Racconti di Natale
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Racconti on line


   
Andrea e la missione di Silvia P.

Si stava avvicinando il Natale, e tutti i paesi erano rivestiti di un manto luccicante, coloratissimo.
Era come una tela; lì c'era un pupazzo di neve con la pipa in bocca, più in là c'era Babbo Natale che rideva festosamente, laggiù c'erano sono tante luci a zig-zag, lassù tante stelle intervallate da alberi di Natale, . . .
Vicino una foresta, in una radura accanto ad un bel laghetto, c'era una piccola casina di legno dove abitava una famigliola. C'era il padre, alto, occhi scuri che face il taglialegna, la madre, giovane con tanti boccoli d'oro che le scendevano delicatamente lungo le spalle.
Infine c'era il piccolo Andrea, aveva i capelli corti e castani come gli occhi, carnagione più scura, gentile e sensibile. A lui piaceva molto il Natale, ma quest'anno era ancora più bello, perché gli nasceva la sorellina. Aveva anche deciso il nome, l'avrebbe chiamata Benedetta.
Però a, a sua insaputa, i genitori volevano divorziare. Lui dalla sua cameretta li sentiva sempre bisticciare, si dicevano frasi forti, violente e sentiva sua madre correre per le scale e piangere, piangere. Non sapeva cosa stava succedendo, aveva paura, era triste molto triste. Allora si alzava dal letto e, sempre tenendo ben stretto Teddi andava dalla mamma e la consolava.
Mancavano solo tre giorni a Natale, ed ecco che fiocco dopo fiocco, cadde una fitta neve, che danzava per il cielo, così soave, leggera, armoniosa. Sembravano tante farfalle bianche, che si posavano dolcemente in quella atmosfera soave, che aveva sorpreso tutti nel sonno. Appena Andrea si svegliò corse subito dalla mamma ad annunciare la bella notizia. Lei, allora, lo vestì di tutto punto: capellino azzurro, il cappotto imbottito multicolore, i pantaloni bianchi a pois lilla e scarpe rosse! Anche il suo orsacchiotto Teddy aveva freddo! Bisognava vestirlo! Andrea prese un cappellino verde e glielo mise in testa. Si precipitò subito fuori, tuffandosi nella neve. Si divertiva moltissimo: tuffi, capriole, salti, corse . . .
Quando fu stanco decise di fare un bel pupazzo di neve insiema al papà. Cominciarono subito: doveva essere il pupazzo di neve più grande e più bello. Dopo averlo modellato, misero una carota per il naso, con due olive nere fecero gli occhi e al posto dei bottoni misero dei biscotti. Infine Andrea gli mise una sciarpa verde e un cappello dello stesso colore. Era bellissimo !!
Quella sera, tutto eccitato, dopo cena andò subito a letto pensando all'indomani: il giorno di Natale. Si addormentò profondamente sognando il dono che avrebbe ricevuto. Scoccò la mezzanotte, e le campane batterono i dodici rintocchi. Si sentì bussare, Andrea, infastidito, aprì un occhio, e appena volse lo sguardo alla finestra . . . ORRORE !
C'era un mostro !!! Spaventato si nascose sotto la coperta tenendo stretto stretto Teddy. Ripresosi dallo spavento, guardò di nuovo fuori dalla finestra. E chi vide? Il suo pupazzo!
Sì, sì non c'era dubbio, era proprio lui. Con grande stupore aprì la finestra e lui con un salto balzò dentro. "Vuoi dei biscotti? Del latte? Della cioccolata?" Disse tutto entusiasta. Poi, prendendolo per un braccio, lo trascinò per le scale. Non gli dava un attimo di tregua. Lo fece sedere sulla sedia a dondolo e gli porse diverse pietanze squisite. Quand'ebbe finito di mangiare si presentarono. "Ciao! Io sono il tuo pupazzo di neve. Sono qui per farti svolgere una missione molto importante". Andrea lo fissava stupito, non aveva mai visto niente del genere. "Presto! Non c'è tempo da perdere!" disse dopo aver dato un'occhiata al suo orologio. Si avviarono tutti e due verso la porta, la aprirono e "Brr! Che freddo!" esclamò Andrea. "Corri a prendere un giubbotto" disse il pupazzo. Andrea corse, e si mise il giacchetto regalatogli dal nonno: era speciale, si chiamava giacchetto termico. Non l'aveva mai indossato, ma questa volta era l'ideale. Usciti dalla casa il pupazzo disse: "Ti darò questo sacco, è magico, durante il viaggio dovrai raccogliere quattro "stelle blu" e "una stella bianca". "A proposito" aggiunse "come mi chiami? E' molto importante saperlo per la nostra missione". "Cosa ne dici di . . . Fiocco di neve?". "Perfetto" disse fiero. Poi recitò la formula magica a ritmo di rap "Gira, gira, gira di più, Fiocco di neve deve andare laggiù, gira, gira, vola lassù Fiocco di neve vola di più". Ed ecco che magicamente presero il volo, era fantastico, stupendo.
Viaggiarono per molto tempo, Andrea raccoglieva ad una ad una le stelle. Era bravissimo! Quando arrivarono non erano soli, erano insieme a tanti altri pupazzi di neve tutti accompagnati da un bambino diverso: uno egiziano, uno russo, uno americano, palestinese, africano . . .
Ad un tratto si sentì un trillo di campanelli dorato, era Babbo Natale! Cominciarono tutti a ballare allegramente. Poi Babbo Natale disse ai bambini "Entrate nel lago ghiacciato e cercate le stelle bianche". Tutti obbedirono. Quando le ebbero trovate le unirono e diventarono un'unica e grande stella che aveva il potere di mantenere la pace in tutto il mondo, unirono anche le stelle blu, che avevano il potere di portare pace e amore in tutte le famiglie. Infine, Babbo Natale li invitò tutti nella sua slitta per portare i doni. La mattina di Natale, Andrea si affacciò alla finestra: felicissimo! . . . La mamma lo chiamò per aprire i regali . . .
Vide i suoi genitori felici, sereni e sorridenti davanti alla culla della sorellina appena nata, fu il più bel Natale di tutta la famiglia. 
 
Bimbo
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  Luca e Babbo Natale di Mattia

Paesaggio natalizio

C'era una volta un ragazzino un po' strano di nome Luca. Diceva di aver visto Babbo Natale, ma nessuno gli credeva.
Un giorno decise con la sorella più piccola di andare a trovarlo senza dire niente a casa. Arrivò la sera e i loro genitori non vedendoli tornare a casa incominciarono a preoccuparsi e chiamarono la Polizia.
Intanto i due bambini erano già in viaggio, ma non sapevano dove andare; decisero di comprarsi una cartina geografica e videro che la città di Babbo Natale era molto lontana, ma non si persero d'animo. Stanchi, affamati e infreddoliti, dopo due giorni di cammino, si sdraiarono per terra e con il viso rivolto nel cielo. Luca incominciò ad urlare: "Babbo Natale dove sei?", nello stesso tempo nel cielo videro un qualcosa che brillava così forte, che li accecò. Quando aprirono gli occhi accanto a loro videro una slitta con tre folletti, ordinarono ad Luca e alla sorella di salire su quel mezzo e così incominciò il viaggio attraverso paesi e città, tutti illuminati per la festa di Natale.
Finalmente arrivarono nella casa di Babbo Natale, dove c'erano tanti folletti che impacchettavano i regali per tutti i bambini. Luca e la sorella entrarono in un'ampia stanza e videro Babbo Natale molto triste. Subito gli chiesero perché era così triste e il buon vecchio rispose che una strega cattiva gli aveva rubato la slitta e così non avrebbe fatto in tempo a consegnare i regali.
I bambini decisero di aiutare Babbo Natale e incominciarono a cercare per tutto il bosco dove la neve era alta come loro. Trovarono una capanna dove dentro c'era una vecchia signora che cercava con le sue magie di mettere fuori uso la slitta. Entrarono piano. piano. Luca prese una corda, si avventò contro la strega e la legò. I due presero poi di corsa la slitta e la portarono a Babbo Natale che poté partire per la consegna dei regali. I due bambini poterono partire con lui che li portò a casa.
Sotto il loro albero di Natale i genitori, oltre ai regali, trovarono anche i loro bambini, così passarono tutti un felice Natale.
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Nelson e i folletti di Ilaria

Una volta c'era un negoziante che vendeva i giocattoli,ma proprio molto belli.Il suo nome era Nelson ed un giorno decise di fare un viaggio perché era ormai stanco di passare ore e ore nel suo negozio a costruire sempre giocattoli per bambini.
Essi, appena videro Nelson uscire dal negozio si misero a piangere da non smettere più.
Nelson arrivò fino al Polo Nord trainato dalla sua slitta e vide una piccola casetta dove decise di sostare.
Ci entrò e posò tutti i suoi bagagli.
La mattina seguente decise di ripartire ma,dopo aver percorso chilometri e chilometri di strada, si ritrovò nella stessa casetta, fece ancora vari giri ma ovunque andava si ritrovava sempre nella stessa casa. Nelson si fermò lì e, stanco per tutta la strada che aveva fatto, dormì nel suo comodo letto.
Da lontano Nelson sentì varie voci che sembravano quelle dei folletti. Preparò una trappola dove entrarono una piccola ragazzina e un ragazzino (erano folletti).Tutti e due erano impauriti perché pensavano che Nelson fosse cattivo e che li volesse mangiare. Il negoziante fece loro vedere alcuni giocattoli di legno i quali piacquero tanto ai due folletti. Nelson trovò anche un simpatico cerbiatto di nome Rudy. Un giorno, mentre i folletti andavano a cercare il cibo, Nelson venne aggredito dall'animale più grosso e più feroce che ci fosse mai stato al Polo Nord e questo si chiamava "Grande Zanna".
Appena i folletti arrivarono alla dimora di Nelson, lo videro per terra morto e così capirono che era stato Grande Zanna. La folletta era molto affezionata a Nelson: posò la sua delicata mano nel suo petto e sentì che ancora il cuore batteva; continuò a piangere e ripensò a tutte le volte che Nelson le aveva raccontato tutte quelle storie.
In quel momento una fata dolce, vestita molto elegantemente, (portava un vestito lungo azzurro chiaro con delle frappe intorno, sul capo un soffice velo che avvolgeva i suoi capelli biondi come l'oro, sulle mani aveva una bacchetta magica che stringeva forte), piano piano sussurrò: "Non piangere, lui, in fondo è stato molto buono, ora lo trasformerò!! I folletti non piansero più perché la fata, con un colpetto di bacchetta trasformò Rudy, il cerbiatto, in una renna, Nelson in Babbo Natale e tutti i suoi giochi furono impacchettati e messi nella slitta argentata. La fata disse ancora: "Ora tu ti chiamerai Babbo Natale e avrai il compito di portare i doni a tutti i bambini del mondo!"
Babbo Natale salì sulla slitta, salutò tutti i folletti e partì verso il suo paese a consegnare tutti i regali.
 
Bosco e ruscello con la neve
 

Paesaggio natalizio

 


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Il Natale di Andrea di Valentina

Albero di Natale
Andrea era un bambino che non aveva genitori poiché l'avevano abbandonato all'età di tre mesi circa.
Fino poco tempo prima, il povero Andrea, che ora aveva nove anni, viveva in un palazzo dove, i bambini privi di un padre e una madre, venivano adottati.
Andrea aveva passato tutti i Natali infelici, senza una famiglia, ma per sua fortuna aveva trovato un grande amico: Giovanni.
Andrea, poteva confidare tutti i segreti a Giovanni e viceversa.
I due giocavano sempre insieme, non litigavano mai e si aiutavano a vicenda.
Avevano la stessa età e gli stessi problemi.
A Natale Giovanni venne adottato da una famiglia felice e poco severa.
Giovanni chiese, se per questa importante festività, poteva avere come regalo Andrea e gli spiegò tutti i problemi di Andrea.
I genitori risposero di sì e adottarono Andrea.
Questa famiglia visse felice e contenta tutti i Natali.
Albero di Natale
Andrea era un bambino che non aveva genitori poiché l'avevano abbandonato all'età di tre mesi circa.
Fino poco tempo prima, il povero Andrea, che ora aveva nove anni, viveva in un palazzo dove, i bambini privi di un padre e una madre, venivano adottati.
Andrea aveva passato tutti i Natali infelici, senza una famiglia, ma per sua fortuna aveva trovato un grande amico: Giovanni.
Andrea, poteva confidare tutti i segreti a Giovanni e viceversa.
I due giocavano sempre insieme, non litigavano mai e si aiutavano a vicenda.
Avevano la stessa età e gli stessi problemi.
A Natale Giovanni venne adottato da una famiglia felice e poco severa.
Giovanni chiese, se per questa importante festività, poteva avere come regalo Andrea e gli spiegò tutti i problemi di Andrea.
I genitori risposero di sì e adottarono Andrea.
Questa famiglia visse felice e contenta tutti i Natali.
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Passi nella notte di Serena

La Vigilia di Natale Anna e Claudia avevano fatto un complotto per vedere il famoso Santa Clous, allo scoccare della mezzanotte.
Poco dopo, che erano andate a letto, udirono un rumore che proveniva dalla sala dove c'era il camino e l'albero di Natale. Era mezzanotte. Le due bambine curiose di saper da che cosa provenisse il suono, aprirono la porta, e a passi cauti andarono poco più avanti, ma . . . Nulla, non c'era nessuno; così se ne tornarono a letto pensando che era solamente una visione. Babbo Natale era dietro l'angolo della cucina e per poco non veniva visto dalle due guasta-feste; era un uomo alto, grasso, aveva le guance rosse come il fuoco, i suoi capelli bianchi sembravano neve, indossava un abito rosso, forse una XXL, sulla pancia portava una cintura nera. Invece le due ragazze Anna e Claudia erano magre e gemelle, questo fatto le aiutava perché solo la mamma sapeva distinguerle. A scuola, Anna era brava in storia e scienze e Claudia era brava in geografìa e ed. musicale. Quando ad esempio c'era l'interrogazione di storia e veniva chiamata Claudia rispondeva Anna e viceversa. Erano molto generose, avevano i capelli biondi come il sole, occhi azzurri come il mare, un nasino a patata, le guance rosse, una boccuccia a cuore. Quando le due bambine si addormentarono, sognarono Babbo Natale che gli aveva portato molti doni e le due bambine regalo dopo regalo, pacco dopo pacco, si risvegliarono. Andarono in bagno. guardarono dalla finestra videro le renne di Santa Clous, con a bordo il magnifico uomo che stava andando via, per altre consegne.
Paesaggio natalizio
Albero di Natale

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  Storia di Natale di Isaia

Bosco e ruscello con la neve

 

 

Si stava avvicinando il Natale ed i bambini avevano già incominciato a spedire le letterine.
"Basta non ne posso più di queste guerre!" urlò Babbo Natale mentre ascoltava un servizio televisivo sulla guerra in Palestina. "Perché la gente non capisce che la guerra è una cosa inutile che porta morte, distruzione, dolore e sofferenza?"
Tutto ad un tratto la faccia di Babbo Natale si illuminò. "Ho un'idea favolosa! La metterò in atto stasera stessa!". Corse dalle sue renne e partì a distribuire i regali a tutto il mondo. Lavorò tutta la notte e quando ritornò a casa non si mise neanche a dormire, ma fece solo riposare un po' le renne, perché avrebbe fatto un altro viaggio.
Era la mattina di Natale e tutti ma proprio tutti scartarono i regali.
Tutti gli abitanti della terra non trovarono però i regali che avevano chiesto, solo una busta con scritto "Offerte per i paesi del 3° mondo dove la gente muore di fame; offerte per i paesi del mondo dove si svolgono le guerre".
I capi dei paesi del Medio Oriente invece trovarono una lettera dove c'era scritto di trattare la pace e di far cessare la guerra.
Molti bambini piangevano pensavano che Babbo Natale avesse fatto loro uno scherzo. "Babbo Natale è cattivo!" urlava un bambino. "Ma no! Babbo Natale ha voluto dedicare questo Natale ai bambini poveri" rispose la madre. "Quei bambini che muoiono di fame? Allora ha fatto bene! aggiunse il bambino.
Purtroppo Babbo Natale si ammalò, così che non poteva passare a ritirare i soldi delle offerte da lui chieste. Allora pensò di scrivere un messaggio immenso su un aereo che avrebbe dovuto fare il giro del mondo. Così tutti gli abitanti del globo decisero di portare personalmente le offerte a tutte le persone povere; altra gente invece decise di andare nei campi di battaglia ad impedire la guerra; altre andarono a trovare gli ammalati e le persone sole a portare loro conforto ed amicizia.
I capi del Medio Oriente firmarono la pace quella sera stessa.
era proprio un Natale speciale!
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Una stellina con la coda di Martina

Stellina era una stella talmente bella, che superava in luminosità tutte le altre compagne che pure avevano pi anni luce di lei.
Stellina era rimasta sola, aveva perso Mamma e Babbo Stella ed ora viveva con zia Stelletta.
Aveva però un problema: era l'unica, in quel pezzetto di cielo, ad essere nata con la coda e questo appariva ai suoi occhi come un gran difetto, anche perché le altre stelle la prendevano in giro, spesso le tiravano la coda e altre volte gliela attaccavano da qualche parte.
Stellina se ne stava sempre in disparte, non giocava mai con nessuno: non poteva neanche fare il girotondo con le altre stelle perché la coda le dava fastidio e le compagne ridevano continuamente. Allora se ne andò e cominciò a vagare per il cielo.
Una notte, mentre piangeva disperata e sola, le apparve un Angelo che le disse: "Non piangere stellina. La coda, che tu disprezzi, servirà da guida agli abitanti della Terra che andranno ad adorare Gesù Bambino".
Stellina rimase incredula, non sapeva che fare, si sentiva addosso una grande responsabilità.
"Questa è la strada che dovrai seguire" le disse l'Angelo.
Vai e ricorda che sei stata scelta tra tutte le stelle per un grande compito.
Stellina come per incanto si avviò, mentre tutte le altre stelle si oscuravano al suo passaggio: soltanto la sua luce brillava nel profondo della notte.
Quando giunse al punto indicatole dall'Angelo, un coro di voci giunse dalla Terra. "E' nato Gesù".
Stellina, solo in quel momento, capì l'importanza di quello che aveva sempre considerato un difetto e tornò felice nel suo angolo di cielo, che non era mai stato così bello come in quel momento.
Stella di Natale
 
Paesaggio natalizio

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Un magnifico Natale per due scoiattolini di Elena

Bimbo
C'erano e ci sono ancora due scoiattolini: Dic e Duc.
I due scoiattolini non erano molto amici, infatti spesso litigavano, anche per cose senza senso.
Dic amava gli uccellini perché nei momenti più tristi il loro canto lo confortava e da questo si può capire che era sentimentale.
Duc, al contrario di Dic, non amava la natura, e gli piaceva mettersi in mostra il più possibile.
Tutti e due vivevano in un bosco vicino ad una grande città.
Si stava avvicinando il Natale, ma per Dic e Duc non era un momento felice, perché in quei giorni gli uomini avrebbero tagliato tutti gli alberi del bosco per via della tradizione degli "Alberi di Natale".
"Che cosa è questo rumore?" disse un giorno Duc.
"Proviene dal bosco e arriva fino in città, saranno sicuramente gli uomini, verranno ad abbattere gli abeti ! intervenne Dic.
"Andiamo a vedere!"
I due saltellavano di albero in albero e dopo due minuti videro davanti a loro dei boscaioli che sradicavano alberi di ogni tipo.
A veder questo gli animali si rattristarono molto.
A un tratto a Dic venne un'idea: "Perché non convinciamo una bambina a portare un albero finto nel bosco e poi attiriamo i cittadini e li rimproveriamo, per aver tagliato tutti gli alberi?"
"Potrebbe, essere un'idea" rispose Duc, e Ma più ci pensavano più credevano che fosse un'ottima idea.
Così fecero.
Trovarono con un po' di fatica, una bambina molto povera di nome Miriam che capì subito il loro problema. Con i suoi risparmi, di tutto l'anno, comprarono un piccolo alberello.
"Mi dispiace che sia piccolo, ma avevo solo diecimila lire; del resto sono povera!" disse Miriam. "Non ti preoccupare" risposero insieme i due scoiattoli.
Lo portarono nel bosco e improvvisamente il piccolo abete di plastica si trasformò in un gigantesco albero tutto decorato e illuminato. Sopra di lui era scritto: "Comprate gli alberi finti altrimenti non rimarrà nulla del bosco".
Miriam corse subito in città a invitare la gente urlando; "Venite nel bosco, venite".
Tutti corsero e quando lessero la scritta dissero in coro: "Abbiamo capito la lezione non taglieremo più alberi!"
Detto questo gli animali scoppiarono di gioia.
Tutt'ora in quel bosco viene vietato di tagliare gli alberi!
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I bambini dell'orfanotrofio di Matteo M.

In un orfanotrofio abitavano tanti bambini poveri, ed il Natale si stava per avvicinare.
I bambini, speravano tanto in un regalo, perché fino ad ora non ne avevano ricevuto neanche uno.
Però oltre a questo, c'era un altro problema: Babbo Natale si era ammalato.
Madre Natura si occupò di lui e gli aveva prescritto una cura, e doveva stare a letto fino al primo di Gennaio, ma era troppo tardi per consegnare tutti i regali.
Babbo Natale fu allora costretto a chiamare un sostituto.
L'incarico spettò proprio ad un folletto piuttosto scorbutico, maleducato e molto avaro.
Ovviamente Babbo Natale aveva scelto lui, per metterlo alla prova.
Questo folletto aveva in mente un piano: avrebbe dato i regali solo in cambio di qualcos'altro come caramelle, cioccolatini, merendine, dolci . . .
Quindi solo i bambini più ricchi avrebbero potuto avere un regalo, mentre i più poveri, come quelli dell'orfanotrofio, non avrebbero ricevuto nulla.
Fortunatamente Babbo Natale non si fidava molto di quel folletto e quando lo aveva assunto, aveva anche ingaggiato un altro folletto di sua fiducia, per controllare che non facesse danni.
Il folletto buono così scoprì i piani dell'altro e disse tutto a Babbo Natale, che appena sentita la notizia preparò una truppa di folletti per mandare via dal club di Babbo Natale il folletto scorbutico, che non si fece più vedere.
Babbo Natale questa volta fece una scelta giusta, infatti affidò l'incarico ad un folletto molto buono e generoso che portò felice i regali ai bambini dell'orfanotrofio. Ora tutti i regali erano stati consegnati . . . Anzi no! Ne mancava ancora uno: in fondo alla stanza era rimasto un bambino, infatti quando era ancora molto piccolo era stato abbandonato dai suoi genitori, così al folletto venne una grandiosa idea: poteva restare a vivere lui con il bambino, forse gli avrebbe tirato su il morale; in effetti il giorno dopo fu davvero una sorpresa per il piccolo bambino, e nel suo cuore ritornò a splendere la felicità. 
 
Paesaggio natalizio
 
 



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