Il micro robot
[25-10-04] Si manda giù con un bicchiere d'acqua e viaggia nell'organismo fotografando tutto; presto, inoltre, sarà predisposto per fare piccoli interventi chirurgici. E' il micro robot teleguidato che cammina come un insetto con le sue zampette dentro l'apparato digerente.
Il rivoluzionario strumento è stato presentato a Napoli nell'ambito del congresso nazionale della società italiana di ortopedia (Siot) dal suo ideatore, Paolo Dario, docente di robotica biomedica alla scuola superiore di Pisa Sant'Anna.
Il prototipo è lungo 20 millimetri e largo 10 (ma si lavora a farlo diventare più piccolo di una formica); in futuro potrà fare prelievi ed effettuare interventi, perché, date le minime dimensioni, è in grado di entrare in tutti gli orifizi del nostro organismo. Il progetto del microapparecchio era stato presentato un anno fa a Napoli nelle sue linee essenziali ma adesso è stato concretamente tradotto in un prototipo, pronto per essere messo in campo.

"Il micro robot - dice Paolo Dario - è una capsula endoscopica attiva, cioè 'intelligente' che può viaggiare, una volta ingerita, dall'esofago al retto ma in futuro, piccola com'è, può percorrere tutte le strade interne del nostro organismo, dopo un'ulteriore miniaturizzazione. Gli si può ordinare di andare avanti, di tornare indietro, o di fermarsi. Ma, essendo intelligente, il micro robot è in grado da solo di adattare il proprio comportamento a seconda delle circostanze". "Ha la capacità di muoversi come vuole - prosegue l'ideatore, - con le sue zampette da insetto che hanno la particolarità di essere retrattili. Questo nostro progetto è molto ambizioso perché punta ad affidare al micro robot anche compiti di chirurgo: in pratica è come se un chirurgo entrasse nell'organismo, vedesse il campo operatorio e intervenisse".
Lo stesso professore Dario ha annunciato che sarà immesso sul mercato fra due anni un nuovo rivoluzionario strumento nato sempre alla scuola superiore di Pisa: si tratta di un colonoscopio che effettua l'indagine, ecco la grande novità, senza alcun dolore per il paziente. Anche in questo caso si tratta di un robot miniaturizzato che penetra nell'intestino e, camminando lentamente, effettua gli accertamenti e invia tutte le immagini.

Quello che Asimov aveva immaginato nel suo indimenticabile film Viaggio allucinante, è uscito dalla fantascienza per diventare realtà concreta..

[Tratto da: www.repubblica.it]

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Un paracadute per aerei
[12-01-05] La Ballistic Recovery Systems sta lavorando con la NASA, che ha stanziato 670.000 dollari per la ricerca, per costruire una nuova generazione di paracaduti di emergenza, adatti anche ai piccoli aerei di linea.
L'uso dell'attuale paracadute, costruito su misura per i piccoli aerei, è stato autorizzato negli Stati Uniti sei anni fa. La Ballistic Recovery Systems afferma che grazie al paracadute negli ultimi quattro incidenti è stata salvata la vita di otto persone.
Il paracadute più avanzato prodotto dalla società può reggere al momento circa 1.800 chilogrammi di peso. I piccoli aerei privati raggiungono circa la metà di questo peso, e viaggiano a circa 280 chilometri all'ora, mentre gli aerei di linea regionali possono arrivare a pesare fino a oltre 36 tonnellate e viaggiare alla velocità di quasi 1000 chilometri all'ora.
La grande sfida, comunque, è soprattutto quella degli aerei più grandi e veloci, che richiedono un paracadute ben più robusto.

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Imparare a perdonare
[24-02-05] Secondo un articolo pubblicato a gennaio su Harvard Women's Health Watch, perdonando quelli che ci hanno fatto del male, si può migliorare il proprio stato mentale e fisico. Cinque per 2005: “Cinque Ragioni per Perdonare” definisce quello che è o non è il perdono ed offre un esercizio per aiutare ad imparare come perdonare.
Può essere una sorpresa il fatto che il perdono sia un'abilità da migliorare, e che perdonare può fare veramente molto per se stessi che per la persona perdonata. Harvard Women's Health Watch, basandosi sulla ricerca scientifica, elenca cinque effetti positivi che il perdono ha sulla salute:
1. Stress ridotto. I ricercatori hanno rilevato che alimentando mentalmente un rancore si mette il corpo sotto sforzo, nella stessa misura di un evento stressante e notevole: i muscoli si contraggono, la pressione del sangue aumenta, insieme alla sudorazione.
2. Stato di salute del cuore migliorato. Uno studio ha trovato un collegamento tra il perdono per un tradimento e i miglioramenti della pressione del sangue, del ritmo cardiaco ed un carico di lavoro diminuito per il cuore.
3. Relazioni interpersonali più forti. Una ricerca del 2004 ha dimostrato che le donne che erano capaci di perdonare i loro mariti e avevano un’attitudine benevola verso di loro, risolvevano i conflitti più efficientemente.
4. Dolore ridotto. Un piccolo studio fatto su persone affette da mal di schiena cronico, ha dimostrato che quelli che hanno praticato la meditazione, concentrandosi per convertire la rabbia in compassione, hanno sentito meno dolore e ansia rispetto a quelli che facevano una cura classica .
5. Maggiore felicità. Quando si perdona qualcuno, si diventa più consapevoli e responsabili per la propria felicità, piuttosto che dare la responsabilità alla persona che ci ha feriti. Una ricerca ha dimostrato che le persone che parlano del perdono durante le sessioni di psicoterapia hanno miglioramenti superiori a quelli che non lo fanno.

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Nasce il bio-villaggio
[28-04-05] Un intero paese dell'Argentina, Nuestra Senora del Koluel Kaike, diventerà un enorme laboratorio vivente. Grazie ad un progetto finanziato dall'Onu, le forme di energia rinnovabile, come quella eolica e quella prodotta dall'idrogeno, sostituiranno completamente quelle tradizionali, rendendo Koluel Kaike un paese eco-compatibile. Oltre all'Argentina partecipano alla sperimentazione Cina, Libia, Turchia e Oceania.
Alla presentazione ufficiale del progetto, Juan Carlos Bolcich, presidente dell'Associazione argentina per l'Idrogeno ha spiegato i dettagli dell'esperimento: "Con l'abbondanza di vento e di acqua che c'è in questa zona e con le tecnologie che saranno installate abbiamo la possibilità di avere una fonte di energia inesauribile e non contaminante". A mettere in moto le turbine per la produzione dell'idrogeno sarà l'energia eolica, vero punto centrale dell'esperimento. Secondo Nejat Veziroglù, presidente dell'Associazione mondiale per l'idrogeno, il vento potrebbe diventare il vero motore dell'economia argentina, che potrebbe in un futuro esportare elettricità derivata dall'energia eolica, grazie agli inesauribili venti della Patagonia. La scelta è caduta sul piccolo villaggio di Nuestra Senora del Koluel Kaike, appena 500 abitanti, anche per la sua vicinanza con la Centrale di generazione di idrogeno di Pico Truncado.

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Celle a combustibile
[30-04-05] Il governatore della California ha concordato con la DaimlerChrysler AG e la Ford Motor Co. un test su strada per 50 automobili e 20 autobus alimentati da "celle a combustibile". La California da tempo ha stabilito per legge le percentuali di veicoli circolanti nello stato che a varie scadenze dovranno avere 'inquinamento zero', cioè queste macchine non devono produrre inquinamento. Questa lodevole iniziativa lesgislativa ha già prodotto significativi sforzi da parte delle case automobilistiche per lo sviluppo e la produzione di auto elettriche o a "idrogeno", le uniche in grado di soddisfare le richieste di legge, considerando le attuali possibilità tecnologiche. Ricordiamo che le "celle a combustibile" sono in grado di produrre efficientemente elettricità attraverso reazioni chimiche a partire da idrogeno e ossigeno (che possono essere prodotti a loro volta, ad esempio, tramite la scissione elettrolitica dell'acqua); i motori delle nuove auto saranno quindi elettrici (ad inquinamento zero!) alimentati dalla elettricità prodotta dalle celle stesse. Tra i prototipi, una Mercedes molto simile a un maggiolino Volkswagen e una Ford simile alla Taurus. Il governatore della California Gray Davis ha dichiarato:
"Il nostro obiettivo a lunga scadenza è molto semplice: zero emissione in aria di sostanze nocive. Questo test deve appurare se i prototipi possono funzionare efficientemente oltre che in 'laboratorio' anche nella pressione del traffico reale".
Un fattore importante è ovviamente il costo: un motore a celle di combustibile, anche ipotizzando una produzione su scala industriale, costerà 10 volte di più di un attuale motore a benzina (o gasolio). La DaimlerChrysler e la Ford prevedono appunto di lanciare questi nuovi modelli sul mercato entro il 2004 ad un costo del 10% superiore a quello dei modelli equivalenti con una normale motorizzazione a benzina.
Le celle saranno alimentate da idrogeno liquido, il rifornimento potrà essere fatto presso le normali stazioni di servizio. L'idrogeno può essere prodotto in vari modi e, volendo, anche a partire dal petrolio o dalla benzina stessa ( tanto che molte compagnie petrolifere - come Atlantic Richfield Co, Shell Oil Co. , Texaco Inc., partecipano già allo sviluppo delle celle a combustibile; alcune case automobilistiche, come la Toyota, puntano nell'immediato ad un sistema misto: motore tradizionale a benzina e, insieme, celle a combustibile con idrogeno ricavato dalla benzina stessa, per alimentare il secondo motore , elettrico).

Tratto da:
Calif. To Test Nonpolluting Cars
By STEVE LAWRENCE
Associated Press
06:25 PM ET 04/20/99

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In cinta a 67 anni
[02-05-05] Una contadina serba è rimasta incinta a 67 anni senza l'aiuto della scienza e tra due mesi diventerà la mamma più vecchia del mondo.
Zlatka Jovic, in questi giorni al settimo mese di una gravidanza senza complicazioni, non dimostra la sua età, ed è sposata con un uomo 14 anni più giovane di lei: un matrimonio contrastato, segnato da un divorzio e dalla decisione, 10 anni fa, di tornare insieme. I due non avevano finora avuto figli.

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Osservata nascita buco nero
[13-05-05] Il satellite Usa Swift ha catturato un evento astronomico straordinario: ha osservato la nascita di un buco nero in una galassia lontana. Il vettore ha registrato un'esplosione di raggi gamma ad alta energia originata dallo spazio profondo. Ed e' stata proprio la provenienza dell'esplosione a sorprendere gli astronomi. Il fenomeno, secondo gli scienziati, potrebbe essere stato causato dalla fusione di 2 stelle a neutroni o dalla collisione tra una stella a neutroni e un buco nero.

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All'aeroporto nudi sotto i raggi X
[18-05-05] Per contrastare il terrorismo le macchine che sbirciano sotto gli indumenti suscitano un grande allarme. All'aeroporto di Orlando in Florida è da qualche tempo iniziata la fase di sperimentazione di un nuovo sistema di scanner che permette il riconoscimento immediato dell'iride dell'occhio di chiunque sia stato preventivamente inserito in un data-base della polizia. Altri esperimenti riguardano macchine che "annusano" i passeggeri alla ricerca di tracce di esplosivo, ma sono quelle che sbirciano impudentemente sotto i vestiti, lasciando nulla alla fantasia di chi guarda, quelle che provocano polemiche.
Gli addetti alla sicurezza sono in grado, con uno sguardo, di esaminare ciò che si trova sotto gli abiti, compreso, e qui sta il punto scottante, ogni particolare anatomico anche intimo.Le macchine a raggi X sono state approvate dalla Food and Drug Administration, l'agenzia che sorveglia sulla salute del pubblico e un progetto in grande stile per la loro diffusione è in procinto di ricevere il via libera: in Europa solo all'aeroporto londinese di Heathrow si tenta di fare altrettanto contrapponendo alle rimostranze, legittime di chi contesta l'invasione della privacy, la natura sperimentale del progetto.

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Un'altra Terra
[25-06-05] La ricerca di nuovi mondi al di fuori del nostro sistema solare non fa ormai più notizia: gli astronomi ne hanno già catalogato circa 150, tutti molto simili, più larghi di Urano e con una massa almeno 15 volte superiore a quella della Terra.
A caccia di Pianeti. L'ultima preda, però, è degna di nota. Si tratta dell'esopianeta più piccolo finora osservato: soltanto una volta e mezza le dimensioni della nostra Terra. Dunque molto diverso dai precedenti. Si ritiene sia composto di roccia, non gas, ma sicuramente non ospita forme di vita, così come la conosciamo noi.
" Il pianeta ha un'orbita di due giorni» ha spiegato Paul Butler della Carnegie Institution «ed è soggetto a temperature da forno (da 200 a 400 gradi). Quindi non aspettiamoci la vita. Per pianeti posti su orbite leggermente più ampie, la temperatura consentirebbe all'acqua di trovarsi allo stato liquido".
Il cugino grande della Terra avrebbe una massa da 5,9 e 7,5 volte quella della Terra, sufficiente secondo gli esperti per possedere la gravità necessaria per avere un'atmosfera. E sarebbe un pianeta con un nucleo di ferro e una «cappa» di silicio. Potrebbe anche avere uno strato di un'acqua densa e vaporosa, ma naturalmente siamo nel campo delle ipotesi.
Tu mi fai girar. La stella intorno a cui orbita il pianeta si chiama Gliese 876, una debole nana rossa, come sono circa il 70% delle stelle nel cielo, 15 anni luce di distanza dalla Terra, con un periodo di rivoluzione di appena 1,94 giorni terrestri.
Il piccolo sistema solare, secondo le osservazioni degli astronomi presenterebbe almeno altri due pianeti grandi e gassosi.

www.focus.it/notizie/

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Arriva la pelle elettronica
[16-08-05] Arriva la prima pelle elettronica perfettamente flessibile e in grado di percepire pressione e temperatura. E' destinata ai robot e, grazie ad una doppia rete di sensori, fornisce agli automi una sensazione simile al tatto.
E' descritta nella rivista dell'Accademia americana delle scienze, PNAS, ed e' stata messa a punto in Giappone, nell'università di Tokyo
'Una sensibilita' simile a quella della pelle umana così come la capacità di riconoscere informazioni tattili sarà una caratteristica essenziale per le future generazioni di robot. Permettera' infatti agli automi di operare in ambienti non strutturati', hanno osservato i ricercatori che hanno ottenuto la prima pelle elettronica flessibile, coordinati da Takao Someya. E' per questo che da alcuni anni più gruppi di ricerca nel mondo stanno lavorando al progetto di una pelle artificiale che abbia una sensibilità il più possibile vicina a quella della pelle umana. Finora l'ostacolo maggiore è stato riuscire a conciliare la presenza di numerosi sensori con un materiale che fosse molto leggero e soprattutto estremamente flessibile.
E sulla scia dell'entusiasmo per il risultato ottenuto, i ricercatori guardano già al futuro e pensano ad una super-pelle elettronica che permetta ai robot di percepire anche luce, suoni e umidità.

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2006: un minuto in più dopo la mezzanotte
[29-12-05] L'inizio del 2006 sarà "ritardato".
Sincronizzate gli orologi e aspettate un momento, ma nel vero senso della parola, a stappare lo spumante e a festeggiare l'arrivo del nuovo anno: l'ultimo minuto del 2005, infatti, sarà prolungato e durerà 61 secondi. L'evento sarà gestito dagli scienziati di tutto il mondo ed è dovuto ad un adeguamento ai cambiamenti della rotazione terrestre. E' la prima volta in 7 anni che il tempo "viene fermato" per rimanere in linea con la natura.
L'aggiustamento sarà realizzato incollando un secondo extra negli orologi atomici di tutto il mondo allo scoccare della mezzanotte del Coordinated Universal Time, lo standard maggiormente adottato al livello internazionale. L'operazione è stata coordinata e annunciata dall'americano National Institute of Standards and Technology. "Godetevi un ultimo dell'anno un secondo più lungo -ha scritto l'istituto in una nota esplicativa.
Nel momento cruciale, sugli orologi atomici si leggerà l'inedito timing delle ore 23:59:60 prima di girare a zero. Come detto, il secondo viene aggiunto per mantenere uniforme il cronometro con la rotazione della Terra, che può rallentare o accelerare a causa di molti fattori, comprese le maree oceaniche.

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Scatta il protocollo di Kioto
[14-03-06] Dalla mezzanotte di oggi entra in vigore il protocollo di Kyoto, l'accordo firmato nella città giapponese nel 1997 con cui 160 Stati si impegnavano ad attuare politiche industriali e ambientali tendenti a ridurre il surriscaldamento del pianeta. Tutti gli Stati aderenti, fra cui l'Italia e gli altri maggiori Paesi europei, la Russia (che con la sua ratifica, tre mesi fa, ha fatto scattare il previsto "quorum") e il Giappone, ma non gli Usa, dovranno controllare e ridurre le emissioni di gas inquinanti nell'atmosfera, soprattutto quelle di derivazione industriale. Sanzioni economiche sono previste per quegli Stati che non rispetteranno le regole.
L'accordo di Kyoto si è dato obiettivi impegnativi: ogni singolo Stato infatti entro il quinquennio 2008-2012 dovrà ridurre, in proporzione, il totale di emissioni inquinanti prodotte nel suo territorio, avendo come base di calcolo le emissioni prodotte nel 1990. Con il protocollo di Kyoto prenderà perciò il via a livello mondiale un gigantesco e costoso processo di riconversione delle tecnologie industriali che dovrà essere completato nel 2012.
C'è in ballo la salute del pianeta e anche quella dei suoi abitanti, sempre più stretti nella morsa dell'inquinamento atmosferico, cui si aggiunge il cosiddetto effetto serra, cioè il surriscaldamento dell'atmosfera che produce effetti negativi a catena sull'ambiente e sul clima in particolare. L'accordo di Kyoto potrà essere attuato solo a costo di una radicale revisione dei sistemi di produzione industriale, dell'apparato che sovrintende alla produzione energetica, ai trasporti pubblici e privati, alla chimica.

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Un mantello rende invisibili
[[26_05_06] Uno Scienziato inglese scopre un materiale che nasconde gli oggetti, la luce viene deviata lambendo l'oggetto che "scompare".
L'immaginifico fisico John Pendry dell'Imperial College di Londra ha trovato la ricetta dell'invisibilità. Il suo segreto - spiega su Science - sta in un materiale capace di piegare la luce a proprio piacimento. Una superficie con proprietà elettromagnetiche tali da deviare i fasci luminosi, farsene lambire e poi costringerli a tornare nella direzione originaria: come se l'oggetto attraversato non esistesse.
Questa danza della luce, descritta in maniera convincente al tavolino, sul piano pratico è stata tradotta solo in rozzi prototipi, finanziati tra gli altri dal dipartimento della difesa Usa. Appaiono come cerchi, spirali, cilindri e minuscole sfere affiancati tra loro o immersi in materiali dalle proprietà elettromagnetiche simili all'aria.
"Credevamo di aver scoperto tutto sull'elettromagnetismo" dice Roberto Olmi dell'Istituto di fisica applicata del Cnr di Firenze. "Fino a quando non si è aperta la strada ai metamateriali: strutture che assumono proprietà fisiche sconosciute in natura, grazie a una particolare disposizione delle componenti microscopiche".
I risultati raggiunti oggi partono da lontano. "Alla fine degli anni '60 - racconta Giuseppe Molesini dell'Istituto nazionale di ottica applicata del Cnr - il fisico russo Victor Veselago aveva teorizzato tutto questo, senza avere nessuno dei mezzi di cui disponiamo oggi. I suoi studi sono stati ripresi solo trent'anni più tardi. Molte delle prove sperimentali dimostrano che aveva visto giusto". Se poi il mantello invisibile dovesse risultare del tutto inutile, i metamateriali potranno sempre servire a costruire microscopi potenti e fotografie tecnicamente perfette.

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Il muro del suono
[27_09_06] Ecco cosa succede nel cielo quando un aereo supera il muro del suono. In certe condizioni di umidità dell'aria, attorno al velivolo che abbatte la barriera dei 1.200 chilometri orari, si forma un anello di vapore determinato dall'aumento brusco della temperatura e della pressione; nell'aria si diffonde un fragore, il cosiddetto bang sonico, mentre l'aereo viene investito da un'onda di forti vibrazioni (dal sito warnet.ws)

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A un anno dal trapianto di faccia
[28_11_06] Ecco una doppia immagine di Isabelle Dinoire, 39 anni, la prima paziente al mondo a cui sia stato effettuato un trapianto di faccia. A sinistra, subito dopo l'intervento; a destra un'immagine di adesso, un anno dopo l'operazione. Oggi il team di chirurghi che ha eseguito il trapianto parla senza mezzi termini di "successo": tutte le funzione vitali sono state riattivate.Isabelle Dinoire vive attualmente nella regione di Valenciennes, nel nord della Francia, aveva subito l'intervento il 27 novembre dello scorso, anno dopo essere stata sfigurata dai suoi cani. Fin dai giorni successivi al trapianto di labbra-naso-mento i chirurghi si erano mostrati ottimisti. Il prof. Jean Michel Dubernard, che a Lione aveva seguito le prime settimane l'andamento post operatorio della paziente ricoverata nel centro ospedaliero Edouard Herriot, aveva respinto le polemiche sorte sul trapianto e sui problemi psicologici che la donna avrebbe dovuto affrontare.

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Calano i tumori al seno
[15_12_06] Negli Stati Uniti, tre anni fa, si è verificato una consistente diminuzione dei casi di cancro al seno. Il calo del 7,2% è stato collegato dagli addetti ai lavori al fatto che le donne americane hanno interrotto in massa le terapie ormonali per combattere i sintomi della menopausa, dopo l'avvertimento di uno studio federale che aveva collegato gli ormoni a un più alto rischio di cancro al seno, infarto e altri problemi di salute (Ansa).

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Il cane fiuta le crisi epilettiche
[24_02_07] Si tratta di una predisposizione che gli animali possiedono anche senza alcun tipo di addestramento e che potrebbe essere in futuro un grande aiuto per i bambini epilettici.
I cani possono fiutare l'arrivo di un attacco epilettico anche un'ora prima dell'evento proteggendo i loro padroncini da eventuali ferite o incidenti concomitanti alla crisi, nonché aiutarli a vivere meglio la malattia uscendo dal tunnel della paura di crisi future. Lo rivela lo studio del neurologo Adam Kirton del Alberta Children's Hospital in Canada appena pubblicato sulla rivista Neurology.
L'esame indiretto su 60 cani ha mostrato come il 15% di loro è molto preciso nel predire una crisi, non fallendo nell'80% dei casi.
L'abilità degli amici a quattro zampe non è indotta da addestramento, precisa l'esperto, ma è semplicemente una questione di tempo. Dipende cioè dal tempo necessario all'animale per conoscere bene il bimbo epilettico; il benefico rapporto si instaurerebbe già a un mese dall'inizio della loro vicinanza reciproca.
Le crisi epilettiche costituiscono un pericolo indiretto e fino al 20% di esse possono esser e accompagnate da incidenti nei bambini.
Riuscire a predirle non solo darebbe modo di evitare gli incidenti ma lascerebbe anche maggiore tranquillità nel vivere una vita normale senza l'incubo della prossima crisi.
Finora altri neurologi avevano avanzato l'ipotesi del "sesto senso" canino nei confronti di un attacco epilettico eppure non vi erano stati studi veri e propri sull'argomento.
Il neurologo canadese ha consegnato dei questionari alle famiglie dei suoi piccoli pazienti per raccogliere informazioni in merito alle abilità dei loro cani. Dall'analisi dei questionari è emerso che una parte dei cani "fiuta" la crisi arrivando a prevederla anche un'ora prima che accada.
E' possibile che sia veramente il fiuto il tramite dei loro poteri "veggenti" infatti prima di un attacco il corpo del paziente subisce delle modifiche fisiologiche tra cui semplici cambiamenti della sudorazione che il cane può annusare.
I prossimi obiettivi di Kirton sono di ideare un programma di addestramento per incentivare queste capacità naturali dei cani e soprattutto di ripetere lo studio osservando in maniera diretta il comportamento canino, in modo da valutare più oggettivamente la capacità predittiva dei compagni a quattro zampe.
[Articolo tratto da www.newton.rcs.it]

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E' in arrivo il wimax e mette tutti in rete
[18_04_'07]Una vera rivoluzione: porterà la banda larga e le connessioni senza fili ovunque. Perché non ha bisogno di cavi
C’è qualcosa di nuovo nell’etere. Questa tecnologia promette di abbattere il «digital divide» (il divario digitale) portando le connessioni a banda larga ovunque, con costi ridottissimi per gli operatori e vantaggi per i consumatori. Dopo anni di promesse e sperimentazioni il WiMax è pronto per sbarcare in Europa. Germania e Francia hanno già concesso le licenze agli operatori. La Gran Bretagna, dopo una fase sperimentale, sarà pronta entro la fine del 2007. Anche Spagna e Grecia sono entrate nel club dei «tutti pazzi per il WiMax». E l’Italia? Nel nostro Paese lo sviluppo di questa tecnologia è rimasto bloccato da una disputa politica che è durata un decennio. Ma adesso le cose sembrano essersi sbloccate. La svolta, per rimettersi in pari, dovrebbe arrivare entro l’anno. Il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha preso un impegno preciso: garantire entro la legislatura, cioè il 2011, la possibilità per tutto il Paese di connettersi in rete ad alta velocità. E dal WiMax, che a regime può coprire il 99% del territorio, può arrivare un grande aiuto.
Come funziona. Il WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access) è una tecnologia in grado di diffondere connessioni Internet ad alta velocità verso gli utenti per un raggio di 50 chilometri (il WiFi arriva a poche decine di metri), a banda larga e connessione veloce (fino a 74 Mbit/s). Il tutto a costi molto bassi perché non ha bisogno di cavi e, quindi, di appoggiarsi al cosiddetto ultimo miglio (il doppino di rame che collega la centrale telefonica alle case o alle imprese), ma arriva nelle abitazioni, o direttamente sul computer, in ufficio, e sul telefonino, via onde radio grazie a una rete di antenne. Per questo è in grado di coprire le metropoli, ma anche le aree più sperdute, dove è difficile e poco economico arrivare con le tecnologie tradizionali via cavo come l’Adsl.
Dalla difesa alla comunicazione.
Il maggiore problema per la diffusione del WiMax è legato al fatto che in Italia, come in altri Paesi, le frequenze su cui viaggiano le sue onde radio, che occupano la banda 3,4–3,6 MHZ, sono in uso al Ministero della Difesa. Per cedere queste frequenze al Ministero delle Comunicazioni, la Difesa ha chiesto una compensazione economica che dovrebbe coprire i costi della riconversione dei radar su altre frequenze. Dopo anni di trattative è arrivato il primo segnale di schiarita. A dicembre, i due ministeri hanno aperto un confronto e, finalmente, si è raggiunta un’intesa: le frequenze passeranno a breve al Ministero delle Comunicazioni che, entro l’anno, le metterà all’asta tra gli operatori interessati. Intanto, per guadagnare tempo, l’Agcom, l’Autorità garante nelle comunicazioni, ha già effettuato le consultazioni pubbliche per stabilire i criteri e il regolamento della gara.
Nord e sud del mondo.
Anche gli Stati Uniti, il Paese tecnologicamente più avanzato, hanno aperto le porte al business del WiMax. La Sprint Nextel Corp. ha recentemente annunciato un investimento iniziale di un miliardo di dollari (769 milioni di euro) per lanciare il WiMax entro il 2007. Ma le potenzialità di questo sistema stanno soprattutto nel superamento del digital divide, il fossato tecnologico che separa Nord e Sud del mondo. In Africa, per esempio, e nei Paesi più arretrati del mondo, dove sarebbe impensabile arrivare con una rete di cavi, il WiMax può essere una straordinaria occasione. Per questi Paesi, soprattutto, la connessione a banda larga via onde radio rappresenta una rivoluzione e una possibilità di recupero sia per l’accesso al mercato del lavoro, sia per gli scambi commerciali. Ma anche per l’istruzione e la cultura.
L'Italia a banda larga.
Il digital divide (la divisione tra chi può accedere e chi no alle tecnologie digitali) è ancora un grande problema nel nostro Paese. Ci sono famiglie, aziende, pubbliche amministrazioni che sono escluse dai vantaggi dell’accesso a Internet veloce, condannate ad accumulare ritardo e isolamento rispetto al resto d’Italia. Secondo le stime, sono circa 10 milioni gli italiani che ancora oggi non possono navigare in rete ad alta velocità. Degli 8103 comuni, 5800, che contano meno di 5000 abitanti, hanno grosse difficoltà per l’accesso a Internet a banda larga: soprattutto nella fascia appenninica e nell’arco alpino. E, contrariamente a quanto si possa pensare, una regione industrializzata come il Piemonte sconta il digital divide più penalizzante in Italia. La penetrazione della banda larga, che pure ha fatto molti passi in avanti, è attualmente stimata intorno al 14 per cento: un dato che pone l’Italia indietro rispetto alla media europea. Basti pensare che le zone rurali da noi sono coperte al 44 per cento, contro una media Ue del 65 per cento. La stessa Commissione Europea è intervenuta per sottolineare come la scarsa copertura della banda larga in Italia sia «preoccupante e inadeguata per lo sviluppo di applicazioni avanzate».
La concorrenza.
Grazie ai prezzi bassi e alle buone velocità di connessione, il WiMax sembra destinato a rinnovare il mercato della concorrenza nel settore dell’accesso a Internet, ma anche della telefonia mobile. In Germania, tanto per fare un esempio, un piccolo operatore ha lanciato un’offerta che con 20 euro al mese include Internet veloce e chiamate illimitate a numeri nazionali di rete fissa. Per questo alcuni operatori della telefonia mobile, che hanno investito pesantemente negli anni passati su tecnologie come la rete 3G, non vedono di buon occhio l’arrivo del WiMax che rischia di riaprire un mercato ormai spartito tra le grandi compagnie. Ma gli interessi delle lobby non sembrano in grado di fermare un’evoluzione tecnologica che in tutto il mondo si sta caratterizzando come complementare alle altre, soprattutto nelle aree dove ancora oggi si fa fatica a portare servizi di connessione a Internet e di telefonia accettabili. Come andrà a finire l’ha spiegato Padmasree Warrior, responsabile delle tecnologie di Motorola: «Il WiMax offre a metà costo una velocità di trasmissione dati tre volte superiore agli attuali network su cui lavorano i cellulari». Tanti vantaggi. Forse pure troppi per chi teme la concorrenza. Questo però è il futuro per un mondo connesso, globalizzato, ma anche di pari opportunità.

In www.corriere.it, 12 aprile 2007, articolo di Marco Pratellesi.

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Tetraneutroni
[14_05_07] Quattro anni fa, un acceleratore di particelle in Francia ha individuato sei particelle che non sarebbero dovute esistere. Esse sono chiamate tetraneutroni: quattro neutroni legati assieme in un modo che sfida le leggi della fisica.
Francisco Miguel Marques e colleghi all’acceleratore Ganil di Caen si stanno adesso organizzando per ripetere l’esperimento. Se avranno successo, questi tetraneutroni potrebbero obbligarci a ripensare le forze atomiche che reggono assieme gli atomi.
L’equipe ha sparato nuclei di berillio verso un piccolo bersaglio di carbonio e ha analizzato i frammenti che si sono dispersi nei rilevatori. Si aspettavano di vedere tracce di quattro distinti neutroni, invece l’equipe di Gnail ha trovato solo un striscia di luce in un rilevatore. L’energia di questa striscia di luce suggerisce che i quattro neutroni sano ancora legati assieme. Ovviamente, tale traccia può essere il frutto di un evento accidentale: quattro neutroni possono infatti aver seguito la stessa traccia, nello stesso punto per coincidenza. Ma, ciò è incredibilmente improbabile.
Non tanto improbabile quanto i tetraneutroni? Nel modello standard delle particelle fisiche i tetraneutroni non possono esistere. In base al principio di Pauli dell’esclusione delle particelle, nemmeno due protoni o neutroni possono avere proprietà quantiche identiche, nello stesso sistema. Infatti, il legame nucleare forte che le tiene assieme è tarato in modo tale da non reggere assieme nemmeno due neutroni, e quindi tanto meno quattro. Marques, e la sua equipe, sono rimasti talmente sconvolti, da nascondere questi risultati in un comunicato di ricerca, che negava la possibilità di poter trovare di nuovo tetraneutroni in futuro (Physical Review C, vol 65, p 44006).
Esistono infatti altre ragioni ancora più importanti che portano a dubitare dell’esistenza dei tretraneutroni. Se si aggirano le leggi della fisica al fine di permettere a quattro neutroni di legarsi assieme, qualsiasi forma di caos potrebbe diventare possibile (Journal of Physics G, vol 29, L9). “Significherebbe che l’insieme di elementi che si sono formati dopo il big bang è in contraddizione con ciò che oggi osserviamo e, ancor peggio, gli elementi che si sono formati sarebbero diventati troppo pesanti per essere gestiti dall’universo. L’universo sarebbe così dovuto collassare su se stesso prima di avere avuto la possibilità di espandersi,” afferma Natalia Timofeyuk, fisico teorico dell’Università del Surrey a Guildford, Inghilterra.
Ci sono, comunque, una serie di contraddizioni in questo modo di ragionare. Le teorie attuali ammettono che il tetraneutrone possa esistere, ma solo come una particella con un tempo di vita infinitamente piccolo. “Ciò potrebbe spiegare come mai quattro neutroni abbiano colpito il rilevatore del Ganil simultaneamente”, dice Timofeyuk. Ci sono altre evidenze che danno forza all’idea che la materia possa essere composta da multi-neutroni: le stelle a neutroni. Questi corpi, che contengono un numero incredibile di neutroni legati assieme, suggerisce che una forza tuttora sconosciuta possa entrare in campo quando i neutroni si raggruppano tra loro.
In www.coscienza.org

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I materiali dell'invisibilità
[10_07_07] Uno studio pubblicato su Nature e nel quale l'Italia ha un ruolo di primo piano con gli studiosi del gruppo di Mario Rocca del dipartimento di Fisica dell'università di Genova e del quale fanno parte Letizia Savio e Luca Vattuone, è un nuovo passo in avanti sui materiali invisibili.
E' stato scoperto un nuovo tipo di eccitazione elettronica, chiamata "plasmone acustico", sulla superficie di un materiale della famiglia dei "materiali plasmonici", materiali le cui eccitazioni elettroniche, chiamate plasmoni, hanno una significativa probabilità di essere eccitate e di sopravvivere abbastanza a lungo da consentire applicazioni tecnologiche. "Con tali materiali ,spega Rocca . è possibile realizzare lenti perfette, la cui risoluzione non è più limitata dalla lunghezza d'onda della luce utilizzata ... In prospettiva rendono possibile far scorrere la luce intorno ad un oggetto rendendolo perfettamente invisibile".

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Segreto DNA come origine di vita
[24_11_07] Il perché la natura abbia scelto proprio il Dna come origine della vita è ancora un mistero per gli scienziati, ma una ricerca italo-americana potrebbe per la prima volta aver trovato una spiegazione.
Uno studio dell' università di Milano e di quella di Boulder, in Colorado, pubblicato da Science, ha mostrato una possibile via per cui da piccole molecole di Dna si sono formate le lunghe catene comuni a tutti gli esseri viventi, dai batteri all'uomo.
I ricercatori sono partiti da considerazioni sul comportamento dei cristalli liquidi, dei particolari materiali usati ad esempio per i display dei telefonini, che hanno sia caratteristiche dei liquidi che dei solidi: "In questo tipo di materiali - spiega Bellini - le molecole immerse in acqua si dispongono in file ordinate tutte orientate allo stesso modo, ed eravamo curiosi di vedere se lo stesso vale anche per le sostanze che formano le lunghe catene di Dna". Nello studio sono state esaminate soluzioni di piccole catene di Dna, lunghe da sei a venti basi (il più grande cromosoma umano ne contiene 250 milioni), e sono state studiate con diverse tecniche, dalla microscopia ai raggi x, le conformazioni che queste assumevano in acqua: "Quello che abbiamo trovato è che anche catene così piccole formano strutture ordinate molto facilmente - continua il ricercatore - in dettaglio queste molecole formano goccioline in cui si dispongono l'una sull' altra formando una 'colonnina'. Le forze che tengono unita questa struttura non sono legami chimici, ma interazioni di tipo elettrico più deboli. E' interessante notare però che a finire vicine sono proprio le parti che nelle catene lunghe sono unite".
Proprio grazie ai raggi x è stato possibile 'vedere' fisicamente le strutture organizzate, grandi pochi millesimi di millimetro. La scoperta di questa caratteristica fisica del Dna potrebbe rispondere ad alcune delle domande ancora insolute sull'origine della vita. Quello che si sa infatti è che quattro miliardi di anni fa c'era un 'brodo primordiale' fatto di molecole organiche molto semplici immerse in acqua mentre i primi organismi semplici che usavano la fotosintesi, e quindi dotati di Dna, sono datati 2,7 miliardi di anni fa. "Quello che si crede è che i primi organismi funzionassero a Rna, che è un parente molto stretto del Dna, ma su come si sia formato non ci sono indicazioni - conferma Bellini - i nostri risultati, che abbiamo verificato anche per l'Rna, ci suggeriscono che le catene lunghe non si sono formate per caso, ma grazie all'accostamento di catene più piccole proprio nel modo giusto per formare strutture complesse. Questo spiega anche perché la natura ha scelto questo tipo di molecola per la vita fra tutte quelle a disposizione: non è stato un caso, ma hanno vinto quelle fisicamente più adatte".(Ansa)

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Anno zero per viaggiare nel tempo?
[09_02_08] Il 2008 potrebbe essere l'anno zero dei viaggi nel tempo, il punto limite raggiungibile da future generazioni di tempo-nauti in possesso dell'appropriata tecnologia. E questo grazie al nuovissimo acceleratore di particelle (LHC) in via d'inaugurazione al CERN di Ginevra - il centro europeo di studi fisici sulle particelle, capace, sembra, di "piegare lo spazio-tempo". Ma come nei migliori esempi di scoperte scientifiche destinate a cambiare la storia dell'uomo, potrebbe essere tutto frutto del caso. Secondo le ipotesi formulate da Irina Aref'eva e Igor Volovich, due studiosi russi - riprese dal settimanale britannico New Scientist - il LHC potrebbe infatti rivelarsi la prima macchina del tempo mai costruita dal genere umano, perché in grado, data la sua potenza, di piegare lo spazio-tempo creando una sorta di "cunicoli" attraverso i quali viaggiare nel tempo.

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Scoperta la più grande struttura di materia oscura
[23_02_08] E' un'enorme ragnatela invisibile che si estende per circa 270 milioni di anni luce e che, se potesse essere vista ad occhio nudo, occuperebbe una parte di cielo grande quanto la luna piena: è la più grande struttura fatta di materia oscura mai scoperta, descritta sulla rivista Astronomy and Astrophysics da un gruppo di ricerca canadese e francese coordinato dall'Istituto di astrofisica di Parigi.
"Il risultato è senza precedenti, una pietra miliare per l'astronomia", osserva uno degli autori dello studio, Ludovic Van Waerbeke, dell'università della British Columbia. Si tratta infatti di una conoscenza cruciale per comprendere la storia e il destino dell'universo, misurare tutte le sue componenti, sia la materia oscura che occupa il 20% del cosmo, sia quella visibile che occupa il 5% del cosmo.
Grazie alla fotocamera digitale più grande del mondo di cui é dotato il telescopio Canada-France-Hawaii Telescope (Cfht) sul monte Mauna Kea nelle Hawaii, i ricercatori hanno analizzato migliaia di immagini per individuare gli effetti gravitazionali della materia oscura sulla materia visibile, chiamati effetti della "lente gravitazionale debole".
La luce che arriva sulla Terra da galassie lontane, mentre viaggia nello spazio, spiegano gli esperti, è deviata dalla materia oscura che, lasciando la sua impronta sulla luce delle galassie, si rivela attraverso la sua forza di gravità. L'elaborazione delle informazioni raccolte ha permesso di ricostruire la distribuzione della materia oscura in una porzione di universo larga 270 milioni di anni luce, ovvero 2.000 volte la Via Lattea, svelando una struttura filamentosa simile a un'immensa ragnatela e confermando così la recente teoria della "cosmic web", secondo cui tutta la materia dell'universo, visibile e oscura, è distribuita in modo da formare un'enorme ragnatela (Ansa),

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La macchina del pensiero
[06_03_08] La "macchina del pensiero", ossia un apparecchio in grado di leggere quello che ci passa per la mente, un oggetto che finora sembrava destinato a rimanere nell'ambito della fantascienza, è diventata una realtà. Usando uno scanner simile a quelli utilizzati per le diagnosi negli ospedali, una squadra di ricercatori americani ha ideato un sistema computerizzato che è in grado di indovinare, ovvero di leggere nell'attività cerebrale, le immagini che un individuo sta guardando.
In pratica, la macchina legge quello che il cervello umano registra. La precisione con cui funziona è impressionante: il computer è capace di indovinare l'immagine esatta nove volte su dieci, quando tirando semplicemente a indovinare la percentuale sarebbe soltanto di otto immagini indovinate ogni mille tentativi.

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