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Lisa |
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Una Lettera
da Lisa
Sono ovviamente
molto triste per tutto questo e ho anche un pò paura, non
soltanto dei tipi di attacchi che possono ancora venire, ma
anche di ciò che questo paese potrebbe fare.
Ho paura che le azioni che farà il nostro paese perpetueranno
soltanto il problema del terrore e della violenza e del nazionalismo
cieco.
Ho paura che ciò che é successo martedì avrà soltanto l’effetto
di rinforzare la determinazione degli Usa di rimanere il maggiore
potere del mondo, il potere dominante le cui azioni, non importa
quanto siano violenti o simili a quelle dei terroristi che
ammoniamo, sono sempre giustificate nel nome della democrazia
e della libertà.
Ho paura che altri innocenti possano trovare la morte dalle
nostre mani e che ciò possa generare soltanto ancora più odio
nei nostri confronti e che il ciclo possa continuare. Queste
sono le cose di cui ho paura.
E mi sono trovata in preghiera l’altra notte, la prima volta
che lo faccio da anni, perché non sapevo cosa fare. Non ero
neanche sicura con che cosa o chi pregavo. E immagino che
ci siano cose più tangibili che si possono fare, come scrivere
ai nostri rappresentanti e ai media, o fare vigilie pacifiste,
o organizzare seminari informativi. Però chissà se quelli
con il potere sentono i richiami di gente comune che vuole
vivere soltanto vite normali. Mentre c’é stata così tanta
bruttura nelle notizie di questa settimana c’é stata anche
tanta bellezza: gente che accendeva le candele, che faceva
vigilie, che cantava, che donava il proprio tempo, risorse,
energie e amore. E’ possibile che i pochi che controllano
questo mondo, sia i dirigenti dello stato con mezzi politici,
sia gli stranieri, estremisti con la rabbia diretta strategicamente,
é possibile che questi pochi se ne fregano della bellezza,
che non interessi loro proteggere la vita? Qualche volta non
sono sicura.
E non é giusto che gli americani vivano così bene e siano
così compiaciuti con se stessi mentre, il mondo soffre. Comunque
non é neanche giusto che tutto questo è successo e che innocenti
siano morti qui. Forse ci voleva questo per svegliarci dal
nostro sonno di consumismo e di divertimenti. Ma abbiamo capito
il messaggio? Siamo veramente svegli o vogliamo soltanto che
la vita ritorni a com’era, cioè nell’indifferenza ? Vogliamo
soltanto la vendetta o la pace, non soltanto qui da noi ma
dovunqe?
Credo che questo é, più o meno, come mi sento ora. Non mi
sto concentrando sugli studi o l’arte in questa settimana,
concentrarmi é difficile. Ora tutto sembra irrilevante.

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Lauren |
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La
fine del mondo
La mia compagna di stanza, Carolyn, si é messa a urlare quella
mattina, diceva che un aereo aveva colpito le Torri Gemelle.
Ero scioccata, e pensavo “che incidente orribile, come è possibile
che sia potuto accadere?” Mentre guardavamo il secondo aereo
colpire la seconda torre, ho capito che il problema era molto
più grave di quanto pensassi. Abbiamo continuato a guardare
la situazione in TV. Poi é stato colpito il Pentagono, non
lo sapevamo allora, ma era stato un altro aereo. Ero seduta
là, davanti alla TV, e guardavo il Pentagono e le Torri Gemelle
che bruciavano. L’unica cosa a cui ho pensato era “Gesù, é
la fine del mondo.”
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David |
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Sensazione
di tristezza e vulnerabilità
Il momento in cui ho saputo dell’attacco terrorista, ero preso
dall’incredulità. L’orrore non mi colpiva perché non riuscivo
a capirlo. Sono andato nella biblioteca della scuola e ho guardato
il telegiornale: ho visto le torri che crollavano. Con me c’erano
centinaia di studenti. Poi la realtà mi ha colpito quando mi
sono guardato intorno e ho visto molti studenti che piangevano.
Ho pensato a tutti gli altri studenti con genitori che
lavorano nelle Torri Gemelle. Mi sono messo a camminare avanti
e dietro nei corridoi con altri due amici; provavo a comprendere
quanto che era successo. Gli attacchi mi hanno fatto scatenare
sensazioni di tristezza e vulnerabilità. Mi sentivo straordinariamente
vulnerabile, sapendo che ero soltanto a 21 miglia dagli attacchi,
e si poteva vedere la devastazione da una collina in paese.
Non cercavo risposte, sapevo perché siamo stati attaccati. Ma
ero perplesso su cosa avremmo fatto poi? Moriranno altri innocenti?
Sono in pericolo io? Insomma, si può dire che, finora, la mia
generazione viveva una vita facile. Ci sarebbe voluta prima
una dose di realtà.
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