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Alida
Cresti, Mitografie di luce e il colore degli Angeli. Simboli
e figure della sacralità luminosa, Roma, Edizioni Magi, 2005, pp.375
È
alla scoperta della "poesia dell'universo" che si muove questo
libro, attraverso la ricerca dei percorsi e delle migrazioni dei simboli
propri alle teofanie luminose: dagli antichi miti solari e lunari agli
angeli, «figure di luce» delle tre religioni monoteiste qui
prese in considerazione: ebrea, cristiana e musulmana, «esseri intermedi»,
messaggeri tra cielo e terra, tra divino e umano, tra spirito e materia,
tra psiche e corpo, tra il mondo della Luce e quello delle Tenebre, tra
il Bene e il Male.
Se gli angeli sono, per la mistica, espressione di un fondamentale sincretismo
religioso, nel versante psicologico e psicoanalitico essi si rivelano
espressione di quel tentativo, tutto umano, di trascendere la piatta necessità
del reale per ritrovare nel sogno e nella fantasia la perduta onnipotenza.
E così gli angeli, provenienti dal mondo della luce, attraversano
lo spettro dei colori, "se ne sporcano", ma entrando nella vulnerabilità
delle cose viventi mantengono intatta la loro vera essenza che è
quella della poesia. E la poesia giustifica l'Angelo. Giustifica il suo
permanere nell'universo laico dove esso si rivela provocando la passione
e incitando alla metamorfosi interiore. Perché l'Angelo appartiene
al mutamento, arriva quando c'è la crisi o un cambiamento, quando
una faglia improvvisa si apre nell'identità del singolo o del gruppo
lasciando spazio all'imprevisto pronto a generare nuove forme.
Alida Cresti psicologa, psicoterapeuta.
Vive e lavora tra Firenze e Prato. È analista didatta e supervisore
presso l'Istituto di Psicoterapia Analitica di Firenze, nella cui Scuola
di specializzazione in Psicoterapia è docente.
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