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(Cultura e società, pagina 1) |
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Parte il pullmino dell’amore |
| Vuoi fare un regalo esclusivo?
Compra una stella L’iniziativa è di una società di Parma che ha deciso di dar vita ad una singolare compravendita interstellare. La società parmigiana tramite sito internet, propone, infatti, l’acquisto di una stella, garantito da un personalissimo certificato in carta filigranata d’oro, elaborato negli Usa. “E’ un esemplare unico, stampato singolarmente”, precisa la società. Per realizzare l’acquisto, basta alzare gli occhi al cielo e scegliere la più luminosa. Gli ideatori offrono, inoltre, la possibilità di assegnare un nome alla stella prescelta o accompagnare il regalo con una splendida dedica. Un’idea che invita a regalare un’emozione al posto dei soliti costosi regali. Del resto, considerata la distanza a nessuno verrà in mente di rivendicare la proprietà della stella a fine di lucro. Mentre, allo stesso tempo sarà come aver donato alla persona amata una porzione di cosmo. Un regalo meno costoso di un solitario ma sicuramente più brillante! www.regalaunastella.it |
| Desideri
all'asta contro la tortura |
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Ha fotografato l'
"anima" dell'uomo [14-10-2003]
Uno scienziato russo, Konstantin Korotkov, docente
di fisica a San Pietroburgo, presidente della "Kirlionics Tecnologies
International", con una équipe di specialisti in medicina,
biologia, ottica, informatica, psichiatria, fisiologia, afferma di essere
riuscito a fotografare l'anima al momento della morte. Lo scienziato sostiene
che la parte spirituale dell'uomo, al momento della morte, rimane ancora
qualche tempo intorno al corpo. Korotkov sostiene di aver fotografato,
con apparecchi speciali, le oscillazioni fosforescenti del campo elettromagnetico
intorno al corpo di un morto che permangono per un periodo fra otto e
48 ore a seconda del tipo di decesso. Intervistato dal quotidiano Moskovki
Komsomolets il professore ha spiegato il risultato di esperimenti durati
dieci anni e raccolti nel suo libro La Luce oltre la Vita.Per maggiori informazioni si veda: - Ho fotografato l’anima dell’uomo, di Guido Guidi Guerriera in “Il Resto del Carlino”, 15 ottobre 2003, p. 39. Siti web: http://www.reikirau.com/gdv%20aura.pdf http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/ad00_05i.htm |
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Fabrizio Quattrocchi: "Ecco
come muore un italiano" Tratto interamente da "Repubblica" in: http://www.repubblica.it/2004/d/sezioni/esteri/iraq19/guardare/guardare.html [16-04-04] Il racconto del giornalista di Al Jazeera che ha visto le immagini "Ecco come muore un italiano". La registrazione non trasmessa I 47 secondi dell'orrore "Posso..." e poi due spari Nel video l'ultima sfida di Quattrocchi agli assassini di CARLO BONINI L'orrore è un'immagine in campo stretto. È un uomo solo, in ginocchio dinanzi al braccio teso del suo boia. Che non può vedere, ma di cui intuisce l'intenzione. L'orrore è un ultimo sussulto di sfida e orgoglio: "Ti faccio vedere come muore un italiano". È la richiesta di incrociare gli occhi del proprio assassino - "Posso?..." - troncata dal colpo di grazia. Dura quarantasette secondi l'ultimo tratto di vita di Fabrizio Quattrocchi. Incisi in un documento filmato che Repubblica è in grado di ricostruire attraverso la testimonianza di chi ne ha passato i fotogrammi alla moviola nella notte di mercoledì 14 aprile. È Imad El Atrache, 34 anni, un passato da studente a Milano, oggi vicecapo del servizio esteri della televisione in lingua araba Al Jazeera. Eccole, dunque, le immagini rimaste chiuse in una sala di montaggio di Doha. Un uomo libero lo riconosci dal volto. Un prigioniero portato al patibolo da ciò che lo rende cieco di fronte alla morte. Una kefia di stoffa bianca a quadretti neri. È nei primi fotogrammi. Avvolge per intero la testa di Fabrizio Quattrocchi. Serrata come un turbante intorno alle tempie, fitta intorno agli occhi per renderne buio lo sguardo, allentata su naso e bocca per consentire il respiro e la parola. Il condannato affonda le ginocchia in un terriccio anonimo, come la luce del giorno che illumina la sua esecuzione. Forse è mattino. Forse il primo pomeriggio. L'inquadratura non ha posto né per il sole, né per il cielo. Non ha posto per nulla che possa anche soltanto offrire un indizio sulla tana del boia. Fabrizio Quattrocchi non ha ancora fatto sentire la sua voce, ma ha scritto il suo nome negli abiti che veste. Gli stessi su cui, 48 ore prima, ha indugiato la telecamera che lo mostrato al mondo come preda: una maglietta marroncina dal collo allentato che cade su un paio di jeans chiari. Le braccia sono piegate in avanti, strette ai polsi da quella che sembra una corda. È la postura dell'umiliazione. Che costringe a piegare collo e schiena e che Fabrizio Quattrocchi raddrizza con parole distinte, pronunciate ad alta voce, capaci di bucare il sudario bianco e nero che ne avvolge la testa. "Ti faccio vedere come muore un italiano", dice. Deve intuire la presenza del suo assassino di fronte a sé. E deve aver deciso di sfidarlo. Racconta Imad El Atrache: "Subito dopo aver pronunciato quelle parole, l'immagine mostra Quattrocchi sollevare entrambi i polsi in direzione del volto. Come se volesse sollevare un lembo della kefia che lo rende cieco...". È un movimento repentino, quasi istintivo, accompagnato da una richiesta di chi ritiene che almeno quest'ultimo gesto gli verrà concesso: "Posso?....". Ed è ora che gli viene data la morte. La morte è un braccio teso vestito di una maglia nera. Che entra nel campo visivo della telecamera stringendo una pistola di piccolo calibro. L'assassino è di fronte all'uomo che sta per finire, leggermente spostato sulla sua sinistra. È un destro. Esplode due colpi in sequenza, in direzione della tempia sinistra della sua vittima, strozzando quell'ultima richiesta, quel gesto istintivo: "Posso?... ". Quattrocchi muore nel buio della sua kefia. Si piega su un fianco. Cade in avanti. L'immagine ora si interrompe. Per riannodarsi sui fotogrammi della sepoltura. Il corpo di Quattrocchi viene trascinato su un fianco da un secondo uomo. Anche lui senza volto. Se ne vede soltanto il piede. Stretto in una scarpa sporca di terriccio. Lo stesso in cui sono affondate le ginocchia della vittima, in cui è stata scavata la sua fossa poco profonda. Venti centimetri o poco più, sufficienti ad una sepoltura sul fianco. Ancora uno stacco dell'immagine. Ancora, a seguire, un campo stretto. Sono passati 30, 35 secondi da quando si è sollevato il sipario sulla rappresentazione dell'orrore e, per la prima volta, all'uomo abbattuto come un animale viene restituita la dignità e la compostezza della morte. A Fabrizio Quattrocchi è riconsegnato il suo volto. La kefia bianca e nera è stata sciolta. Fabrizio Quattrocchi è ora un'immagine di profilo, il destro. Quello risparmiato dallo scempio dei due colpi esplosi a bruciapelo. Il corpo riposa sul fianco sinistro, composto nella fossa poco profonda. Gli occhi sono chiusi. Le braccia ripiegate sul tronco. La testa affonda nella terra che ne imbratta gli indumenti, i capelli, il collo. La telecamera indugia ancora qualche secondo, perché i destinatari di quei fotogrammi non abbiano dubbi. Sulla morte che è stata data. Sull'identità dell'uomo che l'ha ricevuta. Imad El Atrache è come svuotato. Il suo racconto lo ha riprecipitato nell'orrore di una notte che non dimenticherà. Nell'abisso di silenzio in cui, mercoledì sera, è sprofondata la sala di montaggio dove sono corsi gli ultimi 47 secondi di vita di un essere umano. "Non abbiamo avuto nessun dubbio - dice ora - a dirci che no, non potevamo. Perché quelle immagini documentavano qualcosa che Al Jazeera non ha mai volutamente mostrato: l'esecuzione di chi, al di là di ogni considerazione che può essere fatta, è e resta innanzitutto un essere umano... ". (ha collaborato Marco Hamam) (16 aprile 2004) |
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La "voce interiore"
dell'italiana Sonia Maino Gandhi [28-05-04] Con queste parole l'italiana Sonia Maino Gandhi Presidente dell' Indian National Congress, che ha vinto le elezioni il 13 maggio 2004, ha rinunciato all'incarico di formare un nuovo governo:"Devo umilmente rifiutare questo posto - ha detto Sonia Maino Gandhi aprendo i lavori del gruppo dei deputati del Congresso - vi prego di accettare la mia decisione e di accettare che non la cambiero''. Sonia Gandhi ha poi parlato di ''voce interiore'' e di ''coscienza'' che la inducevano ad assumere quella posizione di rinuncia. Negli ultimi giorni erano cresciute le proteste di esponenti della Destra nazionalista contro una nomina a premier di Sonia Gandhi, sul cui essere una ''straniera'' è stata impostata buona parte della campagna elettorale del Baratiya Janata Party, finora il partito di governo. Oggi la popolare Uma Bharti, capo del governo del Madhya Pradesh minacciava le sue dimissioni in caso di nomina a premier di Sonia Gandhi. Da parte sua il Bharatiya Janata Party aveva annunciato il boicottaggio della cerimonia di insediamento in caso di elezione di Sonia. La leader, vedova di Rajiv Gandhi, ex premier dell'India ucciso da estremisti tamil nel maggio del 1991 e a sua volta figlio di indira Gandhi, la premier assassinata dalle sue guardie del corpo nel 1984, ha lasciato che per tutto il giorno corressero le voci circa una sua rinuncia. Sonia Maino Gandhi è nata a Orbassano in provincia di Torino il 9 dicembre 1946. http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=43736 |
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A Carnevale la solidarietà
vale [05-02-05] Risate e divertimento pensando alle vittime dello Tsunami. E’ in questo modo che alcuni celebri Carnevali italiani festeggeranno il periodo più pazzo, colorato e divertente dell’anno. Mentre in tutta la Penisola impazzano balli, feste e divertimento, alcuni Comuni italiani hanno, infatti, deciso di dedicare una parte della kermesse a chi voglia di ridere non ne ha molta. Con lo slogan “Porta un sorriso a chi un sorriso non lo ha”, il Comune di Viareggio ha pensato bene di affiancare ai carri, le maschere e i piatti gastronomici un po’ di solidarietà. Presso la Cassa di Risparmio di Firenze, è stato, infatti, aperto per l’occasione un conto corrente (c/c 60000/00) per raccogliere fondi a favore dei bambini dell’Asia colpiti dal maremoto. Il Carnevale di Putignano ha, invece, deciso di dedicare l’ameno appuntamento alle popolazioni del sud-est asiatico, devolvendo loro il 10% degli introiti provenienti dalla nota Lotteria Nazionale del Carnevale. Un veglione di beneficenza per le vittime del maremoto è quanto, infine, è stato organizzato dal Carnevale Dauno di Manfredonia. Buon divertimento a tutti, allora! Ma con un pizzico di solidarietà. Per maggiori informazioni: www.carnevalediputignano.it www.vareggio.ilcarnevale.com www.carnevaledauno.org |
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Cina: massacro di animali da pelliccia [02_03_06]Una nuova investigazione ha portato alla luce orrori inimmaginabili all’interno degli allevamenti di animali da pelliccia in Cina: animali rinchiusi in anguste gabbie di rete metallica, completamente spoglie e senza riparo. Una prigionia che provoca gravi effetti sul loro comportamento: stereotipie, passività, automutilazione, problemi di riproduzione, fino all'infanticidio. Al momento dell’uccisione gli animali, portati nei mercati all’ingrosso dove le grandi compagnie vanno ad acquistare le pelli, vengono storditi con ripetuti colpi alla testa, inferti con un bastone, con una barra metallica, oppure prendendo gli animali dalle zampe posteriori e sbattendoli a terra con violenza. Gli animali lottano, hanno convulsioni, infine giacciono tremanti a terra: molti rimangono vivi. Poi arriva l’accetta, ma non per finirli, per mutilare la zampe. La scuoiatura avviene quando molti sono ancora coscienti; anche alla fine respirano ancora e il cuore continua a battere, i movimenti del corpo e degli occhi sono evidenti per altri 5/10 minuti. Per saperne di più vai al sito web: www.infolav.org |
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Il fascino del "Keské" |
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91° Congresso Mondiale di Esperanto |
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Gli angeli del fango |
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Monumento a Martin Luther King Meno di quaranta anni fa, in America, c'erano fontanelle pubbliche separate per bianchi e neri. A teatro, le balconate erano altrettanto separate e così i posti negli autobus pubblici. La lotta per cambiare queste condizioni e guadagnare la parità dei diritti di fronte alla legge per i cittadini di qualsiasi razza è stata la scelta di fondo della breve vita di Martin Luther King.Pacifista convinto e grande uomo del Novecento, Martin Luther King Jr. nasce il 15 gennaio 1929 ad Atlanta (Georgia), nel Profondo sud degli States. Suo padre era un predicatore della chiesa battista e sua madre una maestra. I King inizialmente vivono nella Auburn Avenue, soprannominata il Paradiso Nero, dove risiedono i borghesi del ghetto, gli "eletti della razza inferiore", per dirla con un'espressione paradossale in voga al tempo. Nel 1948 Martin si trasferisce a Chester (Pennsylvania) dove studia teologia e vince una borsa di studio che gli consente di conseguire il dottorato di filosofia a Boston. |
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