| |
La carrozza si fermò davanti
alla locanda e Lewis scese in mezzo al fango della strada, quella notte
pioveva da far spavento anche al più grande degli ombrelli.
“Stasera ti vedo meglio, Etienne!” disse al cocchiere,
“Davvero?” rispose lui,
“Era una battuta ... ”
“Ah ... scusa ... ” e la carrozza ripartì.
“Gli uomini invisibili non hanno proprio senso dell’umorismo
... ” pensò Lewis ed entrò nella locanda.
Dopo aver richiuso la porta, si accese una sigaretta e si avviò
verso il tavolo dove lo attendeva uno strano tipo vestito di rosso e nero,
che sorrideva a tutti in maniera strana, quasi malvagia.
“Ciao Joker ... ”
|
|
 |
“Alla buon’ora! Vuoi
farmi diventare vecchio in una locanda?”
“Tu non puoi diventare vecchio, Joker, e poi ho avuto parecchio
da fare stasera ... ”
“Cosa ci sarà mai da fare nel mondo degli umani?” disse
il Joker accentuando il suo sorriso
“Oggi ho avuto una giornataccia ... alle volte penso che dovrei
trasferirmi qui per sempre ... ” disse di rimando Lewis,
“Ah! Non pensarci più adesso! Mildred, porta un boccale di
birra a quest’anima in pena ed anche qualcosa da mangiare! Ah! E
porta un’altra birra anche per me!”, la voce stridula del
Joker riempì la sala, poi si girò di nuovo verso il suo
amico e disse “Allora, cosa si fa di bello stanotte? Potremmo dipingere
di blu tutta la foresta delle fate! Già vedo Titania che urla dalla
rabbia! Certo che quella regina manca proprio di senso dell’umorismo!”
“Potrebbe essere un’idea, oppure potremmo allagare di nuovo
la tana del drago ... l’ultima volta ci ha messo tre giorni per
asciugare i suoi tesori!” rispose Lewis aspirando una boccata di
fumo dalla sua sigaretta.
Mentre i due amici discutevano, Mildred la locandiera portò loro
la birra ed un enorme vassoio di cinghiale arrosto e raccomandò
al Joker di non prendere in giro il Cavaliere senza Macchia e senza Paura
perché l’ultima volta era rimasto a piangere in un angolo
per cinque giorni, a Lewis invece sorrise e disse che avrebbe dovuto smetterla
di andare in giro con certi nullafacenti buoni a nulla. |
|
| |
“Io non sono un nullafacente!
Sono un artista!!! Qui nessuno mi capisce!” urlò il Joker
con una voce che ricordava il suono delle unghie che grattano una lavagna.
“Sentitelo come urla il nostro buffone!”, al tavolo si avvicinò
uno spaventapasseri con una zucca infuocata in testa,
“Ciao Jack!” disse Lewis,
“Buonasera Lewis, Mildred ha ragione ... non dovresti star qui
con questo pagliaccio ... ”
“Detto da uno che ha la testa in fiamme suona un po’ ridicolo,
non credi fiammiferino?”, il Joker aveva una particolare antipatia
per Jack Lanterna.
Jack una volta era un fabbro ubriacone che ebbe la sventura di incontrare
il Diavolo in un pub, alcuni dicono nella notte di Halloween.
Quella sera aveva bevuto troppo e stava per cadere nelle mani del Diavolo,
quando riuscì ad imbrogliarlo offrendogli la sua anima in cambio
di un'ultima bevuta.
Il Diavolo si trasformò in una moneta da sei pence per pagare l'oste
e Jack riuscì velocemente a mettersi quella moneta nel borsellino.
Poiché Jack teneva lì anche una croce d'argento, il Diavolo
non poteva tornare alla sua forma originaria.
Jack lasciò andare via il Diavolo solo a patto che questi gli promettesse
di non reclamare la sua anima per i successivi 10 anni.
Il Diavolo accettò.
Dieci anni dopo Jack lo incontrò di nuovo mentre camminava lungo
una strada di campagna, il Diavolo era tornato per la sua anima, ma Jack,
riflettendo velocemente, gli disse "Verrò, ma prima potresti
prendermi una mela da quell'albero?".
Il Diavolo, pensando di non aver nulla da temere, balzò sulle spalle
di Jack per prendere la mela. Jack tirò fuori un coltello e intagliò
una croce sul tronco dell'albero.
Questo lasciò il Diavolo a mezz'aria, incapace di raggiungere Jack
o la sua anima.
Jack gli fece promettere di non tornare mai più per reclamare la
sua anima e, non vedendo via d'uscita, il Diavolo acconsentì.
Nessuno tramanda come il Diavolo riuscisse a tornare di nuovo a terra!
Quando alla fine Jack morì, anni dopo, non fu ammesso in cielo,
a causa della sua vita dissoluta, da ubriacone e truffatore.
Così si recò all'entrata dell'inferno, ma il Diavolo lo
rimandò indietro perché aveva promesso di non prendere mai
l'anima di Jack.
"Ma dove posso andare?", chiese Jack. "Torna da dove sei
venuto!", gli rispose il Diavolo. |
|

  |
Ma la strada del ritorno
era buia e ventosa.
Jack implorò il Diavolo di dargli almeno una luce per trovare la
giusta via e il Diavolo, spazientito, gli gettò un carbone ardente
che proveniva dalle fiamme dell'inferno.
Per illuminare il cammino e per non farlo spegnere dal vento, Jack lo mise
in una zucca che stava mangiando.
Da allora Jack fu condannato a vagare nell'oscurità con la sua lanterna,
fino al Giorno del Giudizio.
Spesso passava dalle parti della locanda, soprattutto nelle serate di pioggia,
perché aveva paura che l’acqua potesse spegnere il fuoco nella
sua zucca ... il Diavolo si era dimenticato di dirgli che le fiamme dell’Inferno
bruciano per sempre.
“Il drago ha detto che se allagate di nuovo la sua tana stavolta non
ve la farà passare liscia” disse a Lewis ed al Joker mentre
si sedeva “i suoi reumatismi sono peggiorati dall’ultimo scherzo
che gli avete fatto!”, il Joker non riuscì a trattenere una
risatina stridula.
“Forse abbiamo esagerato ... ” disse Lewis, “Ma no!
E’ solo un vecchio brontolone!” rispose il suo sorridente amico
“Vedrai che quando gli porteremo quei gioielli che abbiamo trovato
nel Bosco dei Sogni si dimenticherà tutto!”
“Ohhh! Ma stasera è con noi anche lo STREGATTO!”
“Non chiamarmi così Joker, sai che odio quel nome! Se quella
bambina petulante non fosse capitata per sbaglio nel Paese delle Meraviglie
sarebbe stato meglio!!! Io non mi chiamo STREGATTO!!!”, la creatura
che aveva parlato, in effetti, non sembrava proprio un gattino, aveva zanne
e artigli affilati, occhi rossi come carboni ardenti, la sua pelliccia aveva
strane striature nere e soprattutto era grande come un cavallo.
“Non capisco perché le bambine debbano infiocchettare di rosa
tutto quello che vedono!!! Quella lì ha avuto il coraggio di raccontare
tutto quello che ha visto ed ovviamente è stata rinchiusa in una
stanza imbottita, dove passa le giornate a dondolare la testa mentre recita
una strana cantilena! Avrebbe dovuto tener tutto per sé . . . ”
“Forse hai ragione!” disse Chesire, lo stregatto, “il
bello della fantasia è che la realtà è brutta e fa
male . . . avrebbe dovuto conservare quello che ha visto nel suo animo e
non farne parola con nessuno . . . ” ed emise un mugolio triste.
CRASH! Un improvviso schianto scosse la quiete della taverna . . . il Joker
aveva allungato un piede da sotto il tavolo proprio mentre passava il Cavaliere
senza Testa che, per ovvi motivi, non aveva visto l’ostacolo, vi era
inciampato ed adesso si trovava disteso insieme alle macchie di unto e ad
uno scarafaggio.
L’autore del misfatto non seppe trattenersi e scoppiò in una
fragorosa risata così che Mildred lo afferrò per un orecchio
e gliene disse così tante che una persona qualunque ne avrebbe avuto
vergogna per almeno due vite . . . ma lui non era una persona normale, era
il Joker.
Così, dopo che Mildred si fu calmata, si rimise a sedere tranquillo
mentre osservava digrignando i denti, il povero Cavaliere che cercava
tentoni la sua spada e riprendeva il suo cammino verso una meta che probabilmente
nemmeno lui conosceva.
“Prima o poi pagherai il prezzo di tutto questo ridere, Joker”
disse Jack Lanterna mentre osservava il suo riflesso in un boccale di
birra,
“Sicuramente prima si spegnerà la fiamma nella tua zucca,
Jack, ed io sarò lì a ridere mentre tu vagabonderai nel
buio dei tuoi peccati.”Lo spaventapasseri non rispose, ma la fiamma
che ardeva nei suoi occhi divenne più tenue, come se per un attimo
avesse temuto che le parole del buffone potessero avverarsi.
“Non sono venuto qui stasera per ascoltarvi mentre vi scambiate
gentilezze”, le parole vennero fuori dalla bocca di Lewis miste
al fumo della sigaretta che si era acceso mentre osservava i due litigare,
“sarei rimasto nel mio mondo stasera, se avessi saputo che qui non
è poi così diverso!”
“Il nostro amico ha ragione!” ruggì Chesire “Se
non sbaglio stasera avevamo in programma di divertirci!”
“È vero!” disse il Joker balzando sul tavolo “Qual
è il programma di stasera?”
“Io direi che l’idea di dipingere di blu la foresta delle
fate non è poi così male!” adesso anche Lewis si era
alzato in piedi pronto ad affrontare qualsiasi avventura
“Sono d’accordo! Domattina Titania s’infurierà
come il più grande dei draghi!” dissero in coro Jack Lanterna
e Chesire
“Allora andiamo!!! Si da il caso che abbia già la vernice!”,
con un balzo Joker scese dal tavolo e si avviò verso la porta seguito
dagli altri che già ridevano entusiasti della notte che li aspettava.
“Se Titania verrà a domandare chi è stato farò
i vostri nomi!!!”, ma l’avvertimento di Mildred si perse nel
nulla ... i quattro amici si erano già avviati cantando sotto
la pioggia ed oramai si distingueva solo la fiamma nella zucca di Jack,
che ardeva incessantemente, quasi a voler bruciare i peccati del mondo. |
|