Cantico di Azaria
nella fornace
I servi del re, che li avevano gettati dentro, non cessarono di aumentare
il fuoco nella fornace, con bitume, stoppa, pece e sarmenti. La fiamma
si alzava quarantanove cubiti sopra la fornace e uscendo bruciò
quei Caldei che si trovavano vicino alla fornace. Ma l'angelo del Signore,
che era sceso con Azaria e con i suoi compagni nella fornace, allontanò
da loro la fiamma del fuoco e rese l'interno della fornace come un luogo
dove soffiasse un vento pieno di rugiada. Così il fuoco non li
toccò affatto, non fece loro alcun male, non diede loro alcuna
molestia.
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Daniele
3, 46 - 50
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Daniele nella fossa dei leoni
Allora il re ordinò che si prendesse
Daniele e si gettasse nella fossa dei leoni. Il re, rivolto a Daniele,
gli disse: "Quel Dio, che tu servi con perseveranza, ti possa
salvare!". Poi fu portata una pietra e fu posta sopra la bocca
della fossa: il re la sigillò con il suo anello e con l'anello
dei suoi grandi, perché niente fosse mutato sulla sorte di
Daniele. Quindi il re ritornò alla reggia, passò la
notte digiuno, non gli fu introdotta alcuna donna e anche il sonno
lo abbandonò. La mattina dopo il re si alzò di buon'ora
e sullo spuntar del giorno andò in fretta alla fossa dei leoni.
Quando fu vicino, chiamò: "Daniele, servo del Dio vivente,
il tuo Dio che tu servi con perseveranza ti ha potuto salvare dai
leoni?". Daniele rispose: "Re, vivi per sempre. Il mio Dio
ha mandato il suo angelo che ha chiuso le fauci dei leoni ed essi
non mi hanno fatto alcun male, perché sono stato trovato innocente
davanti a lui; ma neppure contro di te, o re, ho commesso alcun male".
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Daniele
6, 17 - 23 |
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L'Angelo Gabriele spiega
la visione
Mentre io, Daniele, consideravo la visione
e cercavo di comprenderla, ecco davanti a me uno in piedi, dall'aspetto
d'uomo; intesi la voce di un uomo, in mezzo all'Ulai, che gridava
e diceva: "Gabriele, spiega a lui la visione". Egli venne
dove io ero e quando giunse, io ebbi paura e caddi con la faccia a
terra. Egli mi disse: "Figlio dell'uomo, comprendi bene, questa
visione riguarda il tempo della fine". Mentre egli parlava con
me, caddi svenuto con la faccia a terra; ma egli mi toccò e
mi fece alzare.
Egli disse: "Ecco io ti rivelo ciò che avverrà
al termine dell'ira, perché la visione riguarda il tempo della
fine. Il montone con due corna, che tu hai visto, significa il re
di Media e di Persia; il capro è il re della Grecia; il gran
corno, che era in mezzo ai suoi occhi, è il primo re. Che quello
sia stato spezzato e quattro ne siano sorti al posto di uno, significa
che quattro regni sorgeranno dalla medesima nazione, ma non con la
medesima potenza di lui.
Alla fine del loro regno, quando l'empietà avrà raggiunto
il colmo, sorgerà un re audace, sfacciato e intrigante. La
sua potenza si rafforzerà, ma non per potenza propria; causerà
inaudite rovine, avrà successo nelle imprese, distruggerà
i potenti e il popolo dei santi. Per la sua astuzia, la frode prospererà
nelle sue mani, si insuperbirà in cuor suo e con inganno farà
perire molti: insorgerà contro il principe dei prìncipi,
ma verrà spezzato senza intervento di mano d'uomo. La visione
di sere e mattine, che è stata spiegata, è vera. Ora
tu tieni segreta la visione, perché riguarda cose che avverranno
fra molti giorni".
Io, Daniele, rimasi sfinito e mi sentii male per vari giorni: poi
mi alzai e sbrigai gli affari del re: ma ero stupefatto della visione
perché non la potevo comprendere.
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Daniele
8, 15 - 27 |
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L'angelo Gabriele spiega
la profezia
Mentre io stavo ancora parlando e pregavo
e confessavo il mio peccato e quello del mio popolo Israele e presentavo
la supplica al Signore Dio mio per il monte santo del mio Dio, mentre
dunque parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima in visione,
volò veloce verso di me: era l'ora dell'offerta della sera.
Egli mi rivolse questo discorso: "Daniele, sono venuto per istruirti
e farti comprendere.
Fin dall'inizio delle tue suppliche è uscita una parola e io
sono venuto per annunziartela, poiché tu sei un uomo prediletto.
Ora stá attento alla parola e comprendi la visione:
Settanta settimane sono fissate
per il tuo popolo e per la tua santa città
per mettere fine all'empietà,
mettere i sigilli ai peccati, espiare l'iniquità,
portare una giustizia eterna,
suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei santi.
Sappi e intendi bene,
da quando uscì la parola
sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme
fino a un principe consacrato,
vi saranno sette settimane.
Durante sessantadue settimane
saranno restaurati, riedificati piazze e fossati,
e ciò in tempi angosciosi.
Dopo sessantadue settimane,
un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui;
il popolo di un principe che verrà
distruggerà la città e il santuario;
la sua fine sarà un'inondazione e, fino alla fine,
guerra e desolazioni decretate.
Egli stringerà una forte alleanza con molti
per una settimana e, nello spazio di metà settimana,
farà cessare il sacrificio e l'offerta;
sull'ala del tempio porrà l'abominio della desolazione
e ciò sarà sino alla fine,
fino al termine segnato sul devastatore".
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Daniele
9, 20 - 27
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Apparizione dell'angelo
Udii il suono delle sue parole, ma, appena
udito il suono delle sue parole, caddi stordito con la faccia a terra.
Ed ecco, una mano mi toccò e tutto tremante mi fece alzare
sulle ginocchia, appoggiato sulla palma delle mani. Poi egli mi disse:
"Daniele, uomo prediletto, intendi le parole che io ti rivolgo,
alzati in piedi, poiché ora sono stato mandato a te".
Quando mi ebbe detto questo, io mi alzai in piedi tutto tremante.
Egli mi disse: "Non temere, Daniele, poiché fin dal primo
giorno in cui ti sei sforzato di intendere, umiliandoti davanti a
Dio, le tue parole sono state ascoltate e io sono venuto per le tue
parole. Ma il principe del regno di Persia mi si è opposto
per ventun giorni: però Michele, uno dei primi prìncipi,
mi è venuto in aiuto e io l'ho lasciato là presso il
principe del re di Persia; ora sono venuto per farti intendere ciò
che avverrà al tuo popolo alla fine dei giorni, poiché
c'è ancora una visione per quei giorni". Mentre egli parlava
con me in questa maniera, chinai la faccia a terra e ammutolii.
Ed ecco uno con sembianze di uomo mi toccò le labbra: io aprii
la bocca e parlai e dissi a colui che era in piedi davanti a me: "Signor
mio, nella visione i miei dolori sono tornati su di me e ho perduto
tutte le energie. Come potrebbe questo servo del mio signore parlare
con il mio signore, dal momento che non è rimasto in me alcun
vigore e mi manca anche il respiro?". Allora di nuovo quella
figura d'uomo mi toccò, mi rese le forze e mi disse: "Non
temere, uomo prediletto, pace a te, riprendi forza, rinfrancati".
Mentre egli parlava con me, io mi sentii ritornare le forze e dissi:
"Parli il mio signore perché tu mi hai ridato forza".
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Daniele
10, 9 - 19
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Daniele nella fossa dei
leoni
Ed essi lo gettarono nella fossa
dei leoni, dove rimase sei giorni. Nella fossa vi erano sette leoni,
ai quali venivano dati ogni giorno due cadaveri e due pecore: ma quella
volta non fu dato loro niente perché divorassero Daniele.
Si trovava allora in Giudea il profeta Abacuc il quale aveva fatto
una minestra e spezzettato il pane in un recipiente e andava a portarlo
nel campo ai mietitori. L'angelo del Signore gli disse: "Porta
questo cibo a Daniele in Babilonia nella fossa dei leoni". Ma
Abacuc rispose: "Signore, Babilonia non l'ho mai vista e la fossa
non la conosco". Allora l'angelo del Signore lo prese per i capelli
e con la velocità del vento lo trasportò in Babilonia
e lo posò sull'orlo della fossa dei leoni. Gridò Abacuc:
"Daniele, Daniele, prendi il cibo che Dio ti ha mandato".
Daniele esclamò: "Dio, ti sei ricordato di me e non hai
abbandonato coloro che ti amano". Alzatosi, Daniele si mise a
mangiare, mentre l'angelo di Dio riportava subito Abacuc nel luogo
di prima.
Il settimo giorno il re andò per piangere Daniele e giunto
alla fossa guardò e vide Daniele seduto. Allora esclamò
ad alta voce: "Grande tu sei, Signore Dio di Daniele, e non c'è
altro dio all'infuori di te!". Poi fece uscire Daniele dalla
fossa e vi fece gettare coloro che volevano la sua rovina ed essi
furono subito divorati sotto i suoi occhi. |
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Daniele
14, 31 - 42
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Prima visione: i cavalieri
Il ventiquattro dell'undecimo mese, cioè il mese di Sebàt,
l'anno secondo di Dario, questa parola del Signore si manifestò
al profeta Zaccaria, figlio di Iddò. Io ebbi una visione di
notte. Un uomo, in groppa a un cavallo rosso, stava fra i mirti in
una valle profonda; dietro a lui stavano altri cavalli rossi, sauri
e bianchi. Io domandai: "Mio signore, che significano queste
cose?". L'angelo che parlava con me mi rispose: "Io t'indicherò
ciò che esse significano". Allora l'uomo che stava fra
i mirti prese a dire: "Essi sono coloro che il Signore ha inviati
a percorrere la terra". Si rivolsero infatti all'angelo del Signore
che stava fra i mirti e gli dissero: "Abbiamo percorso la terra:
è tutta tranquilla". Allora l'angelo del Signore disse:
"Signore degli eserciti, fino a quando rifiuterai di aver pietà
di Gerusalemme e delle città di Giuda, contro le quali sei
sdegnato? Sono ormai settant'anni!". E all'angelo che parlava
con me il Signore rivolse parole buone, piene di conforto. Poi l'angelo
che parlava con me mi disse: "Fà sapere questo: Così
dice il Signore degli eserciti: Io sono ingelosito per Gerusalemme
e per Sion di gelosia grande; ma ardo di sdegno contro le nazioni
superbe, poiché mentre io ero un poco sdegnato, esse cooperarono
al disastro. Perciò dice il Signore: Io di nuovo mi volgo con
compassione a Gerusalemme: la mia casa vi sarà riedificata
- parola del Signore degli eserciti - e la corda del muratore sarà
tesa di nuovo sopra Gerusalemme. Fà sapere anche questo: Così
dice il Signore degli eserciti: Le mie città avranno sovrabbondanza
di beni, il Signore avrà ancora compassione di Sion ed eleggerà
di nuovo Gerusalemme".
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Zaccaria
1, 7 - 17 |
Seconda visione: corna e operai
Poi alzai gli occhi ed ecco, vidi quattro
corna. Domandai all'angelo che parlava con me: "Che cosa sono
queste?". Ed egli: "Sono le corna che hanno disperso Giuda,
Israele e Gerusalemme". Poi il Signore mi fece vedere quattro
operai. Domandai: "Che cosa vengono a fare costoro?". Mi
rispose: "Le corna hanno disperso Giuda a tal segno che nessuno
osa più alzare la testa e costoro vengono a demolire e abbattere
le corna delle nazioni che cozzano contro il paese di Giuda per disperderlo".
Terza visione: il misuratore
Alzai gli occhi ed ecco un uomo con una
corda in mano per misurare. Gli domandai: "Dove vai?". Ed
egli: "Vado a misurare Gerusalemme per vedere qual è la
sua larghezza e qual è la sua lunghezza". Allora l'angelo
che parlava con me uscì e incontrò un altro angelo che
gli disse: "Corri, và a parlare a quel giovane e digli:
Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini
e di animali che dovrà accogliere. Io stesso - parola del Signore
- le farò da muro di fuoco all'intorno e sarò una gloria
in mezzo ad essa.
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Zaccaria
2, 1 - 9 |
Quarta visione: le vesti
di Giosuè
Poi mi fece vedere il sommo sacerdote
Giosuè, ritto davanti all'angelo del Signore, e satana era
alla sua destra per accusarlo. L'angelo del Signore disse a satana:
"Ti rimprovera il Signore, o satana! Ti rimprovera il Signore
che si è eletto Gerusalemme! Non è forse costui un tizzone
s costui un tizzone sottratto al fuoco?". Giosuè infatti
era rivestito di vesti immonde e stava in piedi davanti all'angelo,
il quale prese a dire a coloro che gli stavano intorno: "Toglietegli
quelle vesti immonde". Poi disse a Giosuè: "Ecco,
io ti tolgo di dosso il peccato; fatti rivestire di abiti da festa".
Poi soggiunse: "Mettetegli sul capo un diadema mondo". E
gli misero un diadema mondo sul capo, lo rivestirono di candide vesti
alla presenza dell'angelo del Signore. Poi l'angelo del Signore dichiarò
a Giosuè: "Dice il Signore degli eserciti: Se camminerai
nelle mie vie e osserverai le mie leggi, tu avrai il governo della
mia casa, sarai il custode dei miei atri e ti darò accesso
fra questi che stanno qui.
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Zaccaria
3, 1 - 7 |
Quinta visione: il candelabro
e gli olivi
L'angelo che mi parlava venne a destarmi,
come si desta uno dal sonno, e mi disse: "Che cosa vedi?".
Risposi: "Vedo un candelabro tutto d'oro; in cima ha un recipiente
con sette lucerne e sette beccucci per le lucerne. Due olivi gli stanno
vicino, uno a destra e uno a sinistra". Allora domandai all'angelo
che mi parlava: "Che cosa significano, signor mio, queste cose?".
Egli mi rispose: "Non comprendi dunque il loro significato?".
E io: "No, signor mio".
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Zaccaria
4, 1 - 5 |
Sesta visione: il libro che vola
Poi alzai gli occhi e vidi un rotolo
che volava. L'angelo mi domandò: "Che cosa vedi?".
E io: "Vedo un rotolo che vola: è lungo venti cubiti e
largo dieci". Egli soggiunse: "Questa è la maledizione
che si diffonde su tutta la terra: ogni ladro sarà scacciato
via di qui come quel rotolo; ogni spergiuro sarà scacciato
via di qui come quel rotolo. Io scatenerò la maledizione, dice
il Signore degli eserciti, in modo che essa penetri nella casa del
ladro e nella casa dello spergiuro riguardo al mio nome; rimarrà
in quella casa e la consumerà insieme con le sue travi e le
sue pietre".
Settima visione: la donna nell'efa
Poi l'angelo che parlava con me si avvicinò
e mi disse: "Alza gli occhi e osserva ciò che appare".
E io: "Che cosa è quella?". Mi rispose: "È
un' efa che avanza". Poi soggiunse: "Questa è la
loro corruzione in tutta la terra". Fu quindi alzato un coperchio
di piombo; ecco dentro all' efa vi era una donna. Disse: "Questa
è l'empietà!". Poi la ricacciò dentro l'
efa e ricoprì l'apertura con il coperchio di piombo. Alzai
di nuovo gli occhi per osservare e vidi venire due donne: il vento
agitava le loro ali, poiché avevano ali come quelle delle cicogne,
e sollevarono l' efa fra la terra e il cielo. Domandai all'angelo
che parlava con me: "Dove portano l' efa costoro?". Mi rispose:
"Vanno nella terra di Sènnaar per costruirle un tempio.
Appena costruito, l' efa sarà posta sopra il suo piedistallo".
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Zaccaria
5, 1 - 11 |
Ottava visione: i carri
Alzai ancora gli occhi per osservare
ed ecco quattro carri uscire in mezzo a due montagne e le montagne
erano di bronzo. Il primo carro aveva cavalli bai, il secondo cavalli
neri, il terzo cavalli bianchi e il quarto cavalli pezzati. Domandai
all'angelo che parlava con me: "Che significano quelli, signor
mio?". E l'angelo: "Sono i quattro venti del cielo che partono
dopo essersi presentati al Signore di tutta la terra. I cavalli neri
vanno verso la terra del settentrione, seguiti da quelli bianchi;
i pezzati invece si dirigono verso la terra del mezzogiorno. Essi
fremono di percorrere la terra". Egli disse loro: "Andate,
percorrete la terra". Essi partirono per percorrere la terra;
Poi mi chiamò e mi disse: "Ecco, quelli che muovono verso
la terra del settentrione hanno fatto calmare il mio spirito su quella
terra".
Ora l'angelo del Signore scese e percosse nell'accampamento
degli Assiri centottantacinquemila uomini. Quando i superstiti si
alzarono al mattino, ecco erano tutti cadaveri.
Sennàcherib re di Assiria levò le tende e partì;
tornato a Ninive, rimase colà. Ora, mentre egli era prostrato
in venerazione nel tempio di Nisrok suo dio, i suoi figli Adram-Mèlech
e Zarèzer lo uccisero di spada, mettendosi quindi al sicuro
nel paese di Ararat. Assarhàddon suo figlio regnò al
suo posto. |
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Zaccaria
6, 1 - 8 |