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(Bambini, pagina 1) |
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I bambini del Planet per
i bambini del Mondo E’ iniziata a luglio e terminerà a dicembre l’iniziativa che vede il famoso locale di Roma “Planet Hollywood” al fianco di Ai.Bi, l’associazione di volontariato Amici dei Bambini. Grazie a questo esplosivo connubio i bambini più fortunati possono aiutare quelli che non hanno avuto la fortuna di nascere in un mondo sano, libero e senza povertà. Il famoso locale di Via del Tritone applica, infatti, uno sconto sul Kid’s Menu; mentre lo staff del Planet fornisce la busta “Amici dei Bambini” per permettere ai piccoli clienti ed ai loro genitori di fare offerte a sostegno dei compagni più bisognosi. www.aibi.it |
| Basta “un soldo di cacio" Piccole star in erba hanno debuttato allo Sperimentale di Ancona, devolvendo interamente i proventi dello spettacolo all’AMBALT, l’associazione che si occupa dei bambini dell’Ospedale Salesi, affetti da leucemie e tumori. I piccoli protagonisti, che fanno parte della Compagnia Marchigiana di operetta per bambini, “Zonamusica”, hanno impegnato circa un anno e mezzo della loro vita, per riuscire a preparare al meglio la bella iniziativa. “Una storia da raccontare: per un soldo di cacio”, questo il titolo dell’operetta che nasce dalle idee dei bambini, raccolte ed elaborate. Una storia che parla di amicizia, diversità e ricerca; temi che si sposano perfettamente con lo spirito umanitario dell’iniziativa. La storia raccontata è quella di un soldo di cacio che improvvisamente si perde nella foresta. Un luogo spaventoso, ma soprattutto sconosciuto al povero soldo di cacio. In suo aiuto accorrono, così, l’amico elefante e due funghi investigatori. Da qui inizia una lunga ricerca che porterà i tre personaggi a vivere splendide emozioni. La foresta è, infatti, un luogo straordinario e tanti sono gli incontri interessanti che i tre fanno con personaggi di ogni specie. Solo alla fine e dopo mille peripezie, l’elefante e i due funghi riusciranno a ritrovare il loro soldo di cacio. L’amico è, però, cambiato… e tanto! L’avventura nella foresta lo ha, infatti, maturato, insegnandogli a vincere ogni paura. Ora non è più un soldo di cacio ma una grossa forma di grana! La trama è avvincente e contiene un messaggio di coraggio per tutti i bambini malati. Ma la bella iniziativa che ha avuto il merito di raccogliere fondi utili all’AMBALT, è servita anche ad avvicinare questi piccoli attori a quei tanti bambini che sono costretti a vivere un momento difficile della loro vita. E’ forse pensando a loro che dopo un primo difficile impatto, i piccoli protagonisti hanno superato ogni timore, dimostrandosi infine dei veri professionisti dello spettacolo. Il sito dell’associazione AMBALT è: www.ambalt.com |
| Lega del Filo d'Oro In oltre 35 anni di attività, la Lega del Filo d'Oro ha creato tutta una serie di strutture che le consentono di offrire l'assistenza più qualificata ad un numero sempre più elevato di persone sordocieche, in diverse parti del territorio. La sede centrale della Lega é Osimo dove si opera principalmente attraverso tre strutture: il Centro diagnostico e di documentazione, il Centro di Riabilitazione e la Comunità Kalorama. Con l'apertura delle sedi di Milano, Roma e Napoli e la collaborazione di operatori territoriali la Lega del Filo d'Oro é diventata un importante punto di riferimento per i sordociechi di altre regioni. Con la creazione della Comunità Alloggio di Milano ha potuto offrire a 5 adulti sordociechi una vera casa, nella quale possono imparare a vivere in modo più autonomo. Inoltre, la lunga esperienza e il continuo confronto con enti di altri Paesi le consentono di offrire una preziosa consulenza a enti e istituti italiani, sia pubblici che privati. Per saperne di più visita il sito www.legadelfilodoro.it |
| Una risposta allo sfruttamento
minorile Dopo l’Abruzzo anche la Toscana dice no allo sfruttamento minorile. Per essere sicuri di fare acquisti e non alimentare il lavoro minorile la regione Toscana ha, infatti, istituito il marchio etico. Si tratta di uno standard di riferimento in grado di accertare l’eticità delle aziende che realizzano una parte del loro lavoro all’estero. Il requisito indispensabile per ottenere la Social Accountability 2000 (SAI) è rappresentato dal rispetto delle convenzioni internazionali stipulate dall’Onu sul lavoro minorile e sui diritti umani e dei bambini. Prima della Toscana solo l’Abruzzo nel febbraio del 2000 aveva deciso di istituire il marchio etico. Nessun’altra regione italiana ha, infatti, ancora adottato l’importante iniziativa. Eppure lo sfruttamento minorile è un fenomeno molto diffuso nel mondo. Secondo l’IPEC (Programma internazionale per l’eliminazione del lavoro minorile) dell’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro), nel mondo sono circa 250 milioni i bambini tra i 5 e i 14 anni impiegati in varie attività, di cui 140 mila bambini e 110 mila bambine. Tra i paesi maggiormente coinvolti: l’Asia e l’Africa. In Asia il Bhutan presenta una percentuale di bambini sfruttati pari al 51,05%, a Timor Est invece la percentuale è del 45,39%, nel Nepal del 45,18% e nel Bangladesh del 30,12%. In Africa, tra i paesi dove lo sfruttamento minorile è più cospicuo c’è il Mali con il 54,53%, il Burkina Faso con il 51,05% e il Burundi con il 48,97%. Occorre, però, precisare che in queste stime non vengono considerati i bambini di età compresa tra i 14 ed i 15 anni e quelli impiegati in lavori domestici, poiché le due categorie sono difficilmente quantificabili. Qualora anche queste due categorie potessero essere valutate, le percentuali sarebbero notevolmente superiori. Tra le attività in cui i minori vengono maggiormente impiegati troviamo: il lavoro domestico, il lavoro forzato che comprende forme di schiavitù, lo sfruttamento sessuale, il lavoro in industrie o piantagioni, il lavoro in strada, il lavoro nella propria famiglia. Per saperne di più visita: www.alisei.org; www.unicef.org; www.minori.it; www.ilo.org Per avere maggiori informazioni sul “Social Accountability International” visita il sito: www.cepaa.org |
| Rapporto Unicef
sullo sfruttamento sessuale dei bambini 2° Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini (Yokohama 17-20 dicembre 2001) "È difficile
immaginare
un ostacolo più grande di quello rappresentato dal commercio
sessuale di bambini nel cammino verso la realizzazione dei diritti umani.
Eppure la tratta dei bambini è solo un elemento del problema
ancor più diffuso e profondamente radicato degli abusi sessuali.
Milioni di bambini in tutto il mondo sono sfruttati per il sesso a pagamento.
Comprati e venduti come un qualsiasi bene, fatti oggetto di commercio
all'interno e al di fuori dei confini nazionali, gettati in situazioni
quali i matrimoni forzati, la prostituzione e la pornografia infantile.
Molti di loro subiscono danni profondi e talvolta permanenti. Il normale
sviluppo fisico ed emotivo viene compromesso, come pure l'autostima
e la fiducia. Alla stragrande maggioranza viene anche negato il diritto
all'istruzione come pure il minimo momento di divertimento e gioco",
con queste parole il Direttore dell'UNICEF Carol Bellamy ha lanciato
il Rapporto sullo sfruttamento sessuale dei bambini" pochi giorni
prima dall'apertura del secondo Congresso mondiale contro lo sfruttamento
sessuale dei bambini, che si svolgerà a Yokohama tra il 17 e
il 20 dicembre, organizzato dal governo del Giappone, UNICEF, ECPAT
International e il Comitato Ong (per la Convenzione) sui diritti dell'infanzia. Sfruttamento
sessuale a scopo di lucro- Fatti e cifre Non ci sono cifre adeguatamente documentate sul numero di bambini che sono sfruttati sessualmente a scopo commerciale. La natura clandestina dell'industria internazionale del sesso ha reso impossibile andare oltre le stime approssimative, ma l'UNICEF valuta che circa un milione di bambini ogni anno viene introdotto nel commercio sessuale. - Asia Watch, un'organizzazione
non governativa (Ong), ha riportato che 50.000 ragazze nepalesi sono
state vendute e mandate in India per essere costrette a lavorare nei
bordelli di Bombay. E i ragazzi? Matrimonio precoce:
una tradizione dannosa La tratta La tratta di
bambini dall'Albania L'impatto dei conflitti armati sullo sfruttamento sessuale
dei bambini |
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A chi rivolgersi
quando esiste un sospetto di abuso "Quando si ha il sospetto di trovarsi di fronte a un bambino vittima di abuso, occorre rivolgersi senza esitazioni a chi è in grado di capire e intervenire, perché ha col bambino un rapporto costante: ad esempio il pediatra, gli insegnanti. Ma è essenziale sapere che ci si può rivolgere anche direttamente ai servizi comunali di assistenza sociale, ai servizi di neuropsichiatria infantile (ogni ASL può fornire indirizzi e telefoni di zona), e agli Uffici minori istituiti dalla Polizia di stato (raggiungibili chiamando il 113). I pediatri di base con l'UNICEF per la prevenzione della pedofilia e dell'abuso sull'infanzia. La FIMP (Federazione italiana medici pediatri) e il Comitato Italiano per l'UNICEF ritengono che, accanto ai dibattiti e alle denunce sulle cause, la prevalenza e l'efferatezza del fenomeno pedofilia e dell'abuso sull'infanzia in Italia, che rappresentano una reazione immediata, ma probabilmente limitata nel tempo, siano necessari atti concreti che anche in futuro permettano attenzione continua, sensibilizzazione e sostegno per fanciulli e genitori. FIMP e UNICEF ritengono che siano necessarie iniziative che abbiano come obiettivo la prevenzione, l'individuazione e il superamento delle problematiche legate alla pedofilia e all'abuso (e, conseguentemente, anche ad altre situazioni di disagio e sofferenza dell'infanzia), iniziative che siano in grado di prolungarsi nel tempo e divenire abitudine e pratica quotidiana. FIMP e UNICEF hanno deciso perciò di collaborare in maniera propositiva in una campagna che ha come obiettivo la prevenzione della pedofilia e dell'abuso sull'infanzia, campagna che ha il patrocinio del Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio e del Ministero della Sanità. La campagna di formazione, sensibilizzazione e informazione, rivolta in primo luogo agli stessi medici pediatri, anche attraverso corsi di formazione, ma anche alle famiglie e ai bambini stessi, tramite poster e pieghevoli che saranno presenti in tutti gli studi e sale d'aspetto dei pediatri di base. La FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) conta quasi 7000 pediatri di base, che da più di 20 anni, all'interno del Servizio Sanitario Nazionale, operano per la tutela globale della salute del bambino e che sono dei sensori aperti collocati capillarmente nel tessuto sociale, naturali mediatori della comunicazione e dell'ascolto per bambino e famiglia. http://www.unicef.it/abusi.htm |
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Cos'é ecpat? "ECPAT è una rete di organizzazioni e singoli individui che operano insieme per eliminare la prostituzione infantile, la pornografia infantile e il traffico di bambini a scopi sessuali. ECPAT nasce in Tailandia nel 1991 per affrontare l'allarmante crescita esponenziale della prostituzione infantile e dell'incidenza che il turismo aveva nell'estendersi di tale fenomeno. ECPAT e' oggi presente in piu' di 40 paesi. Nel 1994 nasce in Italia e dal 1998 e' costituita come ONLUS. ECPAT-Italia è autonoma, pluralista, apartitica, aconfessionale, a carattere volontario e democratico e non persegue finalità di lucro. L'associazione adotta la denominazione di Organizzazione Non Lucrativa e di Utilità Sociale (ONLUS) e opera su tutto il territorio nazionale. · Lavora a stretto contatto con organizzazioni non-governative, UNICEF, ILO e numerosi altri gruppi individuali. · Collabora con le forze dell'ordine del paese d'appartenenza e con l'Interpol. · Affianca l'industria turistica nella lotta contro il turismo sessuale che sfrutta i bambini. · Sensibilizza le autorità locali affinché mettano a punto strategie per la protezione del bambino da ogni forma di sfruttamento sessuale. · Identifica e denuncia le attività degli sfruttatori in Italia e all'estero. · Fa azione di lobbying per l'approvazione di leggi o il miglioramento di quelle esistenti per una più efficace protezione dei minori. · Lavora con insegnati e studenti per approfondire lo studio dei diritti umani; dello squilibrio nord-sud; del turismo responsabile, rispettoso della dignità dell'altro. · Vigila sui media e su Internet per contrastare l'uso del bambino per la produzione di materiale". http://www.ecpat.it/home.html |
| Il telefono arcobaleno "Le indicazioni che seguono sono relative ai principali rischi connessi all'utilizzo del computer da parte di un bambino, in relazione all'età ed alle differenti esigenze che questi incontra nella crescita. Prima di procedere oltre è, però, opportuno chiarire alcuni aspetti di fondo gli argomenti affrontati. Non si intende in alcun modo diffondere una "cultura del sospetto" intorno agli strumenti informatici in generale ed ad internet in particolare, ma soltanto rendere edotti i lettori di quelli che possono essere i rischi legati ad uno scorretto utilizzo del computer ed offrire loro alcune semplici soluzioni per ridurre, se non eliminare, questi rischi. Si accennerà a sistemi e programmi in grado di svolgere una funzione di controllo e di filtro sui programmi eseguiti nel computer; non si tratta di un'istigazione a violare la privacy di altri soggetti, anche i bambini hanno il diritto di veder tutelata la loro riservatezza, ma soltanto di un invito ad esercitare con maggior consapevolezza il non facile "mestiere" di genitore. È evidente che, in alcune occasioni, la necessità di vigilare sui propri figli e sulle loro attività "informatiche" rende necessario ottenere informazioni sui loro amici di e-mail o di chat e verificare dove conducano i loro "viaggi" virtuali per accertarsi che "navigando" non si spingano verso lidi pericolosi. Ma deve essere chiaro che nessuna forma di controllo o di filtro potrà mai sostituire la fiducia e l'onestà reciproca che devono essere alla base del rapporto tra genitori e figli. È bene ricordare, infatti, che per quante conoscenze si acquisiscano, per quanto abili si possa diventare esisterà sempre un sistema, un programma o altro per aggirare e inficiare protezioni e barriere, se queste vengono vissute come un'ingiusta limitazione alla propria libertà ed una manifestazione di sfiducia nei propri confronti. Dunque, l'installazione di programmi e di filtri come la necessaria verifica dei contenuti non dovrà mai essere presentata come una forma di controllo dettata dalla sfiducia, ma come la dimostrazione di un interesse alle attività informatiche del figlio e come un argine contro i pericoli esterni che questi potrebbe incontrare e e non sapere come fronteggiare. Soltanto in questo modo il controllo del genitore non sarà vissuto come una sorta di "gabbia", ma verrà invece percepito come una ulteriore manifestazione del comportamento di protezione da parte del genitore. Da ultimo è opportuno sottolineare come sia inutile l'adozione di mezzi di difesa e controllo se non si possiede almeno un minimo di cultura informatica in quanto la sicurezza di un qualsiasi sistema è direttamente proporzionale alla solidità dell'anello più debole della catena, anello che nella maggior parte dei casi è rappresentato proprio dall'utente. Le indicazioni che seguiranno sono limitate a nozioni di carattere generale, aventi come unico scopo quello di permettere anche al lettore con poca dimestichezza in in informatica, di comprendere gli elementi essenziali del discorso. Internet è un serbatoio di informazioni e notizie, non tutte adatte ad un bambino o un ragazzo, e, pertanto si rende necessario adottare alcune cautele al fine di evitare che lo stesso si imbatta in siti contenenti materiale non adatto ad un bambino o comunque pericolosi. La soluzione migliore è quella di utilizzare insieme internet, partecipando alle ricerche ed alla navigazione del bambino ed insegnandogli ad evitare le insidie più frequenti. In primo luogo occorre subito specificare che il rischio maggiore che corre un ragazzo che navighi da solo non è quello di essere molestato on line, ipotesi piuttosto remota, ma quello di cadere in qualche truffa. Numerosi siti, infatti, sfruttano l'ingenuità dei navigatori più giovani, e non solo la loro, per realizzare delle veri e propri raggiri. Si pensi ai vari servizi che promettono di far accedere a migliaia di suonerie o scaricare loghi gratis, "scaricando il software di connessione ". Quello che però non viene chiaramente detto, se non cliccando su "informazioni", è che il suddetto software è in realtà un dialer ovvero un programma che permette di effettuare una chiamata ad un determinato numero di telefono differente da quello del proprio provider e generalmente posto in altri paesi o del genere 166 o 899 con notevole aggravio dei costi per l'utente (€1,31 al minuto). In questo modo l'ignaro navigatore crede di usufruire di un servizio gratuito che in realtà andrà poi a pagare, piuttosto salato in bolletta!! Questi programmi non sono dei virus e, pertanto, gli antivirus non vengono istruiti per riconoscerli. Si tratta, infatti, di applicazioni (connotate dall'estensione .exe) di solito scaricate e installate volontariamente dagli stessi utenti. L'unico modo ragionevole per non trovarsi nelle condizioni di pagare bollette per svariati milioni è quello anzitutto di non scaricarr/installare questo tipo di programmi; è conveniente anche controllare spesso la cartella Accesso Remoto e le proprietà delle connessioni esistenti. eliminando immediatamente quelle che non corrispondono alla connessione con il proprio o i propri Provider. Utili accorgimenti sono quelli di non azzerare del tutto il volume del modem in modo da accorgersi subito se il numero composto è troppo lungo o comunque diverso dal solito (dopo poche connessioni la sequenza di impulsi prima, e di toni poi, diventa una "musichetta" familiare), e di non salvare la password della connessione, in modo che la sequenza di connessione non si completi automaticamente: in tal caso, una connessione che parta automaticamente senza richiesta di password dovrebbe immediatamente destare allarme. Un altro rischio concreto è quello di imbattersi in virus informatici in grado di danneggiare il contenuto dell'hard disk. Anche in questo caso la soluzione è duplice: prudenza nell'eseguire programmi o applicazioni scaricati da Internet o ricevuti tramite e-mail (anche se da indirizzi di amici o parenti) ed utilizzo di un antivirus, da tenere sempre aggiornato (per informazioni sugli antivirus si veda http://www.virgilio.it/canali/computer/extra/antivirus/software.html). Per quanto riguarda il problema dei contenuti è possibile utilizzare appositi programmi in grado di filtrare, in base a criteri stabiliti dall'utente, siti pornografici, violenti o comunque osceni. Premesso che siamo fermamente convinti che simili strumenti, se non accompagnati ad un corretto rapporto genitori-figlio, siano perfettamente inutili, possiamo sostenere che esistono varie categorie di strumenti. Il più conosciuto è, probabilmente, Norton Internet Security (http://www.symantec.com/sabu/nis/nis_pe/), che integra un ottimo firewall (un firewall, letteralmente parete tagliafuoco, è un programma che costituisce - se correttamente settato - una barriera tra il computer collegato alla Rete e la Rete stessa, filtrando tutte le informazioni in entrata e in uscita e segnalando tutti i possibili attacchi dall'esterno; in questo modo il programma è in grado di limitare il rischio di un accesso abusivo alla macchina dall'esterno) con un sistema di parental control volto ad evitare l'accesso da parte dei bambini a determinate categorie di siti. In particolare questo programma, ma ne esistono altri con caratteristiche simili (i.e. e-safe, http://www.esafe.com/esafe/default.asp?cf=tl, cyberpatrol, http://www.cyberpatrol.com/ ) dispone di una account che possono essere configurati in base alle esigenze della famiglia. Per esempio, in caso di presenza di più figli è possibile garantire a ciascuno di loro un proprio livello di accesso compatibile con le esigenze dell'età. Questo livello di accesso può variare da un minimo (il bambino può utilizzare solo programmi e siti approvati espressamente) ad un massimo (vengono esclusi programmi e siti specifici) in un numero pressoché infinito di variabili. Resta comunque implicito che un simile sistema è realmente utile soltanto laddove venga utilizzato per evitare un accesso casuale a determinate categorie di siti o a certi programmi, ma non può essere ritenuto in alcun modo la soluzione di tutti i mali. Questo per due ottime ragioni: la prima è che ogni programma ha (almeno) un punto debole che può essere scoperto ed utilizzato per aggirarlo, la seconda è che comunque internet è oggi talmente diffuso che illudersi di impedire al proprio figlio l'accesso a siti non adatti affidandosi solo a barriere esterne, senza cercare di fargli comprendere e condividere le ragioni dei limiti è piuttosto ingenuo (... esitono sempre i computer degli amici!!). Da ultimo affrontiamo il remoto ed improbabile, ma non impossibile, rischio che il bambino riceva delle molestie tramite internet. Il rischio maggiore proviene dai programmi di chat e di messaggistica istantanea che permettono di conversare a distanza con altri utenti. Premesso che simili strumenti, se utilizzati correttamente, sono un notevole incentivo alla crescita culturale di un individuo, è bene ricordarsi alcune basilari norme di buon senso, per evitare di fare brutti incontri. In primo luogo, è bene ribadirlo, è fondamentale che, con adeguata frequenza, il genitore si accompagni al figlio anche durante la chat; in fondo conoscere gli amici dei propri figli è un'esigenza comunemente avvertita, perché Internet dovrebbe fare eccezione? È poi importante spiegare al ragazzo che è bene non fornire mai troppe informazioni all'amico di chat: questi potrebbe essere un suo coetaneo, ma potrebbe anche essere un adulto che si finge un ragazzino per i più svariati motivi. In particolare il ragazzo non dovrà mai fornire in chat il proprio numero di telefono, il nome ed il cognome, l'indirizzo di casa, la scuola o i luoghi che frequenta, o quantomeno non dovrà fornirli a soggetti appena conosciuti e, soprattutto, senza il preventivo consenso dei genitori. È poi opportuno evitare di frequentare chat non adatte all'età del ragazzo, dove questi potrebbe imbattersi in argomenti del tutto inopportuni. Tuttavia non è utile esagerare con limiti e divieti, affinché questi non vengano vissuti come un'inutile ingerenza da parte dei genitori. Come in tutte le cose è opportuno utilizzare sempre il buon senso, mantenendo il giusto equilibrio. Già questo basta per ridurre drasticamente i rischi di fare brutti incontri sulle vie telematiche. Nel caso in cui, nonostante le precauzioni, avvenga qualche brutto episodio, come l'invio di materiale pornografico, proposte oscene, approcci diretti la cosa migliore da fare è in primo luogo tranquillizzare il bambino e non colpevolizzarlo addossandogli colpe o responsabilità, in secondo luogo valutare l'effettiva portata dell'evento e le circostanze che hanno portato all'invio del materiale o all'approccio. In particolare controllate bene le caratteristiche utilizzate dal bambino per creare il proprio profilo: in chat è possibile che una adolescente di dodici anni si presenti come una ventenne (ricordiamoci che non è possibile vedere in faccia l'interlocutore o ascoltare la sua voce) e che gli altri frequentatori della chat si rapportino con lei di conseguenza, magari invitandola ad uscire una sera. In questo caso, è evidente che non ci si è imbattuti in un molestatore di bambini, ma in un utente, magari ingenuo o poco smaliziato. A scanso di equivoci, è evidente che qui ci si riferisce ad un normale invito, non certo a molestie, messaggi o immagini volgari che possono essere perseguiti indipendentemente dall'età della vittima. In caso di molestia è opportuno agire nella seguente maiera: 1. fare una copia cartacea del testo del messaggio (e-mail, chat o simile), facendo attenzione a non aprire allegati o eseguire file sospetti (potrebbero contenere virus); 2. segnare con attenzione data e ora in cui questa è avvenuta; 3. se è avvenuta in chat, segnare il nickname del molestatore e ogni altra informazione che potrebbe tornare utile al fine dell'identificazione (un numero seriale, un identificativo, l'indirizzo IP ); 4. se la molestia è avvenuta tramite e-mail occorre fare attenzione a stampare l'e-mail completa e non soltanto il testo del massaggio. Occorre cliccare con il tasto destro del mouse sul messaggio, scegliere la voce "proprietà", poi "dettagli" ed infine "messaggio originale". A questo punto selezionate tutto il testo del messaggio, copiatelo, incollatelo in un editor di testi e stampate il tutto. In alternativa potete copiare il messaggio in un floppy ed allegarlo alla denuncia\querela che presenterete. 5. una volta acquisito il materiale potrete portare il tutto alla stazione dei Carabinieri (o Guardia di Finanza o Polizia) più vicina a voi e presentare il tutto all'ufficiale di Polizia Giudiziaria incaricato di ricevere la denuncia o la querela (in breve: si presenta una denuncia se il reato è perseguibile di ufficio, una querela se occorre un'iniziativa della vittima per attivare le indagini; in pratica non è necessario preoccuparsi del termine utilizzato). Unica cautela: se il reato è perseguibile a querela della persona offesa (molestie, ingiurie, ma anche violenza sessuale) i termini per presentare la querela scadono dopo tre mesi (sei per la violenza sessuale). 6. NB: se vi doveste imbattere in un sito contenente materiale pedo pornografico LIMITATEVI A SEGNALARNE L'INDIRIZZO A TELEFONO ARCOBALENO SENZA SCARICARE O STAMPARE NULLA: la legge 269\98 punisce, infatti, chiunque detenga a qualsiasi titolo materiale pedo pornografico. In conclusione un ultimo consiglio: se possibile, sarebbe opportuno collocare il computer in una stanza di passaggio in modo da evitare che il bambino lo utilizzi in luoghi (ad esempio la propria camera) di fuori della possibilità di un sufficiente controllo da parte dei familiari". Tratto integralmente da: http://www.telefonoarcobaleno.com/documenti/internetbs.html |
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Il
telefono azzurro La prima linea telefonica nazionale per la prevenzione dell'abuso all'infanzia e la tutela dei minori è nata a Bologna l'8 giugno 1987, fondata da Ernesto Caffo, professore associato di Neuropsichiatria infantile all'Università di Modena. Nel 1990 è stata attivata la prima linea gratuita, trasformata il 26 novembre 1994 nel numero breve 1.96.96, attivo su tutto il territorio nazionale 24 ore su 24 per 365 giorni l'anno. Questa linea gratuita è riservata ai bambini e ai ragazzi fino ai 14 anni. Oltre alla linea gratuita Telefono Azzurro ha un altro numero telefonico, lo 051.22.52.22, comunemente chiamato linea istituzionale. A questa linea, con sede unica a Bologna, possono rivolgersi gli adulti per segnalare problemi che coinvolgano i minori. Per dare una risposta a tutti i bambini che chiamano e per far fronte alle migliaia di chiamate al giorno da ogni parte d'Italia è stato attivato a Milano nel giugno 1999 "Il centro nazionale d'ascolto telefonico" Sono oltre 1000 i volontari di Telefono Azzurro attivi su tutto il territorio nazionale. Grazie al loro aiuto si realizzano progetti specifici a diretto contatto con l'infanzia, nelle scuole e nelle carceri, campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica sui diritti dei bambini e iniziative di raccolta fondi. Cinquantanove Prefetture italiane collaborano con Telefono Azzurro e si giovano dell'esperienza acquisita dall'associazione. Si tratta delle prime iniziative svolte nell'ambito del piano elaborato dal Ministero dell'Interno per monitorare e contrastare sul territorio il fenomeno della pedofilia. Il bagaglio conoscitivo sviluppato da Telefono Azzurro in circa tredici anni di attività è alla base delle numerose attività formative realizzate dall'Associazione. Compito del Settore Formazione è quello di farsi promotore e divulgatore, attraverso progetti formativi, delle conoscenze e delle competenze non solo all'interno di Telefono Azzurro ma anche presso le agenzie preposte alla gestione del minore e delle sue problematiche: operatori socio sanitari e scolastici, forze dell'ordine e liberi professionisti, nonché gruppi interessati ad una formazione e sensibilizzazione sul tema: genitori, studenti e altri operatori. http://www.azzurro.it |
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Save
the Children |
A scuola di cultura tibetana Si chiama Saraswati ed ha il nome di una dea, l'iniziativa dell'Associazione
Arci Solidarietà, che si pone l'obiettivo di garantire la formazione
scolastica ai bambini tibetani in esilio. Da quando, infatti, la Repubblica Popolare Cinese ha invaso il Tibet, l'antica cultura tibetana, ricca di filosofia, scienza, storia e spiritualità, non è stata più divulgata e rischia di scomparire. Il Governo Tibetano in esilio a Dharamsala (India) ha da sempre puntato sull'educazione e la scolarizzazione per mantenere intatta l'identità del suo popolo, ma purtroppo, gli sforzi non hanno prodotto i frutti sperati. Molte sono, infatti, le famiglie esiliate in India, Nepal e Bhutan, che vivono in condizioni di estrema povertà, mentre le scuole prevedono rette troppo alte. E' per questo che l'Associazione Arci Solidarietà ha promosso il progetto SARASWATI, con l'ambizione di garantire l'istruzione ai bambini delle famiglie più bisognose ed allo stesso tempo preservare e promuovere la cultura del Tibet. Il progetto si focalizza, in particolar modo, sull'istituto Songtsen Bhirikuti School, nella valle di Kathmandu in Nepal, scuola che attualmente ospita 600 ragazzi dai 3 ai 16 anni.La scuola fornisce vitto e alloggio e le lezioni vanno da marzo a dicembre. Tutti i ragazzi provengono da famiglie a bassissimo reddito che possono studiare grazie ai proventi della vasta rete di organizzazioni, enti benefici e singoli finanziatori. Con il progetto SARASWATI si può scegliere di impegnarsi a pagare gli studi per uno o più studenti e i versamenti possono essere effettuati a cadenza trimestrale oppure versati in unica soluzione. Una volta impegnati a sostenere i costi dell'istruzione ai piccoli tibetani, si può verificare lo stato del progetto rivolgendosi direttamente all'Arci Solidarietà. Il Dalai Lama, successivamente l'invasione Cinese, riconobbe che il futuro del suo popolo dipendevano dalle generazioni più giovani. L'associazione Arci Solidarietà è certa che il Tibet e la sua cultura continueranno a vivere ancora per molto. Per sostenere il progetto vai al sito web: www.arcisolidarieta.it |
Tibetanrefugee |
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Stop ai bambini soldato. "Un ragazzo tentò di scappare, ma fu preso
Le sue mani
furono legate, poi essi costrinsero noi, i nuovi prigionieri, a ucciderlo
con un bastone. Mi sentivo male. Conoscevo quel ragazzo da prima, eravamo
dello stesso villaggio. Io mi rifiutavo di ucciderlo, ma essi dissero
che mi avrebbero sparato. Puntarono un fucile contro di me, così
lo feci. Il ragazzo mi chiedeva: perché mi fai questo? Io rispondevo
che non avevo scelta
Sogno ancora il ragazzo del mio villaggio che ho ucciso. Lo vedo nei miei sogni, egli mi parla e dice che l'ho ucciso per niente a quel punto io grido". E' questa la drammatica
testimonianza di Susan, una ragazza ugandese di sedici anni, rapita
da un gruppo di ribelli e costretta a combattere nelle loro fila. |
Sara contro Barbie [12.06.02] Rigorosamente con il chador che nasconda i capelli e con la
veste lunga fino ai piedi per coprire le gambe: Sara, la bambola islamica
voluta dal regime integralista di Teheran, nel ventesimo anniversario
della rivoluzione iraniana, per neutralizzare l'americana Barbie. Nata per promuovere nel mondo i valori e la cultura islamica, abbigliamento casto e modesto con l'unità della famiglia prima di tutto, Sara, nelle sue quattro versioni, 40 centimetri di altezza e pesante 900 grammi, è munita di velo per coprire riccioli neri o castani, indossa pantaloni e camicia lunga fino al ginocchio, chador, maglietta a fiori con un tessuto che copre tutta la figura dalla testa ai piedi. La bambola può essere vestita con decine di diversi abiti tradizionali, da quelli turkmeni a quelli del Caspio a quelli curdi. E' possibile scoprire i suoi capelli ed essere cambiata d'abito in pubblico perché Sara ha solo otto anni. L'Istituto per lo Sviluppo Intellettuale di Bambini e Adulti, agenzia governativa legata al ministero della pubblica istruzione di Teheran, ha pensato anche, per stabilire rapporti con l'altro sesso, di creare una figura maschile da avvicinare a Sara. E' Dara, un innocente amichetto della sua stessa età, pantaloni blu e casacca gialla, che nel progetto educativo iraniano dovrebbe sostituire Ken, fidanzato di Barbie. L'opposto, quindi, dei predecessori che vivono nel lusso sfrenato e che secondo gli studiosi iraniani contribuiscono a creare nei bambini un ideale capitalista. "Dobbiamo fare più sforzi - afferma Mohammad Alì Zam, copo dell'ufficio affari culturali del Comune di Teheran - per attrarre le bambine verso la nostra cultura. Con Barbie si vende ogni genere di accessorio, dai mobili di casa ai telefoni cellulari, alle caramelle. Barbie porta i nostri figli in un mondo dove anche Sara, se non si vergognasse, vorrebbe andare". Ma Barbie resiste nei gusti delle bambine iraniane e non sarà per nulla facile contrastare l'irresistibile attrazione verso lo stile di vita americano presente sempre più forte nella società iraniana. Per altre informazioni vai: http://www.netpolis.it/articoli/Report.php/MODTEN/MODTEN1/1206023708 |
Acqua per la
vita [09-12-03] Ogni anno, 3 milioni di bambini muoiono a causa della mancanza
d'acqua e circa 30 milioni si ammalano di malattie strettamente legate
ad essa.Secondo le stime delle Nazioni Unite si prevede, inoltre, che tra 25 anni i due terzi della popolazione mondiale non avranno più accesso alle fonti idriche tanto da trasformare l'acqua in motivo di conflitto in ben 300 aree del mondo. E' per questo che nel 2003, dichiarato dall'ONU "Anno mondiale dell'acqua", l'Unicef, in collaborazione con l'industria Biotherm, lancia il progetto "Acqua per la vita". L'iniziativa, che coinvolge il Bénin e la Cambogia, paesi particolarmente colpiti dalla carenza di risorse idriche, mira a rendere accessibile l'acqua potabile ad un sempre maggiore numero di persone. Solo in questo modo sarà possibile combattere povertà, malnutrizione e malattie. L'obiettivo principale dell'Unicef è quello di "dissetare" i bambini, cercando di costruire entro il 2005 pozzi d'acqua potabile e ripristinando quelli già esistenti ma attualmente dismessi. In Cambogia, inoltre, si prevedono test per verificare la presenza di arsenico in ben 282 pozzi sospetti, oltre la costruzione di 1.524 servizi igienici che andranno a coprire il fabbisogno di 11.000 persone. Ma il progetto dell'Unicef, sostenuto dalla Biotherm, non si prefigge solo di realizzare opere di costruzione. Il suo intento è, infatti, anche quello di promuovere iniziative volte a debellare malattie particolarmente pericolose per i più piccoli. Attraverso programmi di informazione e di denuncia dei comportamenti a rischio, "Acqua per la vita" sosterrà il governo del Bénin nella lotta al verme della Guinea, un parassita che provoca la morte soprattutto tra i bambini. Per maggiori informazioni: www.unicef.org |
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Claudia Koll con
i bambini del Burundi |
"Beyond Borders"
e la buona Stella dei bambini profughi [08-02-04]Stella indiscussa dell'equo-solidale,
Angelina Jolie è dal 6 febbraio nei cinema italiani con "Beyond
Borders" (Amore senza confini), di Martin Campbell.E' stata l'anticonformista attrice americana, Ambasciatrice di Buona Volontà dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, a volere fortemente questo film. L'intento è, infatti, quello di sensibilizzare il pubblico internazionale sul tema dei rifugiati. "La causa dei profughi è la mia causa - ha avuto modo di dire la Jolie - ed è per questo motivo che ho voluto prendere parte a questo progetto. Non farò più film solo per guadagnare, voglio realizzare pellicole che abbiano un messaggio e che possano sensibilizzare il pubblico". Angelina Jolie si è avvicinata alla realtà dei profughi dopo aver girato in Cambogia il film "Tomb Raider". Nominata Ambasciatrice Onu nel 2001 ha continuato con fervore il suo impegno. Sotto la supervisione dell'Onu, si è, infatti, impegnata a far costruire una scuola in Cambogia, mentre nello stesso anno ha regalato ai rifugiati afgani un milione di dollari. Recentemente, invece, ha visitato in Egitto i campi creati dalle autorità locali, donando 20.000 dollari per la costruzione di un ospedale. "Quando ero ragazzina - ha dichiarato l'attrice - mi capitava di interrogarmi sul senso della mia esistenza, spesso senza trovare risposte che mi soddisfacessero. Soffrivo e vivevo male . . . Negli ultimi anni ho trovato una sorta di equilibrio e occuparmi di questioni come quella dei profughi mi fa sentire utile". Nel film, che è stato girato buona parte in Cambogia, non ci sono effetti speciali, né inseguimenti, ma solo tanta realtà. Una realtà raccontata senza filtri mediatici, dove l'insensatezza delle azioni umane fa da padrona. Protagonista è Sarah (Angelina Jolie), una giovane donna che dall'ambiente dorato dell'alta società londinese viene catapultata improvvisamente nel mondo della sofferenza e della crudeltà. Innamorata di un medico (l'attore britannico Clive Owen) che la condurrà tra i profughi, scopre che qui una goccia d'acqua può valere dieci vite umane e che il concetto di giustizia può confondersi con quello di corruzione ed egoismo. Qui impara, inoltre, che per salvare una manciata di vite umane, occorre trasformarsi in trafficante d'armi e che si può morire per strada senza far notizia. Il film che sicuramente colpirà le coscienze del mondo industrializzato, oltre ad essere un veicolo di sensibilizzazione nei confronti della realtà dei rifugiati, è anche a favore di alcune iniziative di beneficenza. La casa di distribuzione Eagle Pictures e gli esercenti Anec e Anem hanno, infatti, lanciato un progetto di solidarietà "Latte per la Vita" che consiste nel devolvere all'Alto Commissariato dell'Onu per i Rifugiati 1 euro per ogni biglietto venduto. Con il ricavato, l'Organizzazione Mondiale provvederà a fornire latte terapeutico (un latte particolarmente proteico) ai bambini gravemente malnutriti dei campi profughi. Una nota di merito va, infine, ai titoli di coda del film, dedicati ai tanti volontari indipendenti: figure che senza l'appoggio dei governi o delle associazioni umanitarie che spesso seguono le guerre di moda ed i conflitti che riempiono le pagine dei giornali, a volte perdono la loro vita per aiutare quella degli altri. Per maggiori informazioni: http://www.unhcr.it/angelina.html |
Traffico d'organi
di bambini in Mozambico. [20.03.04] Le religiose del monastero cattolico
"Mater Dei" prima e le esponenti della chiesa evangelica poi,
che operano a Nampula in Mozambico come missionarie, hanno denunciato
la tratta di moltissimi bambini e adolescenti finalizzata anche e soprattutto
al commercio dei loro organi.In questo traffico di proporzioni indicibili, sono coinvolte organizzazioni criminali angolane, bulgare, russe, tailandesi e cinesi, che gestiscono anche lo sfruttamento sessuale di bambini in Sudafrica. Molti cadaveri di adolescenti sono stati ritrovati abbandonati e privi degli organi interni. Questa denuncia ha raggiunto il mondo occidentale. Padre Alex Zanotelli, il comboniano che ha trascorso metà della sua vita in Africa e che per anni ha diretto la rivista "Nigrizia" ha firmato a Brescia, presso il Gruppo missionario giovanile dei Servi di Maria, l'appello per Nampula. Padre Alex è convinto che anche in Italia e in tutto l'occidente ci sono collegamenti con le bande criminali che operano in Africa. Le autorità locali all'inizio si sono mostrate reticenti negando perfino l'evidenza. Il procuratore Joaquin Madeira, che stava indagando sull'uccisione di una suora evangelista brasiliana Doraci Edinger, sulla spinta della denuncia al mondo occidentale di tale barbarie, sta raccogliendo finalmente le testimonianze di sei minori che hanno raccontato alle suore del monastero di essere sfuggiti ai "ladri di bambini", inoltre ha chiesto al Parlamento la promulgazione di leggi speciali per contrastare il traffico di minori e il commercio di organi umani. Anche il partito del Presidente del Mozambico Joaquin Chissano, ha condannato il traffico degli organi umani. L'opposizione che governa nella provincia di Nampula e in tutto il nord, chiede l'apertura di una commissione parlamentare d'inchiesta, perché è convinta che le autorità hanno sottovalutato il problema; occorre quindi un'inchiesta rigorosa da parte di una commissione aperta ad esponenti della società civile, delle organizzazioni religiose e della stampa. Secondo Osvalda Joana, magistrato e Presidente del tribunale della provincia di Sofala, in questo traffico sono coinvolti anche cittadini stranieri, che si nascondono dietro il paravento legale delle adozioni, anche se in Mozambico è proibito adottare un bambino al di fuori dei confini nazionali. Il ministro degli esteri italiano, Franco Frattini, si è messo in contatto con l'ambasciatore italiano in Mozambico e lo ha invitato a seguire personalmente questa triste e drammatica vicenda, per scoprire se le suore hanno ragione, in tal caso la risposta del governo africano dovrà essere di una durezza senza precedenti. L'Italia potrà dare un contributo in termini di strumenti di polizia, un aiuto alle autorità giudiziarie con l'obiettivo di arrivare ad una vera conclusione e alla chiarezza assoluta dei fatti. L'Africa è alla deriva. Molti bambini vivono in condizioni disperate, i più muoiono nella maniera più atroce. Gli stessi genitori, troppo poveri, cedono ad intermediari senza scrupoli, i loro figli anche se piccoli. Più del quaranta per cento dei ragazzi fra i 10 e i 14 anni è costretto a lavorare. Se "rendono" bene rimangono in famiglia, altrimenti vengono venduti ai trafficanti di "carne umana". Ed ecco allora molti vengono uccisi per il traffico di organi, altri si prostituiscono perdendo la loro vera identità, altri ancora vengono costretti a combattere (bambini-soldato o come vengono chiamati i " Kadogo = piccole cose senza valore) soprattutto in Congo, Liberia, Sierra Leone, Uganda, Burundi, Angola. Il loro motto è: uccidere, violentare, derubare. Si muovono sotto l'effetto degli stupefacenti, spesso vengono mandati avanti sui campi minati per aprire la strada ai loro padroni, costretti sotto l'effetto di miscele micidiali (cocaina,polvere da sparo unite a succo di canna da zucchero, anfetamine e hashish) a bruciare vivi i civili o gli stessi genitori per essere arruolati senza che i capi paghino alle famiglie un centesimo. [m.a.] Vedi i siti web: www.femmis.org www.misna.org/ita |
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Claudia Koll e
il VIS premiati al Mayfest |
L'albero delle pistole [15-03-05] L’albero della vita: una scultura composta dal metallo
di pistole, fucili, kalashnikov, lanciagranate RPG ed altre potenti armi
appartenute agli ex bambini soldato del Mozambico. E’ quanto è
stato realizzato da alcuni artisti africani in tre mesi di lavoro. L’opera si deve soprattutto ad un progetto dell’agenzia umanitaria Christian Aid che con lo slogan “Trasformiamo le armi in strumento di lavoro” è riuscita a raccogliere e smantellare più di 600.000 armi, scambiandole con oggetti utili alla ricostruzione del Paese: materiale edile, macchine per cucire, biciclette. “La mia vita è migliorata rispetto a prima – dice un ex bambino soldato – prima non avevo la bicicletta per andare in città, né un tetto di lamiera per la mia casa”. Un villaggio che è riuscito a mettere insieme 500 armi ha ricevuto in cambio un trattore. Ma l’intento è soprattutto quello di promuovere nel paese la cultura della pace. Il dott. Daleep Mukarji, direttore del Christian Aid ha, infatti, ribadito l’importanza dell’iniziativa che insegna alla popolazione del Mozambico a liberarsi dei macchinari di morte per ottenere oggetti per vivere. Finché esistono armi utilizzabili, esiste, infatti, il pericolo che possano cadere nelle mani sbagliate. La scultura è attualmente esposta al British Museum di Londra e vi rimarrà fino ad ottobre 2005. www.christian-aid.org |
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Polar Express I premi oscar Tom Hanks e Robert Zemeckis (Forrest Gump, Cast Away) tornano a lavorare insieme in "The Polar Express", una affascinante avventura tratta dal libro per bambini di Chris Van Allsburg. Quando un ragazzino pieno di dubbi sale su un treno diretto al Polo Nord, inizia un viaggio alle scoperta di sé, che dimostra come la meraviglia della vita non svanisce mai per quelli che credono. Sony Pictures Imageworks, con i supervisori Ken Ralston, vincitore di 5 premi Oscar e Jerome Chen, candidato nel 2000, portano sullo schermo questa incantevole storia in animazione CG, grazie a un processo di "motion capture" di nuova generazione della Image Works. Chiamata "Performance Capture", questa tecnica innovativa permette di trasferire le emozioni e i movimenti degli attori ai personaggi digitali. Per
tutte le informazioni di questa produzione vai al sito web: |
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Aiutiamo gli orfani dello Tsunami [24-02-05] Aiutiamo gli orfani del maremoto Mediafriends e Tg4 raccolgono fondi. Un'iniziativa realizzata in collaborazione col Tg4 che si propone di aiutare con programmi specifici gli operatori sul campo che si dedicano ai bambini sopravvissuti al disastro in Asia e rimasti, In molti casi, orfani senza guida. Per arginare il danno che questo immane tragedia provocherà soprattutto in futuro alle nuove generazioni, diventa indispensabile destinare i proventi della raccolta fondi ad associazioni specifiche che coordineranno gli interventi necessari. E' attualmente in corso una selezione degli enti onlus candidati. Aiutiamoli depositando le offerte sul conto. |
| L'AiBi per i bimbi dello Sri
Lanka [28-02-05] L'Ai.Bi., l'Associazione Amici dei Bambini propone, a tutti coloro che vogliono aiutare le piccole vittime nello Sri Lanka colpito dal maremoto, di contribuire col proprio sostegno ai tanti progetti di ricostruzione e sviluppo che L'AiBi patrocina nella regione. Tutte le informazioni relative sono disponibili a chi fosse interessato sul sito dell'Associazione. Lo Sri Lanka è il secondo Paese tra gli otto colpiti dal disastroso maremoto del 26 dicembre 2004 per numero di vittime. Le cifre parlano di oltre 40 mila morti, 500 mila persone sfollate e 200 mila famiglie colpite nel piccolo Paese del Sudest asiatico. Lo Sri Lanka è un Paese con un alto tasso di natalità e di conseguenze un'età media molto bassa che non supera i 29 anni. La popolazione conta circa 20 milioni di abitanti, circa il 25% è costituito d bambini e adolescenti. Dai questi pochi e sintetici dati si intuisce come i bambini siano state le principali vittime del disastro e continuano ad essere il gruppo maggiorment esposto e vulnerabile a rischi: smarrimento, abbandono. traumi psicologici.Amici dei Bambini è presente in Sri lanka dal 1998 con interventi rivolti all'infanzia orfana e disagiata, in particolare si prodiga a favore dell'infanzia senza famiglia www.aibi.it/ |