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(Bambini, pagina 2) |
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Diventare amico dell' UNICEF [18-06-06] Si può diventare "Amico dell'UNICEF" con una donazione regolare di 15 euro al mese ed entrere a far parte di un gruppo davvero speciale di persone che vogliono fare di più per i bambini. Il contributo, costante e affidabile, aiuterà l'UNICEF a pianificare più efficacemente i suoi interventi in favore dei bambini in tutto il mondo e a rispondere prontamente alle emergenze umanitarie causate dalle guerre o dalle calamità naturali, in cui proprio loro sono le prime vittime. Come Amico dell' UNICEF. 1. Si riceverà una tessera personale annuale. 2. Si potrà essere aggiornati periodicamente su quanto realizzato in favore dei bambini. 3. Sarà inviato un riepilogo annuale delle donazioni, che potrà essere utilizzato anche ai fini fiscali. Le offerte all'UNICEF infatti sono deducibili o detraibili dai redditi. Per maggiori informazioni su "Amici dell'UNICEF" e per adesioni con carta di credito chiama il Numero Verde gratuito dell'UNICEF Italia tel. 800745000 |
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Violenza sui bambini [12_10_06] Nella conferenza stampa presso la sede della SIOI è stato presentato, oggi, a Roma e in contemporanea a New York, il nuovo Rapporto ONU sulla violenza contro i bambini. Vedi il documento presentato. |
| Un sito web tutto per il bambino [12_01_07] Dagli autori della collana Il bambino naturale - pubblicata da"'Il leone verde Editore" - nasce su Internet un luogo di discussione, dove i temi legati al mondo dei più piccoli sono affrontati in una prospettiva diversa, lontana dagli interessi industriali e commerciali, tipici del mondo moderno. Un sito web voluto per offrire ai genitori - attraverso news, rubriche di approfondimento e forum di discussione - spunti di riflessione che possano aiutarli a scegliere in modo consapevole circa l'alimentazione, la salute e la crescita dei propri figli. www.bambinonaturale.it |
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In 13 paesi i bambini soldato [07_02_07]
Un insieme di misure per impedire il reclutamento deibambini soldato e per lottare contro l'impunità di quanti li sfruttano e li gettano nei conflitti è stato approvato da 58 paesi nell'ambito dei lavori della conferenza internazionale 'Liberiamo i bambini della guerra'. Centinaia di migliaia di bambini soldato continuano ad essere costretti a combattere in almeno 13 stati, dall' Afganistan all' Uganda, sebbene siano passati 10 anni da quando a Citta' del Capo, nel sud Africa, un accordo internazionale promosso dall' Unicef, ne aveva impedito il reclutamento al di sotto dei 18 anni. Lo ha annunciato 'Save the children', l' organizzazione internazionale per i diritti dei bambini. I bambini soldato sono costretti a combattere in Afganistan, Burundi, Chad, Colombia, Repubblica Democratica del Congo, Costa d' Avorio, Myanmar, Nepal, Filippine, Sri Lanka, Somalia, Sudan e Uganda. Secondo una relazione dell' Unicef del 2003, 8.000 bambini soldati in Afganistan sono stati prelevati ma non completamente reintegrati nella societa'. Per 'Save the children' 10.000 bambini associati con i ribelli del Lord resistance army sono ancora nelle formazioni militari in Uganda e nello Sri Lanka ne sono stati reclutati 5.000 dal 2001. Bambini di 8 anni sono stati reclutati dalle forze del governo nel Sudan, e piu' di 8.000 sono ancora usati dai ribelli e dai gruppi di milizie nell' Africa dell' ovest. Nella guerra tra le forze governative e quelle delle Corti islamiche in Somalia sono stati reclutati per combattere anche ragazzini di 12 anni. ''Le bambine sono difficili da trovare, sono nascoste. Diventano le mogli o le schiave sessuali dei soldati'', ha detto Pernille Ironside della sede dell' Unicef in Congo per il quale 4.000 bambini devono ancora essere recuperati nella regione. In Uganda - secondo un documento del novembre scorso - si stima ci siano circa 6.500 bambine soldato, rapite dai ribelli del Lord Resistance Army (il 33% del numero totale dei minori combattenti nel Paese). Nella Repubblica democratica del Congo sarebbero 12.000 le bambine ancora associate con le forze armate; nello Sri Lanka 21.500 bambine sono state coinvolte nel conflitto armato in corso (il 43% dei bambini soldato del Paese). Nella maggior parte dei casi il reclutamento avviene con il rapimento, anche se sono molte le giovani che si uniscono agli eserciti per reazione alle violenze subite o spinte dalla ricerca di protezione, di cibo e del necessario per sopravvivere. |
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