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    Preti cattolici pedofili
"Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare"[Marco 9,42].



   

Pedofilia, risarcimento record per una diocesi californiana
[04-12-04] La diocesi cattolica della Contea di Orange (California) ha concordato un risarcimento di 100 milioni di dollari con le 87 vittime degli abusi commessi da sacerdoti e impiegati laici. Ne dà notizia l'edizione online del New York Times, precisando che si tratta della cifra più alta mai pagata dalla Chiesa in casi di risarcimento per abusi sessuali.
Il pagamento di 100 milioni supera infatti gli 85 milioni concordati l'anno scorso dall'arcidiocesi di Boston.
Il risarcimento da record, che supera la cifra di un milione di dollari per ogni persona coinvolta, potrebbe costituire un precedente per le altre arcidiocesi impegnate in analoghe battaglie legali. A cominciare dalla più grande degli Stati Uniti, quella di Los Angeles, che si trova ad affrontare 500 denunce di abusi sessuali.
Tutte le denunce per le quali è stato concordato il risarcimento riguardano casi di abusi commessi prima che il vescovo Brown assumesse la direzione, nel 1998. Sotto accusa 30 sacerdoti, 11 impiegati laici e due suore. "Voglio cogliere l'opportunità, in questa occasione - ha detto Brown - di porgere da parte della diocesi di Orange e mia personale le scuse più sincere, di chiedere perdono, nella speranza di una autentica riconciliazione".
Le vittime si sono dette soddisfatte dell'accordo raggiunto. Joelle Casteix, una donna 34 anni che da adolescente, quando frequentava la Mater Dei High School nella città di Santa Ana, subì più volte abusi sessuali da parte di un insegnante laico, fino a rimanere incinta, ha detto di sentirsi graficata dal fatto che la chiesa abbia finalmente decisa di affrontare lo scandalo.
www.repubblica.it

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Lauryn Hill  

Al concerto di Natale Lauryn Hill accusa i preti pedofili
[22-12-04] Un attacco alla chiesa e ai preti pedofili di fronte alle gerarchie della Chiesa di Roma. Lauryn Hill, 28 anni, ex cantante dei Fugees e moglie di Rohan Marley sale sul palco e legge un messaggio prima di cantare. Nelle prime file ci sono cardinali, monsignori. In sala, settemila e cinquecento spettatori vestiti per le grandi occasioni e riuniti nell'Aula Paolo VI.
La cantante haitiana dice:"Non ho accettato di partecipare per celebrare come voi la nascita di Cristo, ma per chiedervi perché non siete in lutto per la sua morte dentro questo posto. Il santo Dio è stato testimone della corruzione della sua leadership, dello sfruttamento e degli abusi, e questo è il minimo che si può dire del clero. La malattia non è la benedizione di Dio ma il suo giudizio. Non esiste alcuna spiegazione accettabile con la quale difendere la chiesa. Chiedete le vostre benedizioni a Dio e non agli uomini, invocate dio e non gli uomini, pregate dio e non gli uomini. Pentitevi . . . Qualcuno di voi potrebbe essere offeso da quello che sto dicendo, mi rendo conto, ma che dire di quelle famiglie che sono state tradite dalle persone in cui credevano. E che dire a quei bambini violentati nel corpo e nella mente? . . . L'errore che facciamo è di adulare degli uomini mentre bisognerebbe pregare Dio. Non credo ai rappresentanti di Dio in terra, credo solo in Dio. Gli uomini peccano, e sono loro i responsabili della corruzione. Perciò pentitevi, pentitevi".

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Prete pedofilo in carcere
[21_09_05] Un prete di 65 anni, Denis Vadeboncoeur, parroco in Normandia, è stato condannato a 12 anni di carcere per violenza su minore.
Padre Vadeboncoeur era stato in carcere 20 mesi in Canada per sodomia e aggressioni sessuali negli anni Ottanta, ma poi si era visto affidare successivamente dalla chiesa francese, al corrente del suo passato, una parrocchia in Normandia, quella stessa in cui ha continuato a coltivare il suo vizio che lo ha portato alla condanna in tribunale.
L'inchiesta su Vadeboncoeur è scattata perchè il ragazzino vittima delle sue iniziative dai 14 ai 17 anni, Jean-Luc, ha avuto un esaurimento nervoso e, attorno ai 23 anni, è rientrato un giorno a casa gridando alla madre: "Ecco, da 10 anni vado a letto con il parroco!". Per il giovane una lunga psicoanalisi e poi il coraggio di trascinare davanti alla giustizia il prete pedofilo.

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L'ex abate confessa molestie a decine di ragazzi
[26-11-05]L'ex abate di Farneta, don Pierangelo Bertagna, 44 anni, originario della provincia di Brescia, arrestato l'11 luglio scorso per violenza sessuale dopo la denuncia di un tredicenne, in questi mesi ha aggiunto particolari al suo racconto, rivelando attenzioni morbose di natura sessuale verso giovani, in episodi avvenuti in tutta Italia.
Il sacerdote, appartenente alla comunità dei "Ricostruttori nella preghiera", ha raccontato episodi che risalgono addirittura a 12 anni fa, quando ancora non era entrato in seminario. Vittime ragazzi che nel nord Italia frequentavano la comunità. Poi al seminario ad Arezzo, dove Pierangelo Bertagna era entrato in età avanzata, quasi 35enne.
Poi dal 2000, anno in cui il vescovo di Arezzo Gualtiero Bassetti lo ha ordinato sacerdote (lo stesso vescovo che una settimana fa lo ha sospeso "a divinis"), la sua attività si è svolta all' Abbazia di Farneta, nel comune di Cortona. Per tre anni al fianco del vecchio parroco locale, morto nel 2003, poi come capo della comunità locale, don Bertagna ha portato con sé le regole e i principi dei "Ricostruttori nella preghiera". Conduceva una vita ascetica, dormendo spesso per terra e mangiando solo verdure, tenendo barba e capelli incolti.
Una "novità" che aveva diviso in due la piccola frazione, suscitando forti simpatie ma anche altrettante contrarietà. E in questi anni ha coltivato la sua devianza prestando attenzioni di natura sessuale su almeno 15 ragazzini della zona.
Da quando è scoppiato il caso, nel luglio scorso, il vescovo Bassetti ha confidato di vivere questa vicenda con una grande sofferenza interiore e il 18 novembre ha reso noto di aver "disposto la sospensione di don Bertagna dall'esercizio del ministero sacerdotale in attesa di avviare il processo penale amministrativo secondo le disposizione ecclesiastiche".

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No ai preti gay
[29-11-05] Niente piu' gay nei seminari e negli ordini religiosi, niente piu' sacerdoti che ''praticano'' l'omosessualita', hanno ''tendenze omosessuali profondamente radicate'' o addirittura sostengono ''la cosiddetta cultura gay''.
Il Vaticano chiude loro definitivamente le porte con l'''Istruzione'' che nega agli omosessuali l'accesso al sacerdozio, appositamente elaborata dalla Congregazione per l'Educazione cattolica e resa oggi pubblica in forma ufficiale. Vedi il testo integrale dell'Istruzione

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Novizia accusata di abusi
[19-06-06] Prima, il sospetto che la novizia facesse violenza ai bambini tra le mura della scuola; poi, la denuncia di una madre; infine, l'arresto della religiosa per abusi sessuali. Si è conclusa così la vicenda di una novizia di 23 anni, dell'ordine di Santa Teresa del Bambino Gesù. La giovane, che faceva la maestra in un asilo di Vallo della Lucania, nel Salernitano, è accusata di violenza carnale su minori. La novizia è stata arrestata su ordine del procuratore del tribunale di Vallo della Lucania, Alfredo Greco. L'inchiesta è iniziata qualche mese fa, quando la mamma di una bambina di 4 anni, che frequentava l'asilo gestito dalle suore di Santa Teresa, aveva presentato una denuncia sugli abusi sessuali che sarebbero stati commessi nei confronti della figlia.

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Prete pedofilo latitante
[03-08-06] La Corte di Cassazione aveva dato il via libera al procedimento di estradizione, dopo un anno di arresti domiciliari, forse per questo ha fatto perdere le sue tracce. Joseph Henn, 57 anni, alto prelato statunitense accusato di pedofilia, è sparito nel nulla a Roma. E' accusato di abusi nei confronti di due ex seminaristi, che sarebbero stati commessi tra il marzo 1979 e il giugno 1981 ma scoperti solo nel gennaio 2003. A muovere le accuse una corte di giustizia dell'Arizona.
"Se viene estradato in America rischia la vita perché i preti accusati di pedofilia non sono simpatici ai detenuti dell'Arizona, e ci sono già stati tre omicidi in casi del genere negli ultimi anni", aveva detto l'avvocato difensore di Henn, Michele Gentiloni Silverij, durante un'udienza l'anno scorso. E di fronte a un ipotesi di questo tipo, viene da pensare che Henn si sia dato alla fuga.

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Arrestato prete pedofilo
[07-09-06] Un sacerdote sorpreso in atteggiamenti intimi con un ragazzino di 13 anni, in auto nei pressi del Cimitero Maggiore, è stato fermato ieri notte dalla polizia. Il fermo, a quanto si è appreso, è già stato convalidato dalla Procura. Il ragazzino sarebbe un rom, costretto a prostituirsi.
Il religioso sarebbe stato sorpreso con il ragazzo durante un giro di controllo di una pattuglia della polizia. Nella zona, dove c'è una forte presenza di rom, ultimamente si è infatti moltiplicata l'attività di prevenzione delle forze dell'ordine, proprio perchè indicata come una delle aree a più elevata presenza di prostituzione minorile.

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Conferenza episcopale di Irlanda  

Il Papa denuncia la pedofilia
[28-10-06] Nel suo discorso ai presuli della Conferenza episcopale di Irlansa ricevuti in visita "Ad limina apostolorum", Benedetto XVI ha detto:
"Nell'esercizio del vostro ministero pastorale, negli ultimi anni avete dovuto rispondere a molti casi dolorosi di abusi sessuali su minori. Questi sono ancora più tragici quando a compierli è un ecclesiastico. Le ferite causate da simili atti sono profonde, ed è urgente il compito di ristabilire la confidenza e la fiducia quando queste sono state lese. Nei vostri sforzi continui di affrontare in modo efficace questo problema, è importante stabilire la verità di ciò che è accaduto in passato, prendere tutte le misure atte ad evitare che si ripeta in futuro, assicurare che i principi di giustizia vengano pienamente rispettati e, soprattutto, guarire le vittime e tutti coloro che sono colpiti da questi crimini abnormi"

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Arrestato parroco pedofilo a Napoli
[17-11-06]Il parroco di una chiesa del quartiere Pianura a Napoli, T.T.A., di 60 anni, è stato arrestato dai carabinieri per abusi sessuali su una ragazzina di 10 anni. Nei suoi confronti è stata emessa una ordinanza di custodia agli arresti domiciliari su richiesta della procura di Napoli. Il sacerdote, che in passato era stato coinvolto in una vicenda analoga, è stato catturato a Macerata dove si era recato in visita ai suoi famigliari e trasferito a Napoli nella sua abitazione.
Secondo quanto emerso dalle indagini, gli abusi sarebbero avvenuti "con frequenza quotidiana" nella sacrestia dove il sacerdote, secondo l'accusa, palpeggiava la ragazzina.
Il parroco era stato già condannato per reati di violenza sessuale avvenuti in Sicilia nel 1995 quando era direttore di un istituto di assistenza. Nell'istituto avrebbe avuto rapporti sessuali con una ricoverata con problemi di salute mentale.

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Minore abusato  

Diocesi di Los Angeles risarcisce le vittime
[03-11-06] La Diocesi cattolica di Los Angeles ha deciso di fare ammenda per i propri peccati a sfondo sessuale mettendo mano al portafoglio e ha accettato di risarcire 45 vittime di preti pedofili per un totale di 60 milioni di dollari.
L'accordo è il più significativo raggiunto finora per risolvere una catena di azioni legali che si era trascinata per anni nei tribunali della metropoli californiana. 60 milioni di dollari saranno pagati dalla diocesi e circa otto milioni da ordini religiosi.
Nel 2002 lo stato della California aveva approvato una legge che aveva concesso un anno alle vittime di molestie sessuali del clero per ricorrere in giudizio anche in casi altrimenti passati in prescrizione per limiti di tempo. In base a quella legge un migliaio di persone si sono rivolte al giudice.

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Vauro  

La vignetta di Vauro sul Family Day

Vignetta sul 'Family Day'. Due genitori che desiderando di andare al 'Family Day' e pensando che ci siano molti preti, si preoccupano di lasciare a casa i loro due bambini

[12-05-07] "Il Manifesto" del 12 maggio 2007 pubblica in prima pagina una vignetta di Vauro sul Family Day a Piazza San Giovanni a Roma.
La vignetta ha indotto Silvio Berlusconi a scendere in piazza a manifestare per il Family Day. Lo ha spiegato lo stesso Cavaliere, non risparmiando critiche a Vauro, l'autore della vignetta: "Questa vignetta - ha sottolineato Berlusconi - mi ha fatto decidere di venire a portare la mia testimonianza perché è una cosa indegna".
Ironica la replica di Vauro: "Sono contento di aver contribuito al Family Day e che Berlusconi, mica uno qualunque, ha maturato la decisione di recarsi alla manifestazione dopo aver visto la mia vignetta. Solo per questo potrei chiedere duecento anni di indulgenza plenaria ...".

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L'inchiesta BBC sui preti pedofili
Tratto da www.repubblica.it , 17 maggio 2007
[17-05-07] Un'onda di indignazione attraversa la rete e acquista ogni giorno portata maggiore. E' bastato poco, che in realtà "poco" non è. La messa in Rete di un documentario della Bbc, titolo Sex Crimes and the Vatican, andato in onda in Gran Bretagna nel 2006, nel quale si svelano i risvolti inquietanti di una vicenda che coinvolse decine di sacerdoti, responsabili di reati di pedofilia, come quelli della diocesi di Ferns, contea di Wexford, Irlanda. E di come i reati, e i loro autori, vennero tutelati dalle autorità ecclesiastice.
Soprattutto, si parla del Crimen Sollicitationis, il documento segreto emesso dal Santo ufficio del vaticano (oggi Congregazione per la dottrina della fede) nel 1962, che fornisce istruzioni ai vescovi su come trattare i casi di sacerdoti accusati di usare la segretezza del confessionale per fare avances sessuali ai penitenti. Ma soprattutto di come porsi di fronte a crimini peggiori, come il coinvolgimento di un prete in rapporti sessuali con un animale, un bambino o un uomo.

Ebbene, il garante dell'applicazione di quelle direttive fu Benedetto XVI, all'epoca dei fatti ancora cardinale Joseph Ratzinger. Fu lui il responsabile della direttiva con la quale lo scandalo venne messo a tacere e i preti furono protetti e nascosti alle autorità.
Il video è crudo e esplicito, riporta le testimonianze di chi, all'epoca bambino, fu vittima degli abusi. Che viaggiasse su internet era prevedibile così com'era inevitabile che alimentasse la discussione. Utenti premurosi si sono presi la briga di tradurre e sottotitolare la versione integrale del documentario anche nella nostra lingua.
Così, la "Ferns Inquiry", il Rapporto Ferns, ovvero l'inchiesta governativa ufficiale irlandese del 2005 che riguardava le denunce di abusi avvenuti nella diocesi irlandese, ma anche gli altri continuti del documentario, si sono trasformati in uno dei documenti attualmente più diffusi e scambiati sul Web. Il dibattito si infiamma su siti e blog italiani, fra riflessioni pacate, giudizi netti e, com'è legittimo, dubbi e contestazioni.

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Risarcimento di 660 milioni di dollari
[15-07-07] L'Arcidiocesi cattolica di Los Angeles ha accettato di pagare un risarcimento record di 660 milioni di dollari, più di un milione a testa, alle circa 500 vittime di abusi sessuali commessi da preti pedofili a partire dagli anni Quaranta.
L'indennizzo pattuito è il più alto negli ultimi anni per la Chiesa cattolica americana.
Il processo che doveva iniziare lunedì era centrato in particolare sulle testimonianze di dodici vittime di abusi che accusavano di molestie il prete Clinton Hagenbach, deceduto venti anni fa. Gli avvocati avevano chiesto che testimoniasse, per gli abusi tra gli anni '40 e gli anni '90, anche il Cardinale Roger Mahony. L'accordo permetterà al prelato di evitare l'imbarazzante testimonianza.

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Preti gay, i segreti svelati in televisione
di Lorenzo Salvia in "Il Corriere della sera"
[29-09-07] I racconti: "Se penso al seminario o alla mia diocesi credo che gli omosessuali siano una buona parte". Le confessioni a cuore aperto: "Sono stato insieme con un ragazzo siciliano per un anno. Se due uomini si vogliono bene, non conta se porti la tonaca oppure no". Anche le avance, certo: "Portando il colletto si attira tanto. Tu faresti l'amore con me?". E le critiche alla Chiesa: "Con noi fa come l'esercito americano: io non ti chiedo niente, ma tu non devi dire niente. Copre, insabbia, ma così non cresce". Sono preti quelli che parlano. Preti gay, ripresi con una telecamera nascosta durante i loro incontri clandestini con un ragazzo conosciuto sulle chat line per omosessuali.
I filmati — Mezz'ora di filmati che andranno in onda lunedì prossimo durante Exit, il programma condotto da Ilaria D'Amico che riparte in prima serata su La7. Un'inchiesta su un mondo sommerso: nessun giudizio, solo la voglia di togliere il velo che copre un pezzo di realtà. Un lavoro partito con una mail arrivata in redazione. A scrivere era un ragazzo gay. Diceva di frequentare abitualmente le chat per omosessuali, di aver conosciuto così tanti preti, e poi anche di averli incontrati di persona. Quelli di Exit hanno documentato le fasi dell'aggancio sulla chat, registrato le telefonate fatte per mettersi d'accordo, e ripreso (con una telecamerina nascosta) gli appuntamenti clandestini.
In ufficio — Volti non riconoscibili, voci camuffate, le immagini si fermano ad un certo punto perché l'obiettivo è raccontare non choccare. Non si nascondono i preti, anzi. Protetti dal nickname (il nome in codice che si utilizza per chattare) dicono subito di essere sacerdoti e non hanno problemi ad organizzare un appuntamento. Gli incontri filmati sono tre. Il primo prete è il più dolce: "Se ritornassi indietro, il sacerdote lo rifarei. Hai tante soddisfazioni, aiuti gli altri. (...) La prima esperienza con un uomo l'ho avuta dopo, 10 anni fa. Ma io sto bene con questa mia, tra virgolette, omosessualità". Il secondo è il più spavaldo: racconta di aver avuto un «centinaio» di incontri: "In seminario mi trattenevo per la paura di essere beccato, ma poi non mi sono più controllato". Dice anche che sui gay la "Chiesa è ipocrita perché pure in Vaticano ce ne sono tanti". Il terzo incontro è quello più duro. Appuntamento in Piazza San Pietro, si capisce che dall'altra parte non c'è un semplice parroco. Nell'aggancio sulla chat ha detto di avere tendenze sadomaso. I due si spostano in un ufficio lussuoso. Il ragazzo è un po' preoccupato e lui lo tranquillizza: «Se vuoi andare via non c'è problema». Poi il discorso finisce sull'atteggiamento della Chiesa: "Non ce l'ha con i gay ma — dice il prete — è contro il sesso prima del matrimonio. I gay non si possono sposare e quindi non devono avere rapporti". Nervosismo, nessuna traccia di quella serena voglia di intimità degli altri incontri. I due si avvicinano. «Stai per commettere un peccato davanti agli occhi di Dio», dice il ragazzo. «Io non lo sento come un peccato», risponde l'altro. E ancora. "Non ha senso che tu sia prete", "Qui finisce la nostra storia — risponde il sacerdote — hai troppe preclusioni. Ti metto sull'ascensore e se qualcuno ti ferma non dire nulla".
La confessione — Dopo i tre filmati "rubati" c'è un prete gay che (anche lui volto oscurato e voce camuffata) accetta di raccontare la sua storia: il compagno trovato in seminario, un ragazzo che poi dirigerà il coro durante la sua ordinazione, "il giorno più bello della mia vita, mettevo insieme i miei due amori». Il rapporto durato tanti anni con un altro uomo «anche se poi la lontananza ci ha divisi ". Don Felice — nome di fantasia — accusa la Chiesa: "Ha paura che l'omosessuale sia anche pedofilo. Un errore. Se c'è pedofilia, che non dipende dall'omosessualità, si tratta di un reato. Ma la Chiesa, invece di dire, copre". E infine racconta le difficoltà di una vita come la sua: «Ci muoviamo come gli indiani in un mondo di cow boy, attenti a non essere impallinati. Ma io sono sereno con la mia coscienza. Dio è più grande del nostro cuore".

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Prete arrestato per violenze su dodicenne
[21-12-07] E' durato tre ore l'interrogatorio del sacerdote M.C. di 33 anni, vice parroco della Chiesa del SS Salvatore di Casal di Principe (Caserta) arrestato con l'accusa di violenza sessuale su di un bambino di 12 anni.
Una pattuglia di carabinieri, dopo una segnalazione telefonica, ha sorpreso il sacerdote, insegnante di religione in una scuola media dell'istituto comprensivo di Villa Literno, fermo in auto su di un lato di una strada di campagna, a poca distanza dalla provinciale Casal di Principe-Castelvolturno, disteso sul sedile della vettura con a fianco il ragazzo.
Accortosi della presenza dei militari il sacerdote è fuggito ma è stato raggiunto dopo qualche chilometro ed arrestato. Il gip del Tribunale di S.Maria Capua, Raffaele Piccirillo ha confermato l'arresto a conclusione di un interrogatorio nel corso del quale, secondo quanto si è appreso, il sacerdote non è riuscito a contestare le accuse degli investigatori; un impianto accusatorio molto articolato, basato anche sul racconto del bambino, effettuato con l'ausilio di una assistente sociale.
Il sacerdote arrestato era stimato e benvoluto per il suo impegno anche nel volontariato (www.repubblica.it).

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Chiesa prega per le vittime dei preti pedofili
[05_01_07] Una preghiera su scala mondiale per "le vittime delle gravi situazioni di condotta morale e sessuale per le vittime di pedofilia e abusi perpetrati da sacerdoti.
La propone il Vaticano e l'iniziativa è annunciata all'Osservatore romano dal cardinale Claudio Hummes, prefetto della Congregazione per il clero, che ritiene una "priorità aprire 'cenacoli eucaristici' suscitando un grande movimento spirituale di preghiera per tutti i sacerdoti e per la loro santificazione". Ci sono sempre stati problemi tra i preti, rimarca il porporato, "perché siamo tutti peccatori, però in questo tempo sono stati segnalati fatti veramente molto gravi".
L'iniziativa annunciata dal prefetto della Congregazione per il clero riprende un suggerimento avanzato un anno fa da padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia. Lo scorso 15 dicembre 2006, alla presenza di Benedetto XVI, il sacerdote aveva sottolineato come la Chiesa Cattolica avrebbe dovuto fare un giorno di digiuno e penitenza per chiedere perdono per gli abusi sessuali che hanno visto coinvolti alcuni suoi rappresentanti.

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Pedofilia in Irlanda: il "rapporto Murphy"
[11_12_09] Rabbia e vergogna. Benedetto XVI sceglie parole forti per rivolgersi ai vertici della Chiesa irlandese, convocata in Vaticano sul «rapporto Murphy», un documento che prova come per decenni siano stati perpetrati abusi su bambini da parte di esponenti del clero in Irlanda e come questi siano stati passati sotto silenzio da parte dei responsabili ecclesiastici che avrebbero dovuto denunciare e tutelare.

Il rapporto Murphy
Continuano a definirli "casi isolati". In Italia, s'intende, perchè fuori dall'Italia ormai la scusa non regge. Negli Stati Uniti, in Irlanda, in tutti i Paesi che hanno istituito commissioni apposite per indagare sugli abusi commessi dagli ecclesiastici, non si può avere la sfrontatezza di parlare di "casi isolati", ma si può solo scusarsi.
Scusarsi con le migliaia di vittime dei religiosi pedofili negli Stati Uniti, in Messico, in Brasile, in Australia, in Africa, in Europa.
Scusarsi con le migliaia di vittime di abusi fisici e sessuali perpetrati dagli ecclesiastici negli istituti residenziali e nelle "scuole industriali" irlandesi. Il Rapporto della Commissione Ryan, diffuso nel maggio di quest'anno, raccontava gli orrori e le sevizie cui erano sottoposti i bambini negli istituti gestiti e controllati da ordini religiosi. Maltrattamenti, violenze sessuali, abusi sistematici, e un costante clima di terrore. I superiori non solo sapevano, ma incoraggiavano il "mantenimento della disciplina" con tali mezzi. Gli ispettori governativi che avrebbero dovuto vigilare sul benessere dei bambini fingevano di non sapere e non vedere. Un rapporto sconvolgente, che ha costretto i Fratelli Cristiani, la congregazione religiosa che gestiva la maggior parte delle scuole industriali assieme alle Suore della Misericordia, ad offrire un risarcimento di 34 milioni di euro alle vittime. Altre cinque congregazioni hanno offerto ulteriori 43 milioni di euro. Un Consiglio di Giustizia fu istituito già dal 2002 per risarcire le vittime: al 2008 aveva giudicato 11.337 casi, con risarcimenti individuali tra i 65.000 e i 300.000 euro.

Ora, a sei mesi di distanza, arriva un nuovo rapporto, quello della Commissione Murphy, istituita nel 2006 per verificare come la Chiesa e le autorità statali avessero gestito le denunce di abusi sessuali sui minori commessi dagli ecclesiastici nella sola diocesi di Dublino. Settecento pagine di testimonianze raccapriccianti, 320 vittime, una sequenza di racconti dell'orrore che coinvolgono un campione di 46 sacerdoti dal 1975 al 2004, costantemente coperti dalle autorità ecclesiastiche, spostati di parrocchia in parrocchia, con l'unico intento di proteggere il buon nome e i beni della Chiesa. Gli ultimi quattro arcivescovi che si sono succeduti alla guida della diocesi di Dublino avevano in comune una regola: coprire gli abusi e gli abusatori, insabbiare, nascondere, negare.
Il rapporto Murphy è dettagliato: ad ogni sacerdote è dedicato un capitolo denso di accuse, di testimonianze, di orrori. Ogni capitolo una storia in cui la pedofilia si fonde col sadismo e con ogni sorta di perversione degli impulsi sessuali. Forse quelle più agghiaccianti riguardano padre Noel Reynolds, che ammise di aver abusato di più di cento bambini nelle otto parrocchie in cui aveva esercitato il proprio ministero negli oltre trent'anni di carriera. Spostato da una parrocchia all'altra ogni volta che si sollevava uno scandalo sui "comportamenti inappropriati" tenuti dal sacerdote, raccomandato ai vescovi locali senza mai comunicare i suoi trascorsi, Reynolds trovava ogni volta terreno fertile: le madri gli affidavano con fiducia i bambini, nessuno dubitava di lui e della sua dedizione. Le denunce vennero a galla solo nel 1995, quando la polizia irlandese aprì un'indagine sul suo conto. Arrestato nell'ottobre del 1999, a seguito degli abusi commessi su due sorelline di sei e undici anni, Reynolds confessò. Confessò di aver violentato almeno cento bambini, raccontò particolari mostruosi e raccontò anche di come aveva abusato di una bambina piccolissima, violentandola brutalmente utilizzando un oggetto: il crocifisso. Arrivò perfino ad offrirlo alla polizia, come prova. E tuttavia solo nel 1998, poco prima dell’arresto, era stato rimosso dalla parrocchia e trasferito come cappellano al National Rehabilitation Hospital, anche stavolta senza informare le autorità ospedaliere dei trascorsi del sacerdote e mettendo in grave pericolo i 94 bambini degenti nella struttura.

E poi un altro sacerdote, padre Terentius, che ubriacava le sue vittime e poi le violentava; un altro ancora che ha affermato di aver abusato di un bambino diverso ogni quindici giorni, per 25 anni; e ancora un altro, insegnante elementare, che abusava sistematicamente dei propri alunni. Una catena di orrori, che ad un'attenta lettura rivela un orrore peggiore: la costante e sistematica copertura dei vertici della diocesi di Dublino, preoccupati esclusivamente di evitare sia lo scandalo sia possibili richieste di risarcimento. Dietro ogni sacerdote pedofilo c'è la figura di almeno un vescovo che sapeva. "La sola preoccupazione dell'arcidiocesi di Dublino - si legge nel rapporto - era quella di mantenere la segretezza, evitare lo scandalo, proteggere la reputazione della Chiesa e i suoi beni. Tutto il resto, incluso il benessere dei bambini e la giustizia per le vittime, erano subordinati a queste priorità. L'arcidiocesi non si attenne alle procedure del diritto canonico e fece tutto il possibile per evitare l'intervento delle leggi dello Stato".

Le autorità dell'arcidiocesi che si occupavano delle denunce di abusi su minori avevano un’ampia esperienza in diritto canonico e in giurisprudenza. Eppure l'arcivescovo e i vescovi dublinesi sostennero di non sapere che, oltre ad essere un peccato, l'abuso su minori fosse anche un reato, e pertanto non avevano informato le autorità giudiziarie di quanto accadeva nelle loro parrocchie. Tuttavia tale presunta ignoranza risulta insostenibile, alla luce del fatto che fin dal 1986, le autorità ecclesiastiche decisero di ricorrere ad una polizza assicurativa per proteggere i beni della Chiesa da possibili richieste di risarcimento da parte delle vittime di abusi.

La pedofilia clericale è ben nota alla Chiesa fin dai tempi delle Indulgenze (1517) di Leone X, che assolvevano gli ecclesiastici dal "peccato contro natura con bambini" per la modica somma di "131 libbre, 15 soldi". Senza contare che, da tempo immemorabile, l'abuso sessuale ai danni di minori è oggetto di diritto canonico: la direttiva del cardinale Ottaviani del 1962, Crimen Sollicitationis, istruiva i vescovi su come trattare questo tipo di denunce, e la direttiva di Ratzinger del 2001, De Delictis Gravioribus, sottraeva i processi per abusi sui minori alla giurisdizione dei tribunali diocesani per avocarli direttamente alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Il regime di segretezza era tale che, qualora un sacerdote pedofilo veniva inviato ad un trattamento psicologico, neppure i terapeuti erano pienamente informati della storia del sacerdote. Molti dei rapporti e delle direttive dei terapeuti, del resto, erano completamente ignorati, anche quando psichiatri e psicologi raccomandavano di conferire ai sacerdoti incarichi che non prevedessero contatti con i bambini.
La stessa cultura della segretezza riscontrata nel caso di Dublino è stata riportata da altre inchieste condotte in altri Paesi. Nel 2002, il governatore dell'Oklahoma Frank Keating, presidente del Consiglio Nazionale per il Riesame che si occupava della vicenda dei preti pedofili negli Stati Uniti, rilasciò un'intervista al Los Angeles Times spiegando il motivo delle sue dimissioni dall'incarico dopo appena un anno, paragonando la segretezza della Chiesa a quella della mafia e le gerarchie ecclesiastiche a Cosa nostra: "I preti non obbediscono ai mandati di comparizione, e fanno sparire i nomi degli stupratori. Questa è un'organizzazione criminale, non la mia Chiesa".

In tale ottica, il benessere dei bambini veniva costantemente sacrificato per proteggere l'istituzione. Il rapporto Murphy sottolinea: "La Chiesa non è una democrazia e non ha procedure di selezione trasparenti, pertanto non è dato conoscere quali criteri siano utilizzati nella scelta degli Arcivescovi. Le nomine a vescovo sembrano essere state fatte essenzialmente sulla base dell'aderenza all'ortodossia dottrinale. L'abilità di gestione non sembra essere stata un criterio tenuto in considerazione".

Di fronte alla cultura della segretezza, la Commissione Murphy dovette emettere un ordine formale con il quale veniva richiesto che l'arcidiocesi di Dublino e altre organizzazioni, compresa la polizia stessa, fornissero tutti i documenti in loro possesso riguardanti i 46 sacerdoti coinvolti nell'inchiesta.
Nel settembre del 2006, la Commissione inviò inoltre una richiesta formale alla Congregazione per la Dottrina della Fede "chiedendo informazioni sulla promulgazione del Crimen Sollicitationis". Chiedeva inoltre informazioni su tutti i rapporti, riguardanti gli abusi sessuali commessi dai sacerdoti, “inviati alla Congregazione dall'arcidiocesi di Dublino". La Congregazione non rispose mai alla richiesta, adducendo come pretesto il fatto che la stessa non fosse stata inoltrata attraverso gli appropriati canali diplomatici.
La Commissione inviò allora, nel febbraio 2007, una formale richiesta al Nunzio Apostolico irlandese, chiedendo di produrre tutti i documenti in suo possesso riguardanti l'indagine in corso. Non vi fu mai risposta. Non avendo il potere di emanare alcun ordine nei confronti della Congregazione per la Dottrina della Fede nè del Nunzio Apostolico, la Commissione proseguì il proprio lavoro senza alcuna collaborazione da parte del Vaticano. Tuttavia ritenne opportuno, alla conclusione dei lavori, inviare al Nunzio una copia del rapporto Murphy. Ancora una volta, non ricevette risposta.

Di fronte agli esiti del rapporto Murphy, l'attuale arcivescovo di Dublino, Diarmuid Martin, ha offerto alle vittime le proprie scuse, il proprio dolore e la propria vergogna. Guardandosi bene dall'offrire anche un risarcimento economico, per quanto nessuna somma possa mai risarcire le violenze e le umiliazioni delle vittime.

Non si tratta dunque di "casi isolati" ma di situazioni "endemiche", come sottolineano tutti i rapporti redatti fino ad oggi. C'è da chiedersi come mai in Italia non sia mai stata istituita una commissione indipendente che indaghi sui casi di abusi sessuali su minori commessi da religiosi. A scorrere le cronache giudiziarie, i casi non mancano. Il numero di segnalazioni e richieste di aiuto che pervengono ogni giorno alle associazioni antipedofilia sono centinaia. Eppure si tratta solo della punta dell'iceberg. Molti, moltissimi, non denunciano: per paura, per vergogna, per timore di non essere creduti, ma soprattutto per la certezza di non ottenere giustizia.

L'Italia conta più di settemila scuole cattoliche, frequentate da quasi 630.000 bambini. Tali scuole, parificate alla scuola pubblica, ricevono ogni anno finanziamenti statali sotto forma di “partecipazione alle spese”. Senza contare i 123 seminari minori in cui studiano più di 2700 ragazzi al di sotto dei 18 anni. E tuttavia nessuna commissione d'indagine sull'operato dei sacerdoti è mai stata istituita. Preoccupati di non perdere il consenso degli elettori cattolici, gli esponenti politici si sono sempre schierati a favore della Chiesa. Basti pensare alla gazzarra mediatica sollevata due anni fa per impedire ad Annozero di trasmettere il documentario Sex crimes and Vatican.
Così, in tema di abusi sessuali commessi da sacerdoti, si continua a parlare di "casi isolati". E le coscienze addormentate, che da tempo hanno abdicato alla dignità, continuano a fingere che sia davvero così.
[tratto da viaggionelsilenzio.ilcannocchiale.it]

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Il vescovo di Treviri: "La Chiesa ha insabbiato"
[12_04_10] L'inquisitore incaricato di far luce nello scandalo dei preti pedofili in Germania, il vescovo di Treviri, Stephan Ackermann, ha ammesso che "la Chiesa cattolica" ha "insabbiato" i per decenni i casi di abusi sessuali su minori limitandosi a trasferire da una diocesi all'altra i sacerdoti rei di questi crimini. L'ammissione, fatta da Ackermann in un'intervista ad un giornale tedesco, si riferisce implicitamente anche al caso di Peter H., il prete con precedenti di abusi sessuali su minori al centro di un caso che per la prima volta ha sfiorato anche papa Benedetto XVI. Domenica il passato di prete pedofilo aveva raggiunto "H." nella sua chiesa, dove i fedeli lo avevano duramente contestato, oggi il religioso è stato sospeso con effetto immediato dall'arcivescovado di Monaco di Baviera e Frisinga.

E, come se non bastasse, al danno si è aggiunta anche la pubblica umiliazione, poichè una delle sue vittime - un uomo che oggi ha 41 anni - ha raccontato per filo e per segno al tabloid Bild e ai suoi sette milioni di lettori, come il prete abbia abusato sessualmente di lui quando era solo un bambino. In un'intervista ad un altro giornale, la Rhein Zeitung, l'incaricato speciale della Conferenza episcopale tedesca per tutte le questioni inerenti agli abusi sessuali, ha ammesso: "In base alle conoscenze che abbiamo attualmente c'é stato un insabbiamento": "ne dobbiamo prendere atto con dolore - ha aggiunto Ackermann - Dove non c'é stata reale volontà di far luce e i rei sono stati semplicemente trasferiti, dobbiamo ammettere che in tutta una serie di casi c'é stato occultamento".

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Abusi su bimba a Teramo - Arrestato prete cattolico
[12_04_10] Un sacerdote quarantenne di origini indiane è stato arrestato nel Teramano per violenza sessuale su una bambina di 10 anni. L'episodio - secondo quanto si è appreso - sarebbe avvenuto nell'abitazione della bambina nei giorni di Natale 2009. Alle indagini ha collaborato la Curia di Teramo. A denunciare la violenza erano stati gli stessi genitori della bambina i quali avevano raccolto una confidenza della figlia. Dalle indagini dei carabinieri sarebbero emersi elementi tali da indurre la procura della Repubblica a chiedere l'arresto che è stato ordinato dal Gip. Sull'episodio non sono emersi altri particolari.[www. corriere.it 12_04_10]

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Il vescovo di Bruges:"Ho abusato di un bambino"
[24_04_10]  "Quando ero ancora semplice sacerdote e per un certo tempo all'inizio del mio episcopato ho abusato sessualmente di un giovane nell'ambiente a me vicino. La vittima ne è ancora segnata". Sono parole pesantissime quelle del vescovo di Bruges Roger Vangheluwe, che ha ammesso di essere responsabile di un gravissimo episodio di pedofilia. Il prelato ha presentato le proprie dimissioni, accolte da Benedetto XVI. La notizia della confessione è stata diffusa con una dichiarazione ufficiale dalla sala stampa vaticana insieme all'annuncio delle dimissioni.[www. corriere.it 24_04_10]

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Il vescovo di Bruges: nastri inchiodano cardinale
[29_08_10]Alcuni giornali hanno pubblicato la trascrizione delle registrazioni effettuate segretamente da una delle vittime nel corso di due incontri avuti ad aprile con l'ex primate belga, Godfried Danneels. Le registrazioni testimonierebbero come il cardinale abbia fatto di tutto per tentare di nascondere gli abusi compiuti dal vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe.

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Condanna per il fondatore dei 'Legionari di Cristo'
[01_05_10] "I gravissimi e obiettivamente immorali comportamenti" di  padre Marcial Maciel Degollado, fondatore dei legionari di Cristo, "confermati da testimonianze incontrovertibili, si configurano, talora, in veri delitti e manifestano una vita priva di scrupoli e di autentico sentimento religioso". Lo afferma il comunicato della Santa Sede diffuso al termine delle riunioni in Vaticano con i cinque vescovi incaricati della "visita apostolica" ai Legionari di Cristo. Di conseguenza "la condotta" di padre Degollado "ha causato serie conseguenze nella vita e nella struttura della Legione, tali da richiedere un cammino di profonda revisione", afferma ancora il comunicato della Santa Sede.
Padre Degollado, morto nel 2008, è stato accusato di pedofilia, abusi sessuali e tossicodipendenza. Gli si attribuiscono inoltre relazioni con diverse donne; da una donna messicana ebbe una figlia, ma altre donne avviarono cause di riconoscimento della paternità, si ritiene che ebbe almeno due 'mogli' e tre figli. Le prime accuse nei confronti del sacerdote risalgono al 1948. [www. corriere.it 01_05_10]

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Condannato a 15 anni e 4 mesi
[03_03_11] È stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione Don Ruggero Conti accusato di aver abusato tra il 1998 e il maggio del 2008 di sette bambini affidati alle sue cure nell'oratorio e nei campi estivi. Lo ha deciso la VI sezione del Tribunale penale di Roma. Il sacerdote, ex parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima a Selva Candida a Roma venne arrestato il 30 giugno del 2008, finì ai domiciliari e poi libero. I reati per i quali è stato condannato vanno dagli atti sessuali con minori alla violenza sessuale e alla induzione alla prostituzione minorile.

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Scappa dal convento il vescovo pedofilo
[17_04_11] È fuggito dal convento di La Fertè Imbault, dove il Vaticano lo aveva inviato per «riflettere», l'ex vescovo di Bruges, reo di pedofilia, ma i cui crimini sono caduti in prescrizione.
Il Vaticano aveva ordinato a Roger Vangheluwe di sottoporsi a una «terapia spirituale e psicologica» e di farsi dimenticare, ma l'anziano religioso non ha rispettato le consegne.

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Arrestato per pedofilia, parroco di Sestri Ponente
[14_05_11] Il parroco della chiesa di Santo Spirito di via Calda di Sestri Ponente è stato arrestato dai carabinieri del Nas di Milano per violenza sessuale su un minorenne. Il prelato, don Riccardo Seppia, è nato nello stesso luogo in cui gestisce la parrocchia, il primo maggio 1960. Ma avrebbe commesso il reato a Genova. Accusato anche di cessione di droga. Il sacerdote è stato sospeso dalla curia.
Nelle pagine di custodia cautelare le sue conversazioni telefoniche fra le quali:
"Li voglio giovani — dice don Riccardo — non sedicenni, quattordicenni va bene e che abbiano problemi di famiglia". Li cerca fragili, ragazzini con famiglie povere, emigrati, "negretti", sui quali esercitare l’autorità dell’uomo adulto e del sacerdote. E impartisce i suoi ordini anche a un marocchino che si muove fra Genova e Milano, con il compito di rifornirlo di cocaina e di ragazzi. Quella cocaina che don Riccardo avrebbe consumato e usato per pagare prestazioni sessuali: "Mandami quel ragazzo — messaggi all’amico — ho tanta roba".

[19_05_11] Tra i testimoni, è stato ascolatato don Piercarlo Casassa, parroco di don Riccardo nel 1985 a Recco (Genova). E don Casassa ha detto ai carabinieri che i comportamenti del prete, appena uscito dal seminario, non gli sembravano adeguati. Ha infatti raccontato che il prete aveva organizzato una gita al mare con i bambini, che si erano successivamente rifiutati di ripetere l'esperienza. Perché non denunciò all'epoca? "Non potevo denunciare nulla di concreto - ha risposto don Piercarlo -. Non ravvisavo nessun reato". E ancora, don Casassa ha detto che don Riccardo stava fuori tutte le notti e il mattino lo passava a letto. Di tutto questo lui ha avvertito i suoi superiori.

[20_05_11] ... Il sacerdote, confermano fonti interne al carcere di Marassi dove è rinchiuso da venerdì scorso, si sente minacciato dagli altri detenuti e, nonostante sia in isolamento e guardato a vista, ha paura per la propria incolumità. Ha fatto domanda di trasferimento. L'amministrazione carceraria l'ha accolta e oggi pomeriggio sarà nota la destinazione, certamente fuori Genova ...

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Le vittime della pedofilia ricorrono contro il Papa all'Aja
[13_09_11] Un gruppo di associazioni delle vittime dei preti pedofili, fra le quali il Centro per i diritti costituzionali (Center for Costitutional Right) e la Snap (Survivors Network of those abuse by Priest).ha depositato oggi presso la Corte penale internazionale dell'Aja un ricorso in cui accusa il Papa e tre alti esponenti del Vaticano di crimini contro l'umanità per la copertura dei reati commessi da prelati contro i minori.

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Condannato a 9 anni e mezzo per pedofilia
[03_05_12 A Genova è stato condannato a 9 anni, 6 mesi e 20 giorni, e al pagamento di 28 mila euro don Riccardo Seppia, l'ex parroco di Sestri Ponente in carcere da un anno per pedofilia. Il gup Roberta Bossi lo ha condannato per violenza sessuale su minore e tentata induzione alla prostituzione minorile. Il pm aveva chiesto 11 anni e 8 mesi. Le motivazioni verranno depositate fra 90 giorni.


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