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Così
lontano, così vicino (In
weiter Ferne, so nah)
Regia: Wim Wenders; interpreti: Bruno
Ganz (Damiel), Solveig Dommartin (Marion), Otto Sander (Cassiel), Nastassja
Kinski (Raphaela), Peter Falk (sé stesso), Rüdiger Vogler
(Philip Winter), Horst Buchholz (Tony Baker), Heinz Rühmann (Konrad),
Willem Dafoe (Emit Flesti), Lou Reed (sé stesso), Mikhail Gorbaciov
(sé stesso), Marijam Agischewa (Kirsten), Henri Alekan (il capitano),
Tom Farrell (Jack), Monika Hansen (Hanna/Gertrud Becker), Aline Krajewski
(Raissa), Ronald Nitzschke (Patzke), Hanns Zischler (dottor Becker); soggetto
e sceneggiatura: Wim Wenders, Ulrich Zieger, Richard Reitinger;
fotografia: (bianco e nero e colore, 35 mm): Jürgen
Jürges: montaggio; Peter Przygodda; musica:
Laurent Petitgand; suono: Jean-Paul Mugel, Axel Arft;
scenografia: Albrecht Konrad:costumi:
Esther Walz; produzione: Road Movies Filmproduktion GmbH
(Berlino), Tobis Filmkunst: durata: 147'; origine:
Germania; anno: 1993.

Ne "Il cielo sopra Berlino",
l'angelo Damiel s'innamorava della trapezzista Marion e diveniva mortale.
Il suo amico Cassiel restava solo, invisibile e un pò rattristato,
seduto su di un'ala dell' "Angelo della vittoria".
Sei anni dopo.
Il muro di Berlino è caduto: molte cose sono cambiate.
Da dietro la spalla di Gorbaciov, Cassiel spia nei suoi pensieri. La sua
ragazza, angelo Raphaela sente che la fiducia che li univa sta svanendo,
che Cassiel non vuole più essere un angelo e che sta solo aspettando
l'opportunità di raggiungere l'altra parte. Un giorno, la piccola
Raissa perde l'equilibrio e cade da un balcone. Cassiel le resta accanto,
la afferra e la salva dalla morte.
In quel momento gli accade qualcosa che non gli era mai successa: diventa
umano, con tutto cio che questo implica. Cassiel viene a trovarsi per
le strade di Berlino, un uomo all'inizio della giovinezza, pieno di saggezza
e bravo a far qualsiasi cosa in ogni campo esistente, ma assolutamente
privo di esperienza di vita quotidiana. C'è qualcosa che getta
un'ombra sulla sua vita terrena. Emit Flesti, che rappresenta lo scorrere
del tempo concesso alla sua vita, e che rivela a Raphaela che Cassiel
non vivrà a lungo, dato che non era nè previsto nè
legittimo che divenisse uomo.
Ora Cassiel cerca compagnia e prova a fare conoscenza con le persone che
ha incontrato quando era angelo.
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