TWIN TOWERS
a cura di Matthew Hancock

Interventi di:

 
 Marie

La preghiera di Marie
Vi prego, visualizzate pace, non soltanto qua ma anche in tutto il mondo. Vi prego, passate un po’ di tempo a mandare amore e tutte le vostri benedizioni alla gente che ha perso persone care. Vi prego, mandate preghiere di luce e di forza a tutti coloro che lavorano ventiquattro ore su ventiquattro per trovare i sopravvissuti e a curare quelli che sono vivi ma feriti. Mandate loro energia per guarirsi. Ed ecco una richiesta molto difficile a cui rispondere, vi prego di mandare benedizioni anche — e specialmente — a quelle persone e a quei  paesi che l’hanno fatto. Uno dei regali più preziosi che possiamo dare ora al mondo e mandare amore ai cuori delle persone che nutrono odio. Chiaramente, ne hanno bisogno e siamo noi che abbiamo il potere di darglielo. Vi prego, scavate nei vostri cuori la volontà di farlo.
Se vogliamo risanarci come  popolo, verrà tramite la coscienza di essere una entità. Io sono unita ai cuori di tutte le persone afflitte da questi avvenimenti. Io sono unita alle persone che hanno perso le persone che amano, ai figli i cui padri e madri non torneranno più a casa. Ed io sono unita ai cuori tormentati di quelli che hanno compiuto queste azioni.
 Ce la faremo solo se siamo uniti.
Marie
18 Settembre, 2001
 

  Elaine

La testimonianza di Elaine
La prima cosa  che ho pensato, dopo che una mia amica mi ha svegliato per dirmi che due aerei avevano colpito le Torri Gemelle, fu che era certo che avremmo fatto la guerra.
Tutti i miei ricordi di quella mattina sono tinteggiati da un sentimento debilitante di shock quando telefonavo e ritelefonavo a casa e sentivo soltanto il messaggio che diceva che tutti i circuiti erano sovraccarichi.

19 Settembre, 2001
 

 
  Lisa

Una Lettera da Lisa
Sono ovviamente molto triste per tutto questo e ho anche un pò paura, non soltanto dei tipi di attacchi che possono ancora venire, ma anche di ciò che questo paese potrebbe fare. 
Ho paura che le azioni che farà il nostro paese perpetueranno soltanto il problema del terrore e della violenza e del nazionalismo cieco. 
Ho paura che ciò che é successo martedì avrà soltanto l’effetto di rinforzare la determinazione degli Usa di rimanere il maggiore potere del mondo, il potere dominante le cui azioni, non importa quanto siano violenti o simili a quelle dei terroristi che ammoniamo, sono sempre giustificate nel nome della democrazia e della libertà. 
Ho paura che altri innocenti possano trovare la morte dalle nostre mani e che ciò possa generare soltanto ancora più odio nei nostri confronti e che il ciclo possa continuare. Queste sono le cose di cui ho paura. 
E mi sono trovata in preghiera l’altra notte, la prima volta che lo faccio da anni, perché non sapevo cosa fare. Non ero neanche sicura con che cosa o chi pregavo. E immagino che ci siano cose più tangibili che si possono fare, come scrivere ai nostri rappresentanti e ai media, o fare vigilie pacifiste, o organizzare seminari informativi. Però chissà se quelli con il potere sentono i richiami di gente comune che vuole vivere soltanto vite normali. Mentre c’é stata così tanta bruttura nelle notizie di questa settimana c’é stata anche tanta bellezza: gente che accendeva le candele, che faceva vigilie, che cantava, che donava il proprio tempo, risorse, energie e amore. E’ possibile che i pochi che controllano questo mondo, sia i dirigenti dello stato con mezzi politici, sia gli stranieri, estremisti con la rabbia diretta strategicamente, é possibile che questi pochi se ne fregano della bellezza, che non interessi loro proteggere la vita? Qualche volta non sono sicura. 
E non é giusto che gli americani vivano così bene e siano così compiaciuti con se stessi mentre, il mondo soffre. Comunque non é neanche giusto che tutto questo è successo e che innocenti siano morti qui. Forse ci voleva questo per svegliarci dal nostro sonno di consumismo e di divertimenti. Ma abbiamo capito il messaggio? Siamo veramente svegli o vogliamo soltanto che la vita ritorni a com’era, cioè nell’indifferenza ? Vogliamo soltanto la vendetta o la pace, non soltanto qui da noi ma dovunqe? 
Credo che questo é, più o meno, come mi sento ora. Non mi sto concentrando sugli studi o l’arte in questa settimana, concentrarmi é difficile. Ora tutto sembra irrilevante.
 

  Lauren

La fine del mondo
La mia compagna di stanza, Carolyn, si é messa a urlare quella mattina, diceva che un aereo aveva colpito le Torri Gemelle. Ero scioccata, e pensavo “che incidente orribile, come è possibile che sia potuto accadere?” Mentre guardavamo il secondo aereo colpire la seconda torre, ho capito che il problema era molto più grave di quanto pensassi. Abbiamo continuato a guardare la situazione in TV. Poi é stato colpito il Pentagono, non lo sapevamo allora, ma era stato un altro aereo. Ero seduta là, davanti alla TV, e guardavo il Pentagono e le Torri Gemelle che bruciavano. L’unica cosa a cui ho pensato era “Gesù, é la fine del mondo.”

  David
Sensazione di tristezza e vulnerabilità
Il momento in cui ho saputo dell’attacco terrorista, ero preso dall’incredulità. L’orrore non mi colpiva perché non riuscivo a capirlo. Sono andato nella biblioteca della scuola e ho guardato il telegiornale: ho visto le torri che crollavano. Con me c’erano centinaia di studenti. Poi la realtà mi ha colpito quando mi sono guardato intorno e ho visto molti studenti che piangevano. Ho pensato a tutti gli altri studenti  con genitori che lavorano nelle Torri Gemelle. Mi sono messo a camminare avanti e dietro nei corridoi con altri due amici; provavo a comprendere quanto che era successo. Gli attacchi mi hanno fatto scatenare sensazioni di tristezza e vulnerabilità. Mi sentivo straordinariamente vulnerabile, sapendo che ero soltanto a 21 miglia dagli attacchi, e si poteva vedere la devastazione da una collina in paese. Non cercavo risposte, sapevo perché siamo stati attaccati. Ma ero perplesso su cosa avremmo fatto poi? Moriranno altri innocenti? Sono in pericolo io? Insomma, si può dire che, finora, la mia generazione viveva una vita facile. Ci sarebbe voluta prima una dose di realtà.

 
 Carolyn

Tutto é cambiato ...
"Surreale" e` l'unica parola che puo` descrivere come mi sentivo quando guardavo la tragedia svolgersi. Si sperava che questo fosse un'altro "film d'azione," e che avrebbe finito, o che ci saremmo svegliati e le torri ci sarebbero ancora. Dopo che sono passate settimane, non mi sento piu` surreale, ma vulnerabile.
Da ragazzina passo molto tempo a New York City, per le spese, per cose sociali e anche un'estate per il lavoro. New York City e` la citta` piu` bella del mondo. Nel passato, anche se stavo attenta sulla metro, cauta di notte, ecc. non mi sentivo mai vulnerabile. Ora tutto e` diverso.
Giovedi` sera [dopo gli attachi] sono tornata a casa da una serata in citta`. Mentre andavo verso il nord sulla "Westside Highway" si vedeva il ponte di George Washington. Era bellissimo, tutto illuminato e la bandiera Americana batteva nel vento notturno. Ho guardato verso quel ponte, bello e maestoso, e ho pensato "Dio Mio, quanto vulnerabile e delicato e` il ponte… un'aereo, ben messo, ed e` finito!!" Non sono andata ancora in macchina per il Tunnel di Lincoln [il Tunnel che va sotto il fiume Hudson]. Ci vuole soltanto una macchina con una bomba e il Tunnel diventa un diluvio soffocante.
Ieri sono andata a Manhattan col traghetto e sembrava pacifico e sicuro, ma i segni di cambiamento si trovavano ovunque. Nuovi posti di parcheggio sono stati messi in ogni angolo possibile, quei pezzi di proprieta` brutte sulla riva del fiume che, 15 anni fa nessuno voleva, sono diventati desiderabili. Hanno aggiunto nuovi traghetti e policini. Mi sono messo a pensare a quanto vantaggiosa é stata la tragedia per il padrone dei traghetti, e come farebbe lui se dovesse togliere alcuni itinerari. Invece di godermi del viaggio, pensavo all'economia.
Tutto é cambiato, niente più sarà come prima 

     
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