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Cinque “Riflessi
di parola” per cinque giovani autori.
Una ricerca interiore sbocciata nel 1992 con la pubblicazione di
In ogni senso. Clips history, del prof. Francesco Maria Cecchini,
fatto di emozioni, di sensazioni incastonate in un “sapere storico”
che aleggia in ogni riga: il gusto, l’olfatto, il tatto, l’udito,
la vista, tutti insieme per carpire come le clips ciò che siamo soliti
chiamare “storia”. Le clips, frammenti di memoria per fermare il divenire.
La “clips history”, una struttura a fermagli per catturare l’ambivalenza
dei ricordi, gli eventi della storia collettiva e le complessità delle
vicende individuali.
La clips history, anche, quale risposta alla necessità, sottolineata
da Michelle Perrot (La vita privata. L’Ottocento, Laterza,
1990) di andare al di là della facciata esterna e pubblica della vita
privata. “Una storia degli individui - scrive Michelle Perrot - delle
loro rappresentazioni e delle emozioni; storia delle maniere di agire,
di vivere, di sentire e di amare, degli slanci del cuore e del corpo,
dell’immaginazione e del sogno” per “oltrepassare la superficie dello
specchio. In questo campo il dicibile crea dall’indicibile, la luce
secerne l’ombra. Il non detto, l’ignoto, l’inconoscibile - e la tragica
coscienza che noi ne assumiamo - avanzano al ritmo della conoscenza
che scava sotto i nostri passi misteri insondabili”.
Non è semplice accostarsi a questo nuovo modo di intendere e interpretare
la storia. L’importante è avere la forza di abbandonare gli atteggiamenti
aprioristici, gli stati d’animo di prevenzione costruita e la voluta
incapacità di seguire chi ha scelto questa strada.
A tre anni dalla pubblicazione di In ogni senso,
questi “riflessi di parola” ne rappresentano la sua prima interpretazione
critica libera ideologicamente da qualsiasi coordinata, parametro
o dogma, spinta dalla necessità di proporre cose proprie, per tramutare
su carta frammenti del proprio sentire. Né destra. né sinistra, e
neanche centro: non si è né tra né sopra le righe.
E’ questa l’atmosfera in cui prende forma e vive Clips history-Riflessi
di parola: diversi per contenuto ma simili per obiettivo, volontà
di aggiungere alla ricerca nuovi elementi in percorsi assolutamente
autonomi.
Per gli autori l’obiettivo non è quello dello scontro,
né tanto meno, del contrasto fine a se stesso. E’ piuttosto un tentativo
di far capire la necessità di lavorare insieme per cogliere gli elementi
soggettivi di comunicazione interiore. Tasselli da unire per formare
un unico mosaico, “rifugio”, o dimora, di molteplici esperienze.
Non esiste imparzialità in coloro che hanno scelto di
scrivere sulla clips history: ne odono la eco, ne condividono gli
orizzonti emotivi diventando essi stessi sorgente di nuovi suoni e
“imput emozionali”,
Un processo difficile, che sottintende il sacrificio degli schemi
logori, della ragione e il recupero di una forte presa di coscienza
per esprimere le contraddizioni dell’inconscio e il ricordo delle
immagini che vivono in ognuno di noi. Una sorta di sana pazzia che
trova la sua piena identificazione nella convinzione che “moltiplicando
i rapporti - come è scritto in In ogni senso - arricchendo le valenze,
creando nuove e più intense risonanze, l’evento acquista necessità
e aderenza alle ragioni intime della clip ed insieme ad essa cresce
e prende vigore il moto ampio della musica che viene dall’io”.
...
Insomma, la storia è di chi c’è dentro, di chi la vive, di chi la
legge, la studia e la fa sua.
Il rischio è che tutto ciò possa considerarsi un’esperienza di lavoro
quasi incomprensibile, forse perché scaturisce da un’empatia e un
feeling scontati.
Ma è proprio per questo che gli autori di Clips history. Riflessi
di parola sono disposti né lo temono a prendere grandi abbagli,
ad esporsi alle critiche anche le più violente, appunto perché sanno
di muoversi in percorsi non ancora esplorati e, per questo, di grande
fascino.
E allora perché non lasciarli fare?
La loro è solo la “loro” esperienza, un’esperienza in
qualche modo unica, umana e “professionale”: è un frammento della
loro vita che, tra qualche tempo, ricorderanno a ... clips.
[Tratto dall’Introduzione
al volume AA.VV,
Clips history. Riflessi di parola, Urbino, Quattroventi,
1995, pp. 5-8, 13-14]. |
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