione verso gli altri esseri comincerebbe a manifestarsi con naturalezza.
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 Finché non avrete quella la disciplina interiore che mantiene calma la mente, per quante comodità esteriori possiate avere, non riuscirete mai a sperimentare quel sentimento di gioia e di felicità che andate cercando. D'altro canto, se possederete questa qualità interiore di tranquillità mentale, un certo grado di stabilità interiore, potrete anche esser privi di molte delle comodità esteriori che considerate indispensabili per essere felici, ma riuscirete ugualmente vivere una vita gioiosa e serena. |
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