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Ti senti solo ?
Lo vuoi tu, oppure ...



  E' stato scritto che è un privilegio di pochi sentirsi un uomo e vivere serenamente la sofferenza della propria solitudine e la fame di amare e di essere amato.

Cosa ne pensi?


  Opinioni

[16_11_06]  
Sono d'accordo. Nonostante tutto quello che che può esserci accaduto e ci accade non provassimo solitudine e dolore avremmo perso anche la nostra natura umana. Saremmo degli zombi o degli angeli ma non un uomini. Non sono pochi quelli che non sentono né solitudine e né dolore ma essi non sono esseri umani! Sono diventati "zombi" avendo scelto la strada del potere, del danaro, della droga, ecc. o sono diventati "angeli" optando per la via del misticismo e di quella che essi ritengono essere la perfezione.
Ma noi con la nostra solitudine e con il nostro dolore per fortuna siamo ancora uomini che è il massimo che ci sia dato!

[06_12_06]  
Credo che ognuno di noi, chi più, chi meno, ami la solitudine. Credo anche che tutti noi abbiamo bisogno di qualcuno che sappia starci accanto ed amarci anche senza bisogno di parlare. Sì, perchè a volte basta poco per sentirsi amati, e pur vivendo nella solitudine, tutti abbiamo bisogno di qualcuno da amare e che ci ami incondizionatamente. Questo è il mio pensiero che non approfondisco, altrimenti non basterebbero 1000 righe.

[19_02_07]  

Dico soltanto che ... spesso sono felice di essere triste. La tristezza, il dolore ... la solitudine, fanno parte di noi ... ed è una cosa bellissima secondo me. Non riuscirei a vivere senza la mia malinconia. Poi quando la solitudine, si traduce in piena presenza di sé ... anziché identificarla nella mancanza dell' "altro" allora direi che non si può raggiungere niente di meglio.
E' la mancanza che ci fa stare male ... e la paura che essa prenda il sopravvento su tutto il resto!
Bellissima la luna ...
A presto


[19_02_07]  

Penso che la solitudine non vada guardata come una sofferenza. Nella solitudine si impara a leggere i propri pensieri, a sentire cose che in tanti momenti della vita quotidiana non sentiamo. A vedere clori e forme, oggetti che ci sfuggono. L' essere soli con se stessi non deve essere e non è sofferenza perché non si è mai soli.


[19_02_07]  

Non sapevo di essere una privilegiata ... in questo momento di dolore profondo ... ho perso un nipote di 16 anni che si è gettato da un ponte l'11 febbraio ... penso  a tutte le prove che ho dovuto o voluto affrontare e forse sì ... è una forma di privilegio reagire a tutto questo con serenità..o forse è follia ... non lo so. oltre a questo profondo dolore c'è la morte di mio padre da bambina ... il padre di mia figlia da cui sono divorziata ha un cancro ... ho una malattia incurabile che probabilmente non mi farà arrivare alla pensione ... a pensarci a volte mi arrabbio ... a volte i discorsi normali degli altri mi irritano ... a volte mi monto la testa e mi credo speciale ... a volte cado ... ma cerco di rialzarmi e aiutare gli altri .. con un sorriso..due parole ... un po' di affetto e in cambio ricevo spesso un sorriso..due parole ... un po' di affetto ... a volte mi bastano   a volte no ... tanto dolore crea solitudine ... consapevolezza di non poter essere capita ... ma senza rabbia ... è giusto così e forse questo è il privilegio ... forse.


[28_01_08]  

La vita, a mio avviso, è per definizione un percorso individuale. Ciascuno di noi viene su questa terra per realizzare un proprio progetto, inscritto tra due momenti solitari per definizione: la nascita e la morte. I legami che intrecciamo con gli altri e le persone a cui ci accompagniamo lungo ogni tratto di strada servono, di volta in volta e in modo diverso, a favorire la nostra crescita spirituale, per cui i legami con l'esterno sono certamente fondamentali. Tuttavia, troppo spesso, ci capita di pensare di non poter vivere senza l'appoggio di quella o quell'altra persona, come un uomo sano che si ostina a credere di non poter camminare senza stampelle. La sofferenza poi, è un cammino dignitoso e solitario, e non si può pretendere di incontrare ad ogni passo un Cireneo disposto a portare la nostra croce.
Sarebbe una grande conquista, forse semplicemente utopica, quella di sentirsi veramente "liberi" di scegliere senza aspettare che qualcuno ci prenda per mano indicandoci la strada, nè che, quando arriverà il momento, sia disposto a condividere le nostre pene.
Ma le riflessioni intorno ai grandi problemi filosofici dell'esistenza sono sempre estremamente sfuggenti e perennemente in via di ridefinizione, quindi mi trovo sempre in difficoltà a darne una definizione generale, qui torna il fondamentale bisogno del confronto con gli altri per arricchire e sfumare il mio modo di vedere le cose.


[19_02_10]  

Penso che stare da soli aiuti a capire se stessi, guardare indietro e ripensare a gli errori commessi. Tutto quello che ci ha fatto male in passato ci proteggerà in futuro.


[28_07_10]  

Ho sofferto la solitudine ed ancora ne soffro e non reputo questa sofferenza un privilegio!

Risposta:
"La solitudine è una caratteristica fondamentale dell'essere umano come la stessa vita e la stessa morte che di esse è parte integrante. Cancellare la solitudine e come sopprimere la vita e la morte.
Che poi la maggioranza, per fuggire a questa sofferenza si dedichi a tante cose, compreso l'amore e l'amicia, che prima o poi hanno una fine, è altro discorso.
La solitudine è un privilegio nel senso che si fa sentire più forte che mai in tutti gli essere umani che non intendono rinunciare ad essere uomini".


[26_09_10]  

Penso che si dia il nome solitudine ad un moto apparente, ingannevole, dell'anima che per sua natura non conosce il limite. Infatti, il senso vero della solitudine è quello di far sì che si acceda all' altro nascosto in fondo al nostro essere, attraverso il quale sperimentiamo la nostra solitudine.


[10_01_11]  

Tutte le volte che si parla di solitudine penso a Versi del testamento di Pasolini. Bisogna avere un' anima dalle spalle larghe per godere o semplicemente sopportare la solitudine imposta o auto-imposta che sia, bisogna conoscersi a fondo stimandosi e odiandosi ma senza aver paura di guardare sotto la pelle e i muscoli. Da persone più esperte o colte si può imparare tanto [così come dai matti e dai bambini] ma soltanto se questi spunti diverranno dialogo dentro di noi riusciremo ad assimilarli e farli nostri, bisogna avere il coraggio di contraddirsi e litigare con se stessi per potersi stimare. In tutti i rapporti umani il confronto, anche acceso, è sintomo e creatore di un intesa feconda; lo stesso vale per noi stessi, non dobbiamo avere paura di svelare a noi stessi il nostro Mr.Hyde perchè litigandoci e conoscendolo ci accorgeremo che è la parte più vitale della nostra anima, quella che la società ci costringe [a volte giustamente altre volte ingiustamente] ad accantonare o reprimere...incontrarlo è l'unico modo per avere in noi un compagno che renda piacevole e sopportabile qualsiasi solitudine.

Risposta:
"Va tutto bene quello che dici ma anche per te valgomo le stesse osservazioni fatte nella risposta all' interlocurore del 28_07_10.
A meno che, per non sentire la solitudine, rinunciamo alla nostra umanità preferndo la natura degli zombi o degli angeli!


[03_06_11]  

Penso sia un atto di grande consapevolezza, dettato dalla maturità e dalla profondità spirituale di una persona. E' difficile a volte incontrare chi possiede una elevazione spirituale come la nostra. Capita che, nonostante possiamo essere pronti ad amare, non troviamo chi possa esserlo per un equilibrato scambio. Si gestisce "la fame di amare e di essere amati" vivendo con serenità tale sofferenza, perché si ha la consapevolezza che un amore non appagante è comunque sinonimo di dolore.

Risposta:
"Siamo d'accordo ma insistiamo nel ripetere che la solitudine abita solo negli uomini consapevoli della propria umanità'
.


[13_10_11]  

Concordo con la frase, i vantaggi della solitudine sono molti ma il problema principale è essere 'uomini' sempre, anche quando si è soli. Si spera sempre che ci sia qualcuno che ci ami per quello che siamo in senso assoluto e si spera sempre che ci sia qualcuno che accetti il nostro amore.

Risposta:
"Sì, il vero problema è essere, come dici tu, 'uomini' o, come diciamo noi, 'Angeli sulla pelle''
.


Nota  
Ad eccezione di quelle che, a nostro giudizio, potranno aiutare i nostri lettori, e comunque in forma anonima per rispetto della sensibilità di chi scrive, le risposte che ci perverranno non saranno pubblicate.

 

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