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Sesso e violenze in una parrocchia a Firenze
[09_04_07] Nel quotidiano on line "Repubblica", anni di violenze, psicologiche e fisiche, di plagi e coercizioni nei confronti di bambini, ragazzi, intere famiglie, abusi e violenze sessuali su bambine e ragazzine minorenni, consumati nell'ombra di una canonica e mai venuti a conoscenza di nessuno fino ad oggi. Famiglie intere convinte di far parte di un progetto di fondazione di una "vera chiesa dello Spirito" contrapposta a quella, corrotta e incapace, "di fuori", e spinte a devolvere alla parrocchia denaro e beni, "per adempiere alla volontà di Gesù Cristo". E poi avviamento di ragazzi al seminario, con l'obiettivo di "colonizzare" la struttura ecclesiale attraverso incarichi di primo piano.
È questo - secondo le vittime dei plagi e degli abusi (così lontani nel tempo da rendere difficile ormai un'azione penale) che solo oggi, dopo tanti anni, hanno trovato il coraggio di parlare e chiedono giustizia appellandosi al Papa - ciò che è avvenuto almeno a partire dal 1975 in una parrocchia della periferia di Firenze, la Regina della Pace. Affidata fino al 2005 a un "carismatico" sacerdote oggi ottantenne, don Lelio Cantini, allontanato dalla città solo un anno fa ma mai privato dell'ordinazione.
Particolari più dettagliati in www.repubblica.it Articolo di Maria Cristina Carratu'
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    Il "limbo" e il "dohl"
[20_04_07]Contrordine: abolito il limbo.
La Chiesa cattolica ha abolito il limbo il luogo dove i bimbi non battezzati vivono per l'eternità senza comunione con Dio.
Il limbo era nato nel XIII secolo ma Dio non ne sapeva niente estraneo, come è da sempre, alla stravange teologiche e dogmatiche della Chiesa cattolica.

Dohl impuro.
L'ultima vittima, per ora, dei talebani si chiama Nazar Gul, 35 anni. La sua colpa era di essere un suonatore di tamburo "dohl", lo strumento classico della tradizione che s'appende al collo e viene suonato alle feste di paese. Musica impura per i talebani. A Kabul l'uomo è stato prima lapidato e poi finito a colpi di baionetta vicino al figlio di appena dodici anni, in lacrime disperato.
Lo hanno ucciso i talebani imponendo così la loro interpretazione fanatica dell'Islam che bandisce ogni tipo di musica, escluse le nenie coraniche.
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Chiedeva "pizzo" per annullare le nozze
[01_11_07] È accusato di aver intascato tangenti per favorire le pratiche di annullamento dei matrimoni. Per questo un frate appartenente all'ordine dei Missionari della Fede è stato allontanato dal Tribunale ecclesiastico marchigiano, che ha sede a Fermo. A incastrarlo è stato un investigatore privato, reclutato da alcune delle persone cui il religioso aveva chiesto denaro - qualche migliaio di euro per ciascuna pratica - fingendo di essere un marito in attesa di separazione. La vicenda è riportata giovedì dal quotidiano Qn-il Resto del Carlino. A carico del frate il detective ha raccolto prove registrando e filmando con una telecamera nascosta le trattative sul "pizzo". A quel punto il frate è stato allontanato dall'incarico.
Prima di approdare a Fermo, l'uomo aveva prestato servizio presso il Vicariato di Roma, dove pare si fosse reso protagonista di fatti analoghi. (Corriere della sera,01/11/07)
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Don Sante: "Sono padre di un bimbo"
[09_12_07] "Sono io il padre di Rocco, è un bel bambino di 15 mesi che ho visto nascere in sala parto ed è stato bellissimo, che ho allattato, cambiato e calmato durante i suoi pianti notturni". Sono la parole di don Sante Sguotti a "Buona Domenica". La confessione arriva dopo che l'ex parroco di San Bartolomeo a Monterosso (Padova) aveva dichiarato l'amore per una sua parrocchiana, che 15 mesi fa ha dato alla luce il piccolo.
Il bambino di recente è stato riconosciuto legalmente dal sacerdote. La donna, separata, sposata solo civilmente, e che ha avuto dal precedente matrimonio altri figli, "non vuole apparire in tv - ha detto ancora don Sante - perché ognuno reagisce come vuole, ognuno fa le sue scelte".

"Una storia d'amore come tutte le altre".
"Io sto facendo la mia battaglia per i preti che scelgono nella loro vita di sposarsi o meno. La nostra storia è nata molto normalmente, da una amicizia che si è poi sviluppata in amore", racconta l'ex parroco. "Il primo passo lo ha fatto lei, andavamo al cinema, a mangiare la pizza, come due persone normali. Io penso che non ci sia nulla di strano, ai miei parrocchiani non ho mai fatto mancare nulla, e mi sono sempre comportato correttamente. Credo che tutti siamo dei peccatori e degli infedeli, lo stesso San Paolo dichiarò di essere il più grande dei peccatori, e noi sicuramente non siamo meglio di lui".
Alla domanda della conduttrice Paola Perego su come riuscisse a far conciliare la sua vita di sacerdote con la sua presenza come padre, don Sante ha risposto: "Come tutti i padri che lavorano e che sono impegnati pur non facendo mancare mai la loro presenza ai figli". Le sue parole diventano sibilline quando non rivela, alla fine dell'intervista, se abbia avuto altre donne oltre alla madre del piccolo (www.tgcom.mediaset.it 09/12/07).
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Suora trattata come una schiava
[11_04_08] Scappa dal convento e si rifugia in un centro contro la violenza alle donne. È la storia di una suora trattata come schiava. Vittima di ricatti psicologici, si sottopone a visita ginecologica per far certificare la sua verginità. Angherie e vessazioni: cure mediche negate, mortificazioni e punizioni come "il bacio al pavimento". Le accuse sono finite ora al centro di un'inchiesta della procura di Roma che ha iscritto la madre superiora nel registro degli indagati contestandole il reato di maltrattamenti.

Il racconto choc della suora è stato confermato da due consorelle sentite ieri a palazzo di giustizia a Roma. L'inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore Nicola Maiorano che ha affidato le indagini alla polizia giudiziaria diretta dal vicequestore Orlando Parrella.

Scenario dei presunti maltrattamenti è un convento, vicino all'ospedale Gemelli, della Congregazione dello Spirito Santo, che funziona da "albergo a una stella". Vittima, suor Maria (chiamiamola così), nata 48 anni fa nelle Filippine e sbarcata a Roma nel giugno del '97. Un anno fa, l'otto marzo giorno dedicato alle donne, la religiosa lo ricorda così: "Sono stata costretta ad allontanarmi dal convento perché gravemente ammalata e vittima di maltrattamenti da parte delle mie superiore". "Ora", continua, "ho trovato rifugio in un centro antiviolenza". Le sue sofferenze sono condensate in una denuncia presentata dall'avvocato Teresa Manente, dell'ufficio legale di "Differenza donna".

Al centro antiviolenza era stata accompagnata da due connazionali dell'associazione "Donne filippine". Una ventina di giorni dopo, "colpita da una grave emorragia", era stata costretta a lasciare il centro alla volta dell'ospedale San Camillo per essere operata. "Nonostante fossi gravemente malata da tempo", racconta, "la madre superiora mi privava di qualsiasi cura e assistenza medica, delle medicine e mi ordinava di continuare a lavorare". Già, i lavori: "Quando sono arrivata a Roma con altre consorelle", ricorda suor Maria, "mi era stato detto che avrei dovuto imparare l'italiano e dedicarmi all'apostolato con periodi di formazione e meditazione". "Ma - continua - ho sempre e solo lavorato nel convento che, in realtà, è una pensione a una stella, "Albergo suore dello Spirito Santo", con oltre 50 stanze". All'inizio, "da sola, dovevo preparare ogni giorno colazione, pranzo e cena per almeno 15 persone: al lavoro alle 6 per far mangiare le consorelle; alle 6.30 preghiera e messa e alle 8.30 servivo le colazioni in refettorio. Poi di nuovo ai fornelli per il pranzo delle 12.30. Quindi rassettavo la cucina per tornarvi alle 17 a preparare la cena". "Tre giorni a settimana, tra le 15 e le 17, pulizie in chiesa".

Cinque mesi e, "nel dicembre 1997, mi comparvero spaccature della pelle sulle mani: "Dermatite grave", diagnosticò il dermatologo", invitandola a tenere al riparo le mani. Ma la superiora minimizza e prescrive un'altra terapia: "Crema e guanti di gomma". "Le ferite facevano molto male ma non avevo il coraggio di chiedere di cambiare mansioni per paura che la superiora si arrabbiasse e mi accusasse di non aver voglia di lavorare". Ma le piaghe si infettano. Arriva la febbre. "Allora mi accompagnò in ospedale: il dermatologo avvertì che l'infezione metteva a rischio le dita". A suor Maria viene assegnato un altro lavoro: "Lavare e stirare biancheria di consorelle e ospiti". Tra le mura della Congregazione, suor Maria viene "sottoposta a continue aggressioni e umiliazioni". "Mi venivano consegnati 20 euro al mese", racconta, "e di ogni acquisto dovevo mostrare alla superiora gli scontrini". Quest'ultima, alcune settimane fa, è stata interrogata. Assistita dall'avvocato Stefano Merlini ha negato gli addebiti dicendo di essere vittima di una vendetta e di accuse inventate dalle tre suore.
(Tratto da www.repubblica.it 11/04/08 articolo di Marino Bisso e Carlo Picozza).
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La Chiesa cattolica: costi, omertà e pedofilia
[26_05_08] Si parla di Chiesa. Quella che passò attraverso gli anni di piombo. Quella del sequestro Moro e della dissociazione. La Chiesa e Cosa Nostra, la mafia devota e la religione "capovolta". Ed ancora Chiesa e pedofilia, una delle pagine più nere della storia. E i conti in tasca al Vaticano per capire quanto ci costa la Santa Sede. I costi della Chiesa. Da una serie di articoli a firma di Curzio Maltese su Repubblica, nasce La Questua. Quanto costa la Chiesa agli italiani (Feltrinelli, 14 euro). Qualche cifra per capire. Un miliardo di euro dai versamenti dell'otto per mille. 650 milioni per gli stipendi degli insegnanti di religione. 700 milioni per le convenzioni su scuola e sanità. 250 milioni per il finanziamento dei Grandi Eventi. Mittente lo Stato italiano, destinatario la Chiesa cattolica. Senza contare vantaggi fiscali come il mancato incasso dell'lci. il totale si aggira sui 4 miliardi di euro. Una somma che solo per un quinto viene destinata a interventi di carità e di assistenza sociale.

La mafia devota. Sembrano mondi lontanissimi. Eppure tra mafia e religione, c'è un legame tutt'altro che tenue. Basta leggere La mafia devota di Alessandra Dino (Editori Laterza, 295 pagine, 16 euro) per rendersene conto. Per capire quante volte la mafia ha utilizzato e ancora utilizza simboli cattolici per legittimarsi e autoassolversi. Quasi che esistesse un Dio "privato" con cui negoziare "la salvezza della propria anima. Una sorta di religione "capovolta", insomma. A cui, troppo spesso, la Chiesa risponde con sottovalutazione o limitando il problema ad un concetto di religiosità intimistico nel quale il mafioso è visto solo come "pecorella smarrita". Perché c'è il Dio di padre Puglisi ucciso dalla mafia nel '93, ma anche la Chiesa che modifica il tragitto della processione di sant'Agata a Catania per arrivare sotto il balcone del mafioso uscito di prigione e rendergli omaggio. Un'ibridazione, come la chiama la Dino che, dopo aver parlato con molti sacerdoti siciliani. Ci sono parroci che "auspicano un intervento della Chiesa "in sinergia con lo Stato", quelli che riducono il problema ad un concetto di religiosità intimistico e quelli, e sono la maggioranza degli intervistati, che non vedono la presenza mafiosa sul territorio come una minaccia diretta per la Chiesa. Alcuni segnali vanno, fortunatamente, in controtendenza. Ma una pronuncia chiara e diretta delle alte sfere ecclesiastiche, ancora stenta ad arrivare.

Chiesa e terrorismo. Per quelli che scelsero la lotta armata Camillo Torres, il prete guerrigliero, fu un punto di riferimento. Così come molti terroristi si formarono in ambienti cattolici, quelli più sensibili ai temi della giustizia sociale. Una "vicinanza" che trovò conferme durante i sequestri Sossi e Moro e nella scelta di Prima Linea che consegnò le armi alla Curia di Milano. Per chiudere con gli ex terroristi impegnati nel volontariato cattolico. Si chiama Parole, opere e confessioni. La Chiesa nell'Italia degli anni di piombo il libro di Anna Valle (Rizzoli, 262 pagine, 17 euro), un viaggio-inchiesta sul ruolo della Chiesa in una delle pagine più cupe della storia contemporanea. Dagli inizi, quando alcuni ragazzi "cresciuti negli oratori" decisero che l'unica strada possibile per cambiare le cose era la lotta armata. "Mi sono chiesto tante volte i messaggi che abbiamo dato - dice Don Ciotti nel libro - se e come aiutavamo la gente a saldare la terra con il cielo". Poi c'è la vicenda Moro. La Chiesa che fa, o vorrebbe fare di tutto per salvare lo statista e quella che ferma ogni nuovo tentativo. Poi arriva il tempo della sconfitta del terrorismo. Il carcere, la dissociazione, il reinserimento nella società. E ancora una volta il ruolo importante della Chiesa. Quasi a chiudere un cerchio iniziato anni prima in tranquilli oratori di provincia.

Chiesa e Pedofila. Il più orrendo dei crimini. L'ombra peggiore sulla Chiesa. I silenzi, il dolore, le reticenze. Le parole delle vittime. Due dati, tra gli altri, che si possono leggere in Viaggio nel silenzio di Vania Lucia Gaito (Edizioni Chiarelettere, 273 pagine, 13 euro): in Italia i casi noti di pedofilia clericale sono una cinquantina ma le segnalazioni molte di più. L'elenco dei sacerdoti condannati per pedofilia è disponibile. Nel libro vengono ricostruiti episodi e si fanno nomi e cognomi. Ma quel che si vuol capire è il perché. Partendo dall'educazione nei seminari. Ne viene fuori un quadro allarmante: la mancanza di uno sviluppo psico-sessuale normale può spiegare la tendenza alla pedofilia. Le diocesi americane, dopo lo scandalo che le ha investite, hanno chiuso i seminari minori. In Italia continuano a essercene più di 100. E la testimonianza dell'ex sacerdote Alessandro Pasquinelli (che patteggia e sconta ingiustamente una condanna per pedofilia) accende i riflettori sul problema: "Ho l'impressione che nei seminari ci fosse una percentuale di omosessuali molto alta. È capitato anche a me di ricevere proposte".
[Articolo di Matteo Tonelli in www.repubblica.it del 26 maggio 2008]
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Vanità, vizi e calunnie anche nella Chiesa
[05_06_08] Una durissima lezione per gli uomini di Chiesa, peccatori come tutti gli altri uomini. E un severo ammonimento ai preti: "Non conformatevi alla mentalità di questo secolo. Occorre un vero rinnovamento della mente". Malato e sofferente per il Parkinson, pensava di non farcela, il cardinale Carlo Maria Martini, a predicare gli esercizi spirituali. E invece, appena tornato da Gerusalemme, è arrivato fino a Galloro, vicino ad Ariccia, alla casa dei gesuiti, dove si recano i sacerdoti a meditare. E con loro, interrompendo le omelie di tanto in tanto per sottoporsi ai controlli clinici, è stato molto chiaro, commentando i brani della lettera di San Paolo al romani, dove si parla del peccato: "Tutti questi peccati, nessuno escluso, sono stati commessi nella storia del mondo, ma non solo. Sono stati commessi anche nella storia della Chiesa. Da laici, ma anche da preti, da suore, da religiosi, da cardinali, da vescovi e anche da papi. Tutti".
Una vera e propria lezione sui "vizi capitali" della Chiesa d'oggi, senza nessun timore di dire cose sgradevoli. Anzi con la certezza di offrire "una pista di riflessione". Martini ha voluto parlare dei "peccati che interessano proprio noi come chierici": anzitutto i peccati "esterni", come le fornicazioni, gli omicidi e i furti, precisando "questi ci toccano meno di altri, ma comunque ci riguardano anch'essi". E poi è passato ad esaminare "le cupidigie, le malvagità, gli adulteri". Ha ammonito: "Quante bramosie segrete sono dentro di noi. Vogliamo vedere, sapere, intuire, penetrare. Questo contamina il cuore. E poi c'è l'inganno, che per me è anche fingere una religiosità che non c'è. Fare le cose come se si fosse perfettamente osservanti, ma senza interiorità".
L'arcivescovo emerito di Milano ha parlato poi dell'invidia, "il vizio clericale per eccellenza: l'invidia ci fa dire "Perché un altro ha avuto quel che spettava a me?". Ci sono persone logorate dall'invidia che dicono "Che cosa ho fatto di male perché il tale fosse nominato vescovo e io no?"". E ancora: "Devo dirvi anche della calunnia: beate quelle diocesi dove non esistono lettere anonime. Quando io ero arcivescovo davo mandato di distruggerle. Ma ci sono intere diocesi rovinate dalle lettere anonime, magari scritte a Roma... ".
Carlo Maria Martini, vescovo per 22 anni a Milano, sente il dovere di parlare esplicitamente ai giovani preti, auspicando un rinnovamento: "Devo farlo perché sarà l'ultimo ritiro, fa parte delle scelte che fa una persona anziana e in dirittura d'arrivo, ci sono cose che devo dire alla Chiesa". La sua lezione continua giorno dopo giorno durante la settimana di ritiro spirituale. "San Paolo parla del "vanto di fare gruppo", di coloro che credono di fare molti proseliti, di portare gente perché così si conta di più. Questo difetto grave è molto presente anche nella Chiesa di oggi. Come il vizio della vanagloria, del vantarsi. Ci piace più l'applauso del fischio, l'accoglienza della resistenza. E potrei aggiungere che grande è la vanità nella Chiesa. Grande! Si mostra negli abiti. Un tempo i cardinali avevano sei metri di coda di seta. Ma continuamente la Chiesa si spoglia e si riveste di ornamenti inutili. Ha questa tendenza alla vanteria".
Non fa nomi, Martini, se non quello del papa Benedetto XVI, citato tre o quattro volte, affettuosamente: "Dobbiamo ringraziare Dio di averlo, anche se poi abbiamo qualcosa da criticare". Ma Martini è come se volesse anche mettere in guardia Ratzinger quando, riprendendo le parole del papa, mette in guardia i preti dal "vanto terribile del carrierismo": "Anche nella Curia romana ciascuno vuole essere di più. Ne viene una certa inconscia censura nelle parole. Certe cose non si dicono perché si sa che bloccano la carriera. Questo è un male gravissimo della Chiesa, soprattutto in quella ordinata secondo gerarchie perché ci impedisce di dire la verità. Si cerca di dire ciò che piace ai superiori, si cerca di agire secondo quello che si immagina sia il loro desiderio, facendo così un grande disservizio al Papa stesso".
Un quadro fosco, che il grande biblista, dettaglia, come può solo chi conosce dall'interno i meccanismi di potere della Chiesa: "Purtroppo ci sono preti che si pongono punto di diventare vescovi e ci riescono. Ci sono vescovi che non parlano perché sanno che non saranno promossi a sede maggiore. Alcuni che non parlano per non bloccare la propria candidatura al cardinalato. Dobbiamo chiedere a Dio il dono della libertà. Siamo richiamati a essere trasparenti, a dire la verità. Ci vuole grande grazia. Ma chi ne esce è libero".
[Articolo di Zita Dazzi in www.repubblica.it del 5 giugno2008]
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Scoperto il profumo della Maddalena
[11_12_08] Preziose ampolle in terracotta e in vetro finissimo, contenenti quello che potrebbe rivelarsi come il «profumo della Maddalena», l'unguento usato per ungere i piedi di Cristo. La notizia del ritrovamento arriva dal sito archeologico di Magdala, sul lago di Galilea, dove sono impegnati da diversi anni gli archeologi dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme. Nel complesso termale compreso nella più vasta area archeologica di Magdala è stato rinvenuto un ninfeo del I secolo d.C. che ha restituito agli studiosi materiale di grandissima importanza: «In una piscina piena di fango - spiega padre Stefano De Luca, il direttore degli scavi - abbiamo ritrovato materiale risalente al più tardi al 70 d.C.».
www.terrasanta.net
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Piccolo Buddha lascia la tonaca
[31_05_09] Non ha retto alla dura disciplina monacale e, una volta diventato adulto, anziché diventare maestro spirituale dei buddisti tibetani ha scelto di tornare nel suo Paese di origine, la Spagna, dove ora studia cinema, e si dichiara perfino agnostico. Osel, il bambino spagnolo che a soli 14 mesi, nel maggio del 1986, venne riconosciuto dal Lama Zopa come la reincarnazione del venerabile Lama Yeshe, dopo 12 anni trascorsi in monastero è andato a vivere a Madrid e al quotidiano "El Mundo" descrive la sua infanzia come "piena di sofferenze".

Quando è diventato un ragazzo ha detto basta, si è tolto la tunica granata e lo scialle giallo ed ha deciso di vivere la sua vita nel mondo facendo perdere le sue tracce. Fino ad oggi, quando ha deciso di raccontare la sua storia al quotidiano spagnolo. «A 14 mesi già mi avevano riconosciuto e portato in India. Mi misero una tunica gialla e mi fecero sedere su un trono. La gente mi venerava ... Mi tolsero alla mia famiglia e mi portarono in una situazione medievale nella quale ho sofferto moltissimo. Era come vivere in una bugia», racconta Osel Hita Torres che, a 24 anni, ha deciso di «riprendere il controllo» della sua vita. (www.corriere.it)
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Corte UE: via i crocefissi dalle scuole
Una mano attacca alla parete il Crocefisso [03_11_09] Accogliendo il ricorso di un'italiana, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che la presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche "rappresenta una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni''. Per Frattini è un "colpo mortale all'Europa dei valori e dei diritti", il ministro Gelmini chiede che non vengano toccate "le nostre tradizioni". Bersani, segretario del PD, dichiara: "Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto. Io penso che un'antica tradizione come il crocefisso non può essere offensiva per nessuno".

Noi di Angeli sulla pelle ribadiamo quello che abbiamo sempre sostenuto e cioè: 
“Il Crocefisso è il “simbolo” di un uomo che per esprimere compiutamente tutto l’amore per l’umanità ha scelto di donare la propria vita sulla croce. E’ il simbolo della forza dell’amore che dà senso alla vita di ogni uomo aldilà di ogni convinzioni religiosa, fede politica e concezione del mondo e della vita.
Non è necessario avere una qualche fede religiosa per ritenere o no il Crocifisso il simbolo dell’amore. Tutti gli uomini che hanno raggiunto un’elevata coscienza di sé ne hanno piena consapevolezza.
Qualcuno di noi, pur non definendosi cattolico, ha sul suo tavolo di lavoro il Crocefisso per non dimenticare mai che l’amore è l’unica forza che può alimentare i rapporti fra gli uomini”. 
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La Svizzera dice no ai minareti
[29_11_09] Il 57,5% dei votanti svizzeri ha detto sì al divieto di costruire nuovi minareti, secondo i risultati definitivi del referendum svoltosi oggi nella Confederazione.
Il risultato del voto costituisce una sorpresa poiché smentisce i sondaggi che prevedevano un rifiuto dell'iniziativa promossa dalla destra nazional-conservarice.
Si tratta inoltre di una sconfitta per il governo che aveva fatto campagna contro la proposta, insieme alla maggioranza dei partiti. La proposta di nuovo articolo costituzionale contro la costruzione di minareti è stata approvata da tutti i 26 cantoni della Confederazione tranne quattro: Basilea-città, cantone di Vaud, Ginevra e Neuchatel che la hanno respinta.

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Donna gay vescovo di Los Angeles
[06_12_09] lUna donna gay è stata scelta dalla Chiesa episcopale (il ramo americano della Chiesa anglicana) come vescovo della diocesi di Los Angeles, che conta 70mila fedeli ed è una delle più grandi degli States.
La reverenda Mary Glasspool, 55 anni, di Baltimora, è la prima gay dichiarata a diventare vescovo dopo Robinson: nel corso della tradizionale convention annuale ha ottenuto 153 voti tra gli esponenti del clero e 203 voti dagli esponenti laici, ottenendo così la maggioranza dei suffragi. Ora la sua elezione dovrà ora essere convalidata dai vescovi delle 108 diocesi del Paese. Succede nell'incarico a un'altra donna, Diane Jardine Bruce: è la prima volta in 114 anni che questo accade. Figlia di un prete episcopale, la Glasspool indossa l'abito talare da 27 anni e da più di venti ha apertamente una relazione con una donna. Nella lista dei sei candidati, oltre a lei, c'era anche un altro sacerdote omosessuale.[www.corriere.it]

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Crocefisso: accolto il ricorso dell'Italia

Una mano attacca alla parete il Crocefisso [02_03_10] La Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto il ricorso presentato dall'Italia contro la sentenza che, a novembre, ha sostanzialmente bocciato la presenza del crocefisso nelle aule scolastiche. Il caso sarà quindi esaminato di nuovo nei prossimi mesi. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha espresso "vivo compiacimento" per la decisione.
Sarà la Grande Camera di Strasburgo che, a questo punto, esaminerà il caso. Evidente l'entusiasmo di Frattini al momento in cui ha appreso la notizia. "E' con soddisfazione che constato che sono stati accolti i numerosi e articolati motivi di appello che l'Italia aveva presentato alla Corte", ha detto.

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Abito da prete
 

Falso prete confessa e dice messa per anni
[06_11_10] Falso prete smascherato a Fane, piccola località veronese sulle colline di Negrar. Per vent'anni ha celebrato messe e confessato, ma non era sacerdote. Ogni estate veniva a dare una mano ai parroci del luogo, l'ultimo dei quali in ordine di tempo, dopo la messa, ha rivelato la verità.
Il falso prete è stato smascherato per caso e si è scoperto che il vero nome del finto sacerdote sarebbe Italo G., 84 anni, residente a Perugina.

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Benedetto XVI
 

Il Papa apre al profilattico
[21_11_10] Esce il 23 novembre il libro con l'intervista concessa da Benedetto XVI a Peter Seewald " Il Papa, la Chiesa e i segni dei tempi".
Sull'uso del preservativo il papa dice:" Concentrarsi solo sul profilattico vuol dire banalizzare la sessualità, e questa banalizzazione rappresenta proprio la pericolosa ragione per cui tante e tante persone nella sessualità non vedono più l'espressione del loro amore, ma soltanto una sorta di droga, che si somministrano da sé. Perciò anche la lotta contro la banalizzazione della sessualità è parte del grande sforzo affinché la sessualità venga valutata positivamente e possa esercitare il suo effetto positivo sull'essere umano nella sua totalità.
Vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole. Tuttavia, questo non è il modo vero e proprio per vincere l'infezione dell'Hiv. È veramente necessaria una umanizzazione della sessualità.

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Dalai Lama
 

Il Dalai Lama rinuncia al ruolo di guida politica
[11_03_11] Il Dalai Lama ha annunciato la sua intenzione di dimettersi dal suo ruolo di guida politica dei tibetani per far posto ad un suo successore eletto dal Parlamento in esilio. E' quanto emerge da un messaggio in occasione del 52/o anniversario del sollevamento popolare contro l'occupazione cinese del Tibet.
''Da quando ho manifestato questo proposito - ha dettp - ho ricevuto molte richieste di continuare ad esercitare la guida politica'', ma 'il mio desiderio di trasferirla e (...) per il bene a lungo termine di tutti i tibetani''.

Commento:
Sarebbe un gran bene se anche il Papa cattolico annunciasse la sua rinuncia alla guida politica del cattolicesimo. Non è Benedetto XVI che nel suo ultimo libro 'Jesus' a ricordare che il Cristo ha separato la religione dalla politica? "Con il suo annuncio - scrive Benedetto XVI - Gesù ha realizzato un distacco della dimensione religiosa da quella politica, un distacco che ha cambiato il mondo e che veramente appartiene all'essenza della sua nuova via".
Per il 17 marzo giorno indicato  per le celebrazioni del 150° anno dell'Unità d'Italia,  attendiamo, si fa per dire,  che anche il Papa cattolico comunichi al mondo di voler rinunciare al ruolo di guida politica del cattolicesimo.
Oppure no!

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Il Crocefisso in Tribunale non lede libertà religiosa

Una mano attacca alla parete il Crocefisso [14_03_11] L'esposizione del crocefisso nelle aule di tribunale non lede il principio della libertà di religione.
Le sezioni unite della Cassazione confermano la rimozione dalla magistratura, disposta dal Consiglio Superiore della Magistratura, del giudice di Camerino che si era rifiutato di tenere le udienze in un'aula in cui era esposto il simbolo della cristianità. Un rifiuto a svolgere il proprio lavoro che era continuato anche dopo che il presidente del tribunale aveva messo a disposizione del giudice un'aula senza la croce.
I giudici di piazza Cavour non mancano di sottolineare come la presenza del simbolo cristiano, nelle scuole come nei tribunali, non intacchi il principio della laicità dello stato che non può assolutamente essere messo in dubbio.

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Il Crocefisso: la Corte europea assolve l'Italia

Una mano attacca alla parete il Crocefisso [18_03_11] Da Strasburgo giunge l'assoluzione per l'Italia sulla vicenda del crocefisso nelle aule scolastiche. La Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo ha assolto il governo italiano dall'accusa di violazione dei diritti umani per l'esposizione del simbolo della religione cattolica. Per i giudici non è provata l'influenza sugli alunni dell'esposizione del crocefisso in classe.
La decisione della Corte, che è stata approvata con 15 voti favorevoli e due contrari, è stata presa dopo il ricorso di una cittadina italiana di orgine finlandese, Soile Lautsi, che contestava la presenza del crocefisso nella scuola pubblica frequentata dal figlio ad Abano Terme, affermando che è un attentato alla libertà di coscienza e al diritto di ognuno a ricevere un'istruzione conforme alle proprie convinzioni. La sentenza è definitiva e rovescia il giudizio di primo grado del 3 novembre 2009 che aveva provocato forti polemiche.

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Acqua pura esce da altare di una chiesa
Santa Maria Assunta in Maccio di Villa Guardia presso Como [04_04_11] Da un decennio, con un'intensità notevolmente accresciuta nel corso degli ultimi anni, nella chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta in Maccio di Villa Guardia presso Como, dove il signor Gioacchino Genovese, ha vissuto particolari esperienze di preghiera fuoriesce acqua allo stato puro da un altare. Lo ha annunciato un sacerdote che si occupa della chiesina.
L'uomo aveva chiesto giorni fa ai carabinieri del Ris di Parma di accertare di che liquido si trattasse. Il responso è arrivato proprio in questi giorni: quella che fuoriesce dall'altare di marmo è acqua purissima, la cui presenza in quel punto risulta però inspiegabile.
La diocesi nei mesi scorsi, proprio a causa delle particolari esperienze di preghiera di Genovese, e dopo un lungo periodo di osservazione del fenomeno, aveva elevato la parrocchia a rango di santuario mariano.

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E' morto Sathya Sai Baba
Sathya Sai Baba [24_04_11] È morto Sathya Sai Baba, considerato da milioni di fedeli una divinità vivente. Nato nel novembre del 1926, si è spento dopo che da oltre una settimana non respirava più autonomamente ed era sottoposto a dialisi nell'Istituto di scienze mediche Sri Sathya Sai. Secondo un bollettino medico dell'ospedale appartenente alla fondazione che porta il suo nome e dove era ricoverato da 27 giorni, Sai Baba è morto alle 7.40 ora indiana (4.10 in Italia) per collasso cardiocircolatorio. Aveva 85 anni. Le autorità indiane hanno rivolto un appello alla calma. Migliaia di persone sono confluite nei giorni scorsi nella cittadina dell'Andhra Pradesh, mentre riunioni di preghiera sono in corso nelle migliaia di centri da lui fondati in India e nel mondo.

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Monaci incappucciati in piedi visti da dietro
 

2 mil/euro per il 'conforto religioso'
[23_05_11] In Toscana si spendono due milioni di euro l’anno perché sono stati assunti 77 religiosi in pianta organica. Così, dopo aver presentato un’interrogazione, il consigliere regionale Mauro Romanelli, ha deciso di organizzare un convegno a Firenze. "Non per impedire che i religiosi, di ogni credo e non solo i cattolici, siamo presenti negli ospedali e nelle Asl - spiega Romanelli - ma per rendere questa pratica volontaria e gratuita, al massimo con un rimborso spese".



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