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E sulle note musicali di Ennio Morricone che ricordo una parte del film Nuovo cinema paradiso dove un ragazzo promette di aspettare per cento giorni la sua amata, sotto la finestra, finchè non gli dirà ”si”. Tutte le notti con la pioggia, con la neve, al freddo, il ragazzo aspetta, ma la ragazza non apre mai quella finestra, e Il ragazzo il novantanovesimo giorno se ne va ...
Perchè non aspettare il centunesimo giorno? Forse non si vuole aspettare la fine, ma ci si ritira sempre prima per non dovere ricevere un “no”.
E allora mi chiedo, se vale sempre la pena aspettare, anche se quello che aspettiamo può non piacerci, mi domando se è meglio rischiare di sbagliare, se è meglio aspettare un finale senza sperare che qualcosa ci venga chiesto.
Facciamoci ascoltare, rendiamoci ridicoli se necessario, perché non è forse più ridicolo tacere?; non è sempre meglio sapere di aver fatto l’impossibile, di averci provato, di averci creduto.
Quando desideri tanto una cosa e non credi di potercela fare, la vorresti subito e allora chiudi gli occhi e inganni l’attesa, facendo cose senza senso, e la tua mente rielabora immagini fantastiche di un bacio ... un bacio signori … non immagini altro che un bacio … quel bacio rubato. |
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Me ne andai via lontano, in un posto dove la pace mi ha sempre aspettato, dove ho sempre trovato la calma che per molto tempo mi è stata negata. Li c’era il mio passato, il mio presente, ma non sapevo che lì avrei trovato il mio futuro.
I ricordi dei miei amori, quelli che per anni hanno consumato il mio cuore, la mia anima; amori che mi hanno fatto disperare, gioire, piangere, sognare, e che hanno lasciato un segno del quale porto ancora le ferite; ero lì per dimenticare, e invece tutto mi tornò alla mente.
Lo aspettavo in quella stazione, e l’attesa mi innervosiva sempre di più, perché mi chiedevo che cosa ci facessi lì, ad aspettare un uomo, quell’essere umano che avevo deciso di bandire dalla mia vita per molto tempo!!basta con le sorprese, le insicurezze la confusione … !!basta!!
Signori della giuria, quando lo vidi dimenticai tutti i miei buoni propositi.
Entrò nel mio cuore in silenzio quasi furtivamente, e si portò via quello che ancora mi era rimasto, mi rubò quello che per tanto mi tenevo stretta ...
Sembrava tutto così facile; come faceva a dire esattamente le cose che avrei voluto sentire? Era entrato nella mia mente e mi aveva rubato anche i pensieri? no, non poteva essere. Mio Dio quest’ uomo si stava insinuando dentro di me come un veleno letale, e io non avevo l’antidoto, e da lì a poco mi avrebbe fatto morire, disarmata indifesa davanti a lui che mi conquistò senza pietà.
Ma chiaramente una sorpresa si nascondeva dietro al suo splendido sorriso …
Questa sorpresa aveva i capelli castani, e un bel visino. Chiunque lei fosse, credetti che il mio destino non mi risparmiava mai, mi metteva sempre alla prova. Ma questa signori, era l’ennesima prova e io non ero pronta non in quel momento, non proprio quando stavo riprendendo fiato.
La ragione dice che è impossibile, l’amore dice è quel che è … l’orgoglio dice che è ridicolo … l’amore dice è quel che è !!
Continuai per i due giorni successivi a ripetermi che sarei tornata a casa e tutto sarebbe andato come sempre. Avevo avuto ben altre sorprese in passato, e non sarebbe stata questa a spezzarmi. Ma non fu così. C’era qualcosa di illogico,non sapevo se quello davanti a me fosse un angelo o il diavolo in persona .
Pensavo a lui ogni giorno, ma il fatto di sentirlo spesso mi faceva star meglio. Solo che poi … improvvisamente il silenzio. Panico. Cominciai ad ingannarmi, pensando a cose banali del tipo che forse non gli andava il telefono, o che il mio era rotto, o che gli alieni l’avessero rapito, o un elefante avesse calpestato il suo telefono, o per sbaglio un virus gli avesse cancellato tutti i numeri di telefono … o forse solo il mio !! o forse, semplicemente, non aveva voglia di sentirmi, perché la distanza fa dimenticare … o forse non era solo, e di me non aveva bisogno.
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Perché quello stronzo di telefono non suonava … suona !!! Suona.
Certo potrei chiamarlo io, ma ultimamente non so se sia peggio non sentirlo o sentirlo, perché dopo avere ascoltato la sua voce rimango per circa un’ora con un espressione da idiota, sperando sempre che lui mi dica che gli manco e mi chieda di andare da lui ... ! così sospiro e sbuffo.
E così mi gira per la testa per molto tempo, gira e rigira senza fermarsi mai.
Ma sì … (mi ripeto mentendo) in fondo sto bene da quando non c’è, a parte certi momenti in cui resto senza orgoglio e penso a quanto lo vorrei …
Solo che adesso alla domanda di prima: “Lei chi è? “La risposta è … ”chi se ne frega chi è …! so chi sono io, e so che voglio lui, ora. E questo mi basta. Ora devo solo augurarmi che lui apra quella finestra, così come si sveglia la mattina si lava e si veste.
Credo che a volte l’amore sia anche rischiare di restare sotto una finestra chiusa desiderando che si apra, e credo che quello che ci appartiene non si può perdere nemmeno se lo gettiamo via. |